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Come pensano i Pro

Analisi di una mano con Daniel Negreanu: il mindset al Tournament of Champions

Scritto da Admin del .

Daniel Negreanu al WSOP Tournament of ChampionsTante volte, osservando l'action dei giocatori più forti al mondo, piuttosto che trarre nozioni dalla maniera con la quale conducono un colpo nella situazione specifica si rivela più utile concentrarsi su alcuni aspetti generali. Talvolta infatti, è possibile ricavare ottimi insegnamenti sul modo di pensare e di processare le informazioni messo in atto dai Pro. E' in queste occasioni che emerge il mindset del giocatore di poker.

Qui Daniel Negreanu, riportando una mano dal recente WSOP Tournament of Champions, ci offre l'opportunità di penetrare nella sfera del pensiero di uno dei big del Texas Hold'em.

Con bui 100/200 e ante di 25, Antonio Esfandiari raisa a 525, Doyle Brunson chiama e Annie Duke fa call dallo small blind. Daniel ha fj f3, e dal Big Blind copre i 325 nella speranza di legare qualcosa al flop. Le prime tre carte a scendere sul board sono fa fk p3

Check fino a Esfandiari, il quale betta 1775. Fold di Brunson e call della Duke. Negreanu preferisce non metterne altre e si limita al call spiegando: "Spesso una coppia e una flush draw sono una mano abbastanza forte per continuare dopo il flop, ma in quella situazioni il mio problema era che non potevo rappresentare molto. Sicuramente non AK, e tanto meno KK o AA. Diciamo che potevo simulare giusto un set di 3, ma poco credibile. Probabilmente, in caso di raise, gli altri mi avrebbero messo su un draw importante."

Al turn scende un c5 e Annie Duke punta 2800. "Non capendo il significato di quella puntata, ne ho dedotto che potesse avere una mano simile alla mia e che si trattasse di una puntata esplorativa" continua Daniel. "Non poteva rappresentare molto altro. La situazione si era comunque fatta interessante. Mi trovavo incastrato in mezzo, tra la Duke e Antonio, e se avessi chiamato i 2800 la mia mano sarebbe diventata troppo ovvia. Inoltre, essendo Antonio un ottimo giocatore, ero pressoché certo che un mio call con una mano qualsiasi lo avrebbe spinto ad un raise".

Il dilemma che assilla Negreanu diventa dunque : "Con quale range potevo puntare al turn in uno spot del genere? La risposta è che non potevo farlo con nessun tipo di mano. La mia puntata non avrebbe avuto alcun senso, però costava talmente poco che valeva la pena farla nella speranza che Antonio foldasse ed io riuscissi a pescare un altro 3 al river per poi mandare ipoteticamente i resti. In fondo stavo pagando un prezzo equo per il solo progetto a colore e in più avevo il 3. Considerando che l'altra carta era un J, direi che era quello il modo migliore di condurre il colpo."

La parola torna ad Esfandiari che folda ed il river è un f8. "Con mia gran sorpresa Annie Duke ha bettato 5600. Ancora una volta non riuscivo a capire esattamente il significato di quella puntata. Supponendo che lei avesse fq f0 mi sarei aspettato una size maggiore visto che era ormai chiaro che avevo chiuso un punto anch'io. Mentre, nel caso lei non avesse il colore, non ci sarebbe stato alcun motivo di valuebettare una coppia in quel tipo di board".

Daniel a questo punto si prende un bel po' di tempo. Annie DukeValuta gli stack. Annie Duke ha puntato 5600 e le restano circa 16000. Normalmente la giocata standard in questo tipo di situazione sarebbe un raise da parte di Negreanu, ma è perfino troppo ovvio che così facendo verrebbe callato soltanto da un colore più alto del suo. Così, deve passare in rassegna le altre possibilità: "Ho valutato la possibilità di fare un min-raise, ma se per ipotesi lei aveva pa fq questo le dava la possibilità di andare all-in vedendomi così costretto a foldare la mano". Alla fine "The Kid Poker" opta per il call. Annie Duke mostra A-Q e Daniel si aggiudica il piatto.

Ripercorrendo la mano Negreanu conclude: "E' andata bene, ma ho dovuto valutare parecchie cose. Ad esempio se lei al river avesse checkato avevo già deciso di bettare intorno ai 4500 e in quel caso penso che l'avrei indotta al fold. Con il senno di poi forse avrei fatto meglio a raisare al river considerando che lei aveva puntato con una coppia in mano. E di certo l'ha fatto basandosi esclusivamente sulla maniera in cui avevo condotto il colpo".