Assopoker Academy

Come pensano i Pro

Analisi di una mano con Faraz Jaka: deception con una monster hand

Scritto da Emiliano 'Nimitz' Cocco del .

Faraz JakaUna delle regole fondamentali affinché un bluff abbia successo è di puntare come se aveste davvero la mano forte che state rappresentando.

Al contrario, se avete la reputazione di uno che bluffa spesso, potrete aggiudicarvi qualche grosso piatto bettando le vostre monster hand come se non aveste nulla, ossia esattamente quello che ha fatto il noto Pro Faraz Jaka in uno spot giocato al WPT Doyle Brunson Five Diamond World Poker Classic del 2009.

Con bui 1.500/3.000 e ante di 400, l’oppo immediatamente alla destra di Jaka apre da early per 6.500 chips. Faraz si adegua con f3 p3 avendo a disposizione uno stack da 300.000 gettoni più o meno pari a quello dell’original raiser. Con l’intenzione di giocare per set-mining, Jaka poteva sfruttare a suo vantaggio anche il fatto di aver messo precedentemente a segno un bluff contro lo stesso avversario.

Il player da bottone effettua il call ed in un piatto 3-way il flop porta q3 c3 c2 con un fantastico quads per Jaka. Il primo a parlare decide di checkare: “Mi sono limitato a seguirlo perché c’erano buone possibilità che l’avversario da bottone provasse a rubare il piatto sfruttando la sua posizione” racconta Faraz che nel 2009 ha vinto in premi oltre 1,7 milioni di dollari.

L'altro invece checka a sua volta e sul turn arriva un f5. A quel punto, l’original raiser punta 4.000 ossia qualcosa in più del big blind: “Ho fatto subito 20.000 così da apparire come se volessi prendermi il piatto di prepotenza" continua Jaka. "Era di circa 3/4 del piatto e se non mi credeva avrebbe potuto chiamare.”

L’avversario da bottone opta per il fold mentre l’altro giocatore annuncia il call ed il river è infine un q7. Ancora un check e Faraz questa volta punta 120.000 su un piatto da poco meno di 70.000. “Ho overbettato un po’. La sua linea era stata weak e lui sapeva che io l’avevo certamente notato. L’avevo bluffato in precedenza puntando l’entità del piatto e quindi non potevo fare lo stesso. Puntanto così tanto potevo dargli l’impressione di volergli rubare di nuovo un piatto ma in maniera differente.”

L’avversario decide di chiamare e mostra qa f4 per la scala: “Sono stato fortunato che lui avesse una mano così forte” conclude Jaka, “altrimenti non mi avrebbe callato light, nemmeno con una coppia.”