Il postflop: il semibluff - parte seconda
Nella precedente lezione abbiamo introdotto il concetto di semibluff, evidenziandone il significato e le varie tipologie, e corredando il tutto di alcuni esempi pratici. In questa lezione ci soffermeremo maggiormente sull’aspetto puramente matematico del semibluff, dimostrando con un esempio concreto quanto possa essere EV+ pianificare un semibluff in luogo di un’azione più passiva (come un c/c o un call in position) o di un bluff puro.
Partiamo anzitutto dal presupposto che la profittabilità di un semibluff è data dalla combinazione di due fattori, uno “immediato†e l’altro “futuroâ€:
- La Fold Equity, quindi la possibilità di far immediatamente foldare al nostro avversario una mano migliore
- La Pot Equity, quindi la possibilità , qualora callati nella street precedente, di chiudere successivamente la mano migliore
Se viene a mancare uno di questi due fattori, semibluffare non ha alcun merito. Naturalmente la condizione che più facilmente saremo in grado di valutare è la seconda, in quanto dipende esclusivamente dalla nostra mano e non necessita di alcuna skill particolare: anche un giocatore alle prime armi è infatti in grado di capire se, considerati un determinato board e la sua starting hand, vi sono possibilità (e quante) che nelle streets successive chiuda la mano migliore.



