Il postflop: il check/raise - parte prima
Il check/raise, come suggerisce la parola stessa, consiste nell’effettuare un check con l’intenzione di rilanciare nel caso qualcuno punti dopo di noi. Naturalmente, come per quasi ogni azione nel Texas Holdem (e nel poker in generale), si può plannare un c/r per due motivi diametralmente opposti: for value e in bluff.
1)Â Il check/raise per valore
Plannare un c/r for value presuppone che siano rispettate due condizioni fondamentali:
- a) Devono esserci ottime probabilità che un avversario che ancora deve agire possa puntare. Il c/r for value presuppone infatti una mano molto forte (o comunque avanti al bet/calling e bet/3betting range dei nostri avversari), quindi affinchè possa avere un’aspettativa positiva nel lungo periodo è necessario avere la quasi certezza che qualcuno che ancora deve agire dopo il nostro turno, punterà . In caso contrario, non solo regaleremo free cards ad eventuali progetti, ma perderemo anche una puntata da coloro che avrebbero eventualmente callato una nostra bet (e allo stesso tempo non pot-builderemo con una mano forte, missando quindi tantissimo valore);Â
- b) Devono esserci ottime probabilità che l’avversario che punterà dopo il nostro check sia anche disposto a callare il nostro raise;
- c)Â In alternativa al punto b), dobbiamo essere ragionevolmente certi che riceveremmo all fold qualora bettassimo, mentre indurremo qualcuno al bluff qualora checkassimo.
Il fine principale di un c/r for value è, infatti, quello di ottenere due turni di puntata anziché uno solo, pot buildando al contempo per le streets successive.



