Il postflop: il check/raise - parte seconda
Dopo avere analizzato le condizioni necessarie al fine di plannare un c/r for value e un c/r in bluff, approfondiamo in questa lezione le motivazioni e le dinamiche di gioco sottostanti il check/push, il check/raise depolarizzato e il check/raise da original raiser.
3)Â Il check/pushÂ
Nell’ultimo esempio della lezione n. 43, avevamo 10 outs (le spades rimanenti) che aumentavano la nostra pot equity nella mano. In sostanza, mentre sul
ribettavamo in bluff rappresentando il top range già hittato al flop (quindi i set e le 2P) o una scala improvata al turn (ma non avremmo avuto, qualora callati o raisati, quasi nessuna chance di vincere la mano con la best hand), su un eventuale terza carta di picche non solo avremmo rappresentato il range di cui sopra (top range al flop o draw hittato al turn, in tal caso di colore), ma avremmo anche avuto, qualora callati, la possibilità di vincere la mano al river in caso di quarta picche sul board.



