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Marco Trucco (PokerStars): “2016, il poker è in ripresa. Ok alla liquidità europea ma senza penalizzare l’Italia”

In questa intervista esclusiva, Marco Trucco, country manager per l'Italia di Pokerstars, svela che nel 2016 è cresciuto il numero di giocatori unici di poker. Ed è l'occasione per parlare con lui anche delle sfide future del poker italiano: dalla liquidità internazionale alla regolamentazione del poker live.

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04/01/2017 16:23

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PokerStars.it è tornata a crescere e il poker sta ricominciando a conquistare nuovi giocatori. Lo sostiene, numeri alla mano, Marco Trucco, manager per l’Italia. Una bella notizia per iniziare il 2017 con le giuste prospettive.

Il manager di PS in questa interessante intervista parla a 360 gradi della svolta epocale intrapresa dalla poker room numero uno in Italia e nel Mondo, dei nuovi format e della strada intrapresa dall’industria del poker nell’ultimo biennio.

Trucco inoltre coglie l’occasione per ribadire la volontà di PokerStars di sostenere la liquidità internazionale nell’online, oltre alla necessità di regolamentare in Italia il poker live.

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In questo Articolo:

Quello appena concluso che anno è stato per Marco Trucco?

Per me il 2016 è stato l’anno più interessante da quando sono nel mondo del poker (professionalmente, dal 2007). Non certo il più facile o il più ricco, ma credo sarà ricordato come l’anno della svolta, dell’evoluzione, della velocità.

Perché della svolta?

La svolta perché per la prima volta dopo molti anni, il poker per noi è tornato a crescere. Non parlo di volumi o di profitti, ma di ciò che più conta per il futuro: il numero di giocatori unici presenti ogni giorno sui nostri tavoli.

Negli ultimi mesi dell’anno il numero di “unici” è stato costantemente superiore allo stesso periodo dell’anno scorso. E ancora più importante: il numero di nuovi registrati è superiore a quello di 3 anni fa. Questo significa che sono arrivati nuovi giocatori, e sono anche tornati molti che avevano abbandonato.

Tutti davano il poker italiano per morto, ed invece…

Se c’è una cosa difficile da fare è quella di invertire un trend, e fino al 2014 il trend del poker era chiaro e brutto. Nel 2015 tra alti e bassi si è intravista la strada giusta. Quest’anno, a costo di molti sacrifici per tutti, è stata presa la giusta direzione.

Spiegaci perché è stato l’anno anche dell’evoluzione?

L’evoluzione perché i nuovi giocatori e quelli ritornati in azione su PokerStars, lo fanno per divertirsi in modo diverso da prima.  E’ stato l’anno del Progressive KO, Beat the Clock, Spin&Go (che vanno dai Freeroll a 1 milione di Euro), e queste novità sono state messe in circuito nell’immaginario collettivo con i volti di Neymar e Cristiano Ronaldo. Piaccia o no, per allargare gli orizzonti del poker bisognava puntare su nuovi formati e su personaggi globali.

Un passaggio epocale tutt’altro che scontato…

Non è certo stato semplice lasciare alle spalle una visione del poker a cui tutti eravamo affezionati, abituati e di cui conoscevamo perfettamente le caratteristiche per decidere di andare a giocare un’altra partita, su un campo più grande, competitivo e inventando un linguaggio diverso.

Quali sono state le azioni sul campo che vi hanno permesso di invertire il trend e di avere più giocatori sulla vostra piattaforma?

Oltre a quanto fatto per attrarre nuovi player, sono orgoglioso delle promozioni e delle iniziative che abbiamo fatto su PS.it per continuare a dare un valore assoluto a chi gioca con noi. Alcune promo sono state adattate dal .com (ad esempio Card Hunt e Card Match, che hanno portato PS.it a toccare la posizione #4 tra le poker room al mondo per numero di giocatori cash), altre sono state uniche del .it: ad esempio il freeroll da 100.000€ che credo sia stato apprezzato.

Hai affermato: ‘il 2016 è stato l’anno della svolta, dell’evoluzione e della velocità’. Puoi spiegarci quest’ultimo concetto?

La velocità perché il poker è diventato un gioco da mobile. Erano anni che se ne parlava, ma nel 2016 è davvero avvenuto un sorpasso. Il poker da mobile è un gioco “barbaro” nella definizione positiva di “barbaro” che usa Alessandro Baricco nel suo saggio sulle “mutazioni”: molte delle grandi innovazioni e molti dei caposaldi della nostra cultura sono stati accolti – nei loro tempi – con un ventaglio di critiche nelle quali i termini ricorrenti erano volgarità, impoverimento, spettacolarità e leggerezza nel senso di effimero, fatuo, senza profondità. Baricco ricorda che così fu giudicato Mozart e persino la nona di Beethoven da chi la ascoltò per la prima volta; ne ha fatto persino un film.
E’ azzardato paragonare gli Spin&Go a Mozart, ma capite cosa voglio dire: dagli Spin è nato un modo diverso di fare poker – facendo diventare un valore la velocità e la leggerezza, che prima valori non erano, e andando a costruire senso e spettacolo da essi.

Molto chiaro, ma permettici una provocazione: gli Spin and Go fanno parte dell’ “evoluzione” del gioco?

Si, l’ho detto: i giochi rapidi, non solo gli Spin, sono un’evoluzione del poker così come Mozart è stato l’evoluzione della musica barocca. Hanno aperto un nuovo spazio dove è diventato possibile ricominciare ad inventare. Detto questo, è abbastanza normale preferire ciò a cui si è abituati, finché non ci si accorge che il paesaggio è cambiato, lo volessimo o no, e che non è affatto male. Quando ho iniziato a appassionarmi io, il luogo comune voleva che il “vero poker” fosse il Limit dal vivo. Tutto il coaching disponibile stava in un libro scritto da un simpatico ma irraggiungibile texano settantenne col cappello da cowboy. Direi che per fortuna l’evoluzione prevale sempre sulla conservazione.

Leggendo i dati generali del gioco online in Italia, è risultato chiaro che il poker – ed in particolare il cash game – hanno subito la concorrenza di altri giochi come i casinò games e il betting almeno nella spesa. Come avete fatto a preservare il field pokeristico, considerando che c’è stata una crescita del numero dei poker players?

Sul cash game abbiamo perso qualche punto di quota di mercato a seguito dei cambi del Vip System:era più che previsto. Ma come risultato, anche a seguito di altri cambiamenti, abbiamo un ecosistema che consente di offrire un’esperienza di gioco più soddisfacente per tutti. Abbiamo puntato sui tornei, gli Spin e le novità.

Quindi, anche se i volumi del mercato anche nel 2016 sono calati abbiamo posto le basi per crescere in modo sostenibile. Naturalmente parlo per PokerStars, non mi sbilancio per tutto il mercato italiano. Per quanto riguarda il casinò e lo sportsbook, abbiamo migliorato l’offerta del primo e lanciato il secondo. Il fatto che il numero di giocatori unici di poker sia superiore all’anno scorso, significa evidentemente che abbiamo lavorato perché né il casino né le scommesse andassero a danneggiare il poker.

Anche se ci sono ancora moltissimi margini di miglioramento su entrambi i prodotti (vedi alla voce 2017), semplicemente abbiamo dato la comodità di avere un solo conto a chi già giocava casinò o scommesse altrove, e nello stesso tempo gli abbiamo fatto ricevere promozioni create per appassionati di poker (freeroll, missioni, classifiche, etc) che nessun altro può offrire. Le promo “Football Fever” per Euro2016 per me sono state un bellissimo esempio .

Archiviato il 2016, cosa riserva il nuovo anno PokerStars per i suoi clienti?

Su alcune grandi novità purtroppo devo ancora tenere la bocca chiusa. Posso solo dire (come ha scritto Daniel Negreanu) che ho testato tutte queste novità e non vedo l’ora che possiate farlo anche voi.

La nostra curiosità aumenta… Visto che sei stato molto ermetico sulle novità del 2017, devi lasciarti andare almeno su una cosa, visto che nessuno vuole parlare di liquidità condivisa. La vostra posizione su questa importante apertura del nuovo mercato?

Ma per noi non è una novità: PokerStars è impegnata al 100% per collaborare con i regolatori perché procedano su questa strada, guardando per prima cosa all’interesse dei giocatori di tutti i paesi coinvolti e alla correttezza del gioco.

Domanda a bruciapelo e un po’ scomoda: quale soluzione preferisci per la liquidità condivisa?

Per noi la soluzione più semplice e logica sarebbe quella di far confluire l’Italia sulla liquidità globale, non ci sono dubbi, come tra l’altro tutti i lettori di Assopoker hanno confermato nei vostri sondaggi. Ma se non riusciamo a convincere i regolatori che la soluzione “.com” sia possibile dobbiamo far di tutto perché tutti gli aspetti critici della soluzione “.eu” vengano analizzati e risolti senza sacrificare nessun tipo di gioco e nessun paese.

Quali ostacoli ancora vedi alla realizzazione di questo progetto?

Ci sono grosse differenze di tassazione e non è facile trovare soluzioni comuni che non costringano gli operatori a dover penalizzare i giocatori di un paese o modificare le dinamiche di alcuni giochi. Poi ci sono anche operatori che non vogliono la liquidità internazionale. Legittimo, ma sarebbe interessante se lo dicessero pubblicamente così confronteremmo le nostre ragioni e i giocatori potrebbero scegliere da che parte stare.

Altri obiettivi o buoni auspici per il 2017? Il live, ad esempio?

Mi auguro che nel 2017 venga risolto il problema del poker live. La mia opinione è che qualunque tipo di gioco debba essere autorizzato e regolamentato con una serie di restrizioni e limitazioni proporzionate ai rischi specifici che pongono: regole semplici e sanzioni severe.

Il poker live non può fare eccezioni e non si può difendere il “limbo” attuale che consiste in regole complesse e sanzioni inesistenti. Chi vuole giocare live deve poterlo fare alla luce del sole e con tutele paragonabili a quelle dell’online. Chi lo vuole gestire deve sottostare a regole e controlli simili.

Secondo te, rispetto al 2009, ci potrebbe essere sempre un interesse imprenditoriale alto per il live?

Conosco molte persone che sarebbero pronte ad accettare la sfida e sarebbero in grado di gestire eccellenti sale in tutta Italia. Non è accettabile a mio avviso che il poker live rimanga appannaggio di chi è disposto a lavorare – e a giocare – nell’illegalità.

Il poker quindi non è defunto come qualcuno vuol far credere, sia come gioco che come business…

Pochi giorni fa abbiamo registrato un numero di nuovi iscritti su PokerStars.it che non si vedeva da anni. E’ uno straordinario segno di vita del poker, la dimostrazione che tante storie devono ancora essere raccontate, così come in qualunque altro sport, o gioco che sia. Auguro a tutti un 2017 ricco di momenti vincenti memorabili su PokerStars, a cominciare dal prossimo Sunday Million che per la prima volta entra in calendario l’8 gennaio!

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