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Coaching

Pokermagia Omaha, Paolo Iannazzo: ‘con lo staking/coaching c’è tanto edge ai tavoli’

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14/04/2016 18:00

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Lo staking/coaching di Pokermagia per il Pot Limit Omaha è nato da poco più di un mese e, per quanto sia troppo presto per tracciare un bilancio, abbiamo sentito il responsabile tecnico del progetto Paolo ‘Aceandajoker’ Iannazzo per farci un’idea di come la cosa sia partita, e per scoprire cosa devono assicurare e cosa possono aspettarsi i giocatori selezionati.

Primo mese in archivio: presto per un bilancio ufficiale ma non per qualche impressione a caldo…

Esatto, è presto per parlare di risultati concreti ma per esempio posso già dire che il nostro approccio alla selezione dei candidati sembra essere quello giusto. Cerchiamo prima di tutto gente umile che abbia voglia di imparare e che pensi alla gallina domani molto più che all’uovo oggi. Un’altra cosa che posso dire è che, ai microlimiti, l’edge dei nostri coachati si sta rivelando addirittura maggiore di quanto ci aspettassimo. I primi dati lo confermano, spero di non sbagliare.

Paolo 'Aceandajoker' Iannazzo

Paolo ‘Aceandajoker’ Iannazzo

Il field è molto scarso dunque?

Sì, ma solo per chi è preparato. Pochi reg sanno davvero quello che fanno e ci sono ancora parecchi fish attratti dalla possibilità tipica dell’Omaha di giocare moltissime mani e di buttare le chip nel piatto di frequente.
E’ vero che il fish non è quasi mai drawing dead come capita invece nell’Holdem ma è anche vero che, nel lungo periodo, l’edge di chi mette spesso al 55-60 invece che al 40-45 si traduce in tanto profitto. Proprio per queste ragioni sono convinto che il PLO possa essere il futuro del poker online.

I giocatori per essere selezionati devono avere già un’estesa esperienza nell’Omaha?

No, non necessariamente. Avere delle basi è certo un vantaggio, ma abbiamo preso anche dei ragazzi che avevano giocato pochissime mani di PLO e che vogliono fare la transizione dal Texas Holdem perché magari si vedono in stallo in una disciplina dove vincere è sempre più complicato.

Che è poi il percorso di carriera che avevi intrapreso tu…

Esatto. Circa due anni fa ho deciso di darmi all’Omaha dato che l’edge nel Texas Holdem si andava via via esaurendosi. Così, nonostante i miei profitti siano stati sempre ottimi, avevo deciso di anticipare il field e investire tempo e denaro nella nuova specialità. All’inizio ho pagato dazio, perché mentre da un lato avevo rinunciato al profit del Texas Holdem, dall’altro non riuscivo a fare profit nel PLO.Il problema principale è stato quello di dover apprendere tutto da solo, dato che non c’erano coach validi disposti a condividere le loro conoscenze.
Ma ad oggi posso dire che la scelta sta decisamente iniziando a dare frutti: viaggio alla media di circa 15bb/100 giocando praticamente ogni limite dal PLO50 in su e mi sono di recente pure tolto la soddisfazione del braccialetto al main event dell’ ICOOP Omaha.

A che livello inserite i grinder?

In linea di massimo dal PLO10 al PLO100, ma siamo in contatto anche con giocatori del 200, che stiamo valutando. In generale siamo abbastanza conservativi all’inizio ma non abbiamo problemi con level-up rapidi quando il coachato lo merita. A questo riguardo mi fa piacere ricordare un paio di ragazzi che pur di entrare i squadra hanno accettato di partire a un livello più basso di quello che già grindavano da soli. Potrebbe sembrare un paradosso,  ma è questo l’approccio che ci piace: un obiettivo, un progetto di lungo termine e non due spicci a fine mese.

Quanti giocatori avete attualmente in scuderia e che numeri avete in mente?

Il primo obiettivo è arrivare a dieci giocatori, che è il numero massimo che potrò seguire io, e non siamo lontani. Nel frattempo voglio allevare almeno due coach fatti in casa in modo che mi possano affiancare quando la squadra sarà cresciuta. Quanto al futuro, non ci poniamo limiti:  l’idea è quella di formare un’intera generazione di grinder vincenti esattamente come Pokermagia aveva fatto a suo tempo nelNLHE e come sta facendo al momento negli MTT.

Com’è organizzato il coaching?

Uno dei nostri punti forza è la flessibilità. Non abbiamo voluto stabilire una corrispondenza fissa tra mani giocate e lezioni cui si ha diritto. Sarò io a decidere chi avrà più bisogno di lezioni e chi meno, in modo da sostenere chi sia in difficoltà e al contempo di non spezzare il ritmo a chi invece stia andando bene e voglia essere, per così dire, lasciato a grindare in pace. Dal punto di vista tecnico la prima cosa è eliminare i grossi leak e magari gli equivoci che nascono nella transizione dalle due alle quattro carte; solo una volta eliminate le lacune grosse si passa al coaching avanzato.
La maggioranza delle lezioni sono personali, ma prevediamo anche lezioni di  gruppo e una chat comune nella quale i giocatori possano confrontarsi ed ascoltare varie campane e diverse esperienze. Ultimo ma non ultimo, come in ogni settore di Pokermagia, c’è il sostegno del mental coach Garrincha.

Pokermagia Omaha è alla ricerca di giocatori per il programma di staking/coaching.
Le candidature complete di breve presentazione e grafici (Plo e/o Texas Holdem) vanno inviate a massimo@pokermagia.com

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