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Analisi di una mano con Blair Rodman: la blocking bet

Scritto da Emiliano 'Nimitz' Cocco | Google+ del .

Il vostro avversario ha appena valuebettato al river con la speranza che facciate call con una mano peggiore? Oppure ha fatto una blocking bet con l’intenzione di mettere un freno alla vostra aggressività? Entrambe le puntate potrebbero apparire allo stesso modo, ma in realtà il loro scopo è alquanto diverso, come infatti ci dimostra Blair Rodman in questa mano giocata al Main Event delle World Series of Poker 2010.

Con bui 50/100, Rodman apre di 250 da middle position con f7 f5. “Al tavolo stavano giocando tutti piuttosto tight” racconta Blair, che in carriera ha già vinto un braccialetto d'oro alle WSOP del 2007. “Comunque hanno fatto call in tre.”

Sul flop arrivano fk f6 c4 che danno a Rodman un progetto di scala bilaterale ed uno small flush draw. L’oppo da big blind opta per un check e Blair punta allora 700. “Sarei stato felice di prendermi il piatto già da qualla puntata” spiega il co-autore del famoso libro Kill Phil. “Sarei stato contento anche se qualcuno avesse rilanciato, perché con 15 carte buone avrei certamente re-raisato. Non volevo che altri draw avessero motivo d’inseguire ancora. A quel livello di bui, e con stack di partenza di 30.000 chips, non sono solito giocare molte mani. Tuttavia, se qualcuno avesse rilanciato fino a 1.800, allora avrei 3-bettato a 5.000. In caso di successivo push, avrei invece foldato, perché probabilmente mi trovavo di fronte ad un set. Cos’altro poteva avere con quel flop?”

Il giocatore subito dopo annuncia il call mentre l’altro folda, e così il dealer distribuisce un ca al turn sul quale Rodman punta 2.500: “Volevo rappresentare l’Asso con la speranza che foldasse qualcosa che al momento mi batteva. Un Kappa debole, ad esempio.”

L’altro però si adegua e sul river arriva infine il f4 che accoppia il board e completa il possibile colore a fiori. Blair punta allora 3.100, che poteva essere interpretata come una value bet in cerca di un call, ma in realtà la ragione era un’altra visto che in mano aveva solo un 7 come carta più alta. “Era una blocking bet con size di circa il 40% delle chips nel piatto. Stavo rappresentando una mano forte e quindi doveva pensarci bene prima di eventualmente rilanciare. Era un buon modo per proteggere le mie chips.”

L’altro chiama e poi mostra fa f3 per un colore più alto. “Penso di aver fatto bene a puntare dopo aver spinto su ogni street, e anche la misura della bet era quella giusta. Se avessi fatto di più avrei naturalmente perso più chips, ed in caso di un suo rilancio avrei poi dovuto foldare perchè praticamente non battevo più nulla.”