Analisi di una mano con Daniel Negreanu
Nel processo decisionale volto a determinare se l'avversario che avete di fronte stia puntando con una grossa mano oppure stia cercando il bluff, dovreste riuscire a determinare con quanta probabilita' egli betterà il river. Allo stesso modo, quando siete voi a preparare un bluff, dovrete stabilire fino a che punto vi spingerete per convincere l’altro che avete il nuts, calcolando la fold equity in base al range di mani sul quale l’avete messo. Anche l’istinto gioca la sua parte in questo processo, ma nella mano che vogliamo presentarvi oggi, avutasi tra il top-pro Daniel Negreanu e Barry Greenstein, ha prevalso essenzialmente il ragionamento logico-deduttivo.
Siamo al World Poker Tour Championship del 2009, presso il Bellagio di Las Vegas. Il torneo è quello dal buy-in di 25.000 dollari e il livello è 100/200 con ante 25. Negreanu è in early position e decide di aprire il gioco puntanto 475$ con coppia di 7. Greenstein, da middle, alza la posta e 3betta a 2000$.
“Ho pensato subito che avesse una gran mano perchè non aveva re-raisato troppo spesso fino a quel punto”, racconta Negreanu. “Ma mi è piaciuta quella mossa perchè avevo in mano proprio le carte perfette per giocarmela contro di lui. Oltretutto eravamo entrambi molto deep, con circa 1000 big blinds” Negreanu decide quindi per il call e al flop scendono 9-4-3 con due cuori.
Daniel fa check e Greenstein - leggendario giocatore di cash game ma anche ottimo torneista con alle spalle diversi braccialetti delle WSOP e vittorie negli eventi del World Poker Tour - punta 3.000$. “Osservando la sua azione, ero a quel punto totalmente sicuro che avesse un overpair”, continua Negreanu, “La sua puntata mi dava indicazioni precise in merito. Per quanto mi riguardava, invece, sul quel board potevo rappresentare parecchie mani. Un set sarebbe stato credibile e inoltre con un’altra carta a cuori sul turn avrei potuto far credere di stare inseguendo il flush. Ho deciso quindi di andargli sopra rilanciando fino a 8500$. Il check-raise di solito indica molta forza ma lui ha fatto call ugualmente.”
Al turn esce un 10 di cuori, che completa il progetto a colore. “Dopo il turn sapevo che se Barry eveva un overpair senza cuori, diciamo 2 assi neri, avrebbe potuto foldare ad una mia puntata” aggiunge il pro di PokerStars. “Ho quindi messo sul tavolo 12.500$ e lui ha fatto call di nuovo. Dopo quella chiamata ho avuto la certezza che avesse due assi, o due K, con un cuori”
Il river è una blank card e Daniel, dopo aver pensato se continuare il suo bluff o salvare le chips, opta per la strada più conservativa facendo semplicemente check. “Poiché sapevo che lui aveva l’asso di cuori oppure il K, non avevo possibilità di rappresentare nessuna mano davvero forte. Le carte chiave necessarie a fargli credere di aver il nuts ce l’aveva in mano lui.” Greenstein fa check dopo Negreanu e mostra due assi con quello di cuori. Solita perfetta lettura da parte di Negreanu e ottima sagacia strategica nel rendersi conto di essere battuto.
“Il piano era sicuramente buono. Per come sono andate le cose, lui poteva avere solo quel tipo di mano, e infatti è stato così. Non dobbiamo comunque focalizzarci solo sul risultato finale. La mia non è stata una giocata cattiva. L’importante è sapere quando è il momento giusto per fermarsi”.





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