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ABC del poker

Poker Texas Hold’em: trips contro set

Scritto da Emiliano 'Nimitz' Cocco del .

Un errore comune, riscontrabile nei principianti del Texas Hold’em, è quello di sopravvalutare un trips sui board pesantemente drawy e di confonderne la forza relativa rispetto ad un set.

Facciamo un esempio per meglio chiarire il concetto. Vi trovate in posizione di big blind, contro tre altri giocatori, ed arrivate al flop con in mano qq q8. Il board è f0 f8 p8 e beccate un trips avendo un otto in mano ed altri due sul flop. Tuttavia, questo vostro punteggio non è affatto potente come potrebbe esserlo un set, perché sarà ovvio agli altri che adesso esiste la possibilità che in giro ci sia un tris, e pertanto l’action successiva arriverà probabilmente soltanto da qualcuno che ha la concreta opportunità di batterlo.

Il flop è piuttosto drawy, ed anche se il trips può essere al momento la best hand, dovrete procedere con cautela se al turn arriva una scary card ed uno dei vostri avversari betta grosso. A quel punto, sarete dietro con molta probabilità. La miglior cosa che possa capitarvi è che al turn arrivi un Q ed un avversario abbia in mano qualcosa come f9 pj, cosicché lui chiuda una scala e voi un full-house. Ma se invece scende un f6 e riscontrate parecchia azione, lo scenario cambia di molto e sarà allora assai probabile che siate ormai battuti, salvo il caso che vi troviate difronte a giocatori decisamente loose-aggressive.

Il discorso è diverso quando invece hittate un set. Ipotizziamo che abbiate q9 c9 e sul flop arrivini c4 p9 qj: il board è meno drawy rispetto al precedente, anche se ci sono possibilità di scala nel caso un oppo abbia ad esempio cq q0. Non ci sono invece flush draw, e la situazione sarà decisamente migliore per spingere nel piatto buona parte delle vostre chips.