Il poker online e i luoghi comuni - prima parte
L'avvento del poker sportivo e in particolare del Texas Hold'em online ha gradualmente sfatato una serie di miti legati ai giochi di carte. Ciò nonostante, bisogna ammettere che alcune cattive influenze persistono. D'altra parte com'è vero che non può esistere un terreno di confronto, fatto di relazioni e scambio di denaro, capace di mettere tutti d'accordo, è altrettanto vero che sin dall'alba dei tempi il gioco - qualsiasi tipo di gioco - alimenta ogni sorta di antagonismo. E dall'antagonismo alla paranoia, e al dubbio della cospirazione, il confine si fa presto labile.
In questa breve disamina tenteremo di smascherare alcuni dei luoghi comuni più tipici, legati al nostro gioco. Dalle leggende metropolitane fino ai comuni pregiudizi che aleggiano attorno al poker online. E partiamo proprio da questi ultimi, veri e propri miti per antonomasia, nati per dare forza alla tesi che il gioco online sia tutto "rigged", truccato, manovrato da qualche oscura forza che rema contro il malcapitato di turno.
In proposito le teorie dei maestri del sospetto sono varie e, a sentir loro, le prove sarebbero schiaccianti. La prima, per esempio, riguarda l'esistenza di account cosiddetti premium. Si tratta probabilmente della più antica favola popolare, tanto antica da essere ormai pressoché dimenticata. In sostanza, alcuni giocatori a fronte di versamenti sul proprio conto mediamente più cospicui di altri, otterrebbero senza saperlo una sorta di aureola utile a proteggerli dai colpi sfortunati.
Questa teoria, come suggeriscono taluni, presenta anche una variante: si dice, tra le altre cose, che sia enormemente profittevole fare lunghe pause tra una connessione e l'altra, anche di qualche mese. Magari facendo corrispondere l'inizio di questa pausa ad una bad beat subita. A quanto pare, infatti, tutti i server di gioco tenderebbero a premiare con qualche vittoria il giocatore che dopo lungo tempo sia tornato nella poker room, per invitarlo a restarci....Ma non è finita.
Un'altra teoria assai "accreditata" che accompagna molti dei più biechi sospetti sul gioco online consiglierebbe di trovarsi in posizione da chip leader nei tornei. Pare che infatti, quale che sia il chip leader costui sia destinato a vincere ogni colpo, eliminando rapidamente gli avversari onde abbreviare la durata del torneo. Secondo questa bufala, le PR non sarebbero soddisfatte del loro margine di guadagno su quello che è uno dei mercati più remunerativi nel campo dei giochi e delle scommesse e così si vedrebbero costrette a truccare i motori di gioco, magari spendendo un extra per corrompere le compagnie che certificano la validità dei software stessi.
Infine, l'ultimo tassello del mosaico. L'inalienabile sospetto che dietro alla nostra varianza si celi dell'altro. Allorché si perdono ripetutamente colpi in cui si parte avanti, senza ombra di dubbio vi sarebbe qualcosa di losco sotto. Ecco scovato l'arcano: nel poker online si riscontrano più cooler e più bad beat che in quello live. E per avvalorare questa tesi si trova sempre qualcuno, ad ogni angolo di strada, pronto a sbattervi in faccia la storia delle sue spettacolari disfatte. Quella volta che gli hanno scoppiato la coppia d'assi servita, o quell'altra che allo showdown del suo set, si è trovato di fronte un over-set. Un colpo senza scampo che è impossibile sia accaduto per caso, dev'essere intervenuto lo zampino di qualcuno che gli vuole davvero male…
A proposito, dovreste sapere che in un tavolo six-handed le probabilità che vi capiti una coppia di re servita e che contemporaneamente il vostro avversario si ritrovi una coppia d'assi, statisticamente dovrebbero verificarsi più spesso che una volta su 400 mani. E voi quante ne avete giocate su internet? (fine prima parte)
Giovanni Luca Di Giuseppe

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