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ABC del poker

L'etimologia dei termini pokeristici - seconda parte

Scritto da Admin del .

Tra le numerosissime storie celate dietro agli attuali termini pokeristici una delle più interessanti, sulla quale vale la pena soffermarsi in questa seconda parte, riguarda l'origine del "nuts". Questo aggettivo suona come una musica sublime per le orecchie di ogni giocatore, poiché sta ad indicare in assoluto il miglior punto ottenibile durante una certa mano. Chi ha il nuts, insomma, ha un punteggio che non può essere battuto.

Per coloro che conoscano un minimo di lingua inglese, il primo significato a venire in mente è riconducibile a una qualche specie di frutta secca, siano esse noci o noccioline. Senz'altro si tratta di una influenza che ci viene dai Peanuts, il famoso fumetto di Snoopy e di Charlie Brown, che durante gli anni sessanta Umberto Eco e Oreste Del Buono traducevano in italiano col termine di "noccioline", appunto. Tuttavia non è la frutta secca la vera radice etimologica del nuts pokeristico.

La vera storia del termine risale alla seconda metà del XIX secolo ed è ambientata nel selvaggio West americano. Nella terra dei cowboy è facile immaginare che il poker potesse essere un passatempo piuttosto in voga, magari giocato in qualche polveroso saloon anziché negli scintillanti casinò odierni.

Orbene a quel tempo, fuori da una poker room, era praticamente impossibile trovare delle fiches, di conseguenza le puntate avvenivano soprattutto in contanti, gettando le banconote in mezzo al tavolo. Chiaramente, quanto più si andava avanti in una mano, tanto più gli ultimi giocatori rimasti a contendersi il piatto si lanciavano in puntate bizzarre, con ogni genere di bene di consumo: armi, gioielli, cavalli, o ancora impegnative di vendita di qualche ranch.

Con ciò non doveva essere troppo infrequente d'incappare in qualche furfante il quale, dopo aver fatto una serie di puntate improbabili, al girarsi del river, o allo showdown dell'avversario, prendesse armi e bagagli e in tutta fretta saltasse in groppa al proprio cavallo facendosi di nebbia. E' in risposta a questo genere di comportamento che, onde scongiurare qualsiasi dubbio sulla possibilità di svignarsela senza onorare i propri debiti, alcuni giocatori toglievano i bulloni dalle ruote del proprio carro e all'avanzare della mano potevano esibirli sul tavolo a garanzia che avrebbero pagato quanto si erano impegnati a scommettere.

"Nuts" infatti significa anche "bulloni" e quando un giocatore li metteva sul tavolo doveva essere proprio certo di vincere, o perlomeno state sicuri che doveva avere una mano molto forte.