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Poker: le tasse per i poker pro in Europa ed in Italia (2a parte)

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16/11/2013 12:03

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spagna-poker-tasseQuali sono gli oneri fiscali che devono rispettare i giocatori europei? I players sono considerati liberi professionisti a tutti gli effetti? Quali sono i sistemi più vantaggiosi? Proviamo a rispondere a queste e altre domande in un complesso viaggio virtuale per i meandri delle normative interne europee. Siamo partiti dall’Olanda e abbiamo analizzato una delle poche leggi ad hoc in vigore per i poker pro nel Vecchio Continente ed ora è giunto il momento di scoprire le peculiarità degli altri sistemi.

Spagna: doppia tassazione
E’ stato disciplinato da circa un anno il mercato e gli operatori versano alla fonte il 25% di tasse calcolate sul profitto: si tratta di un livello di pressione fiscale molto oneroso che si riflette sui giocatori che devono pagare un rake elevato. Non contento il Governo iberico a settembre è uscito allo scoperto e ha rivelato le sue intenzioni di tassare i giocatori professionisti che saranno obbligati a dichiarare il reddito percepito dall’attività di grinding, sia online che live.

Detrazione perdite per players iberici
L’aliquota minima applicata sarà del 24% a salire a seconda degli scaglioni di reddito. L’unico dato positivo è che i giocatori potranno dedurre spese e perdite, pertanto dovranno pagare le tasse solo sulle vincite nette e non lorde. Si tratta comunque di un doppio sistema impositivo molto pesante che, di fatto, rendere la professione durissima per i residenti spagnoli. E’ stato certificato che almeno 300 professionisti giocano sulle piattaforme estere.

Tasse free
Se in Spagna vi è questa doppia tassazione (e i professionisti francesi corrono i medesimi rischi: vedi apertura dell’inchiesta dell’agenzia fiscale), in alcuni paesi europei, come ad esempio Gran Bretagna e Malta, il sistema è molto più equilibrato, a beneficio non solo dei giocatori ma anche del fisco. Infatti i mercati sono in crescita, funzionano e lo stato trova nel gioco online risorse utili e preziose. In questi paesi, gli operatori agiscono come sostituti d’imposta (leggi qui le aliquote nel dettaglio).

Gran Bretagna e Malta
Ad esempio, in Gran Bretagna le rooms autorizzate devono versare all’Erario il 15% sul rake lordo e i giocatori non sono tenuti a dichiarare alcun tipo di reddito (perché già pagano le tasse indirettamente). Stesso discorso a Malta (gli operatori applicano un 5% sulle entrate nette più un fisso mensile), nell’Isola di Man e Gibilterra. Non a caso, Londra e Malta sono le mete preferite per i giocatori di poker professionisti europei e statunitensi che possono lavorare in un sistema sostenibile. I players esercitano una libera professione molto particolare e devono fare i conti con la varianza e fattori di rischio che rendono l’attività difficilmente paragonabile a qualsiasi altro mestiere. L’unica peculiarità dell’isola del Mediterraneo è che i giocatori sono tenuti a dichiarare solo le vincite maturate sulle rooms non autorizzate da LGA, extra Unione Europea (proprio come avviene in Svezia e Danimarca).

Italia
Nel nostro paese, non vi è una legge ad hoc per i professionisti, ma secondo l’interpretazione maggioritaria e corrente della normativa generale fiscale in vigore, gli operatori agiscono come sostituti d’imposta nell’online (20% sul rake nel cash game e 3% calcolato sul buy-in nei tornei). Nel live è lo stesso per i casinò e gli organizzatori di tornei.

Vincite all’estero
Chi però esce fuori da questo circuito legale rischia un accertamento da parte dell’agenzia delle entrate che, nei mesi scorsi, ha contestato vincite lorde maturate in sale da gioco estere. Ci sono però precedenti favorevoli ai giocatori riguardo, in particolar modo, vige il principio comunitario di divieto di doppia imposizione, pertanto è necessario fare una distinzione tra Unione Europea ed Extra UE. Per quanto riguarda i siti internet  dot com, le autorità italiane contestano addirittura le multe calcolate sui volumi di gioco (senza prevedere alcuna detrazione), secondo un parere dell’Agenzia del 2010.

Nella prossima puntata esamineremo i sistemi fiscali dei paesi scandinavi e di altre nazioni come la Bulgaria, senza perdere di vista la complicata situazione che si sta verificando in Germania.    

Fine seconda parte – continua

Poker: come pagano le tasse i giocatori in Europa – prima parte – seconda parte – terza parte – quarta parte

Poker online e tasse: guida per i poker players italiani: prima parte – seconda parte

Poker online e tasse: dove conviene giocare negli USA

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