David Williams ed il pot-control al WPT Championship
Quando si pensa di avere la best hand, di solito si punta per cercare di estrarne il massimo valore. Tuttavia, non è detto che sia soltanto questa l’unica strategia percorribile, come ci dimostra il Pro americano David Williams in questa mano capitatagli al WPT Championship del 2010 - un torneo da 25.000 dollari di buy-in ospitato dal Bellagio di Las Vegas.
Con bui 4.000/8.000 e ante di 1.000, il giocatore dal seat n° 7 open-raisa da early position per 22.000 e tutti foldano fino a Williams che da big blind trova
.
“Normalmente, con quella mano faccio una 3-bet” spiega David, che nel 2004 ha chiuso al secondo posto nel Main Event delle World Series of Poker. “Tuttavia, in quel caso specifico non sapevo quanto tight fosse l’altro. E visto che aveva aperto da early, non mi andava di gonfiare il piatto con AJ da fuori posizione. Se re-raisavo e lui mi 4-bettava, allora ero nei guai, ma lo stesso poteva accadere se decideva di flat-callare con una mano più forte della mia.”
Williams opta dunque per un call ed il flop porta
che gli permette di chiudere una top pair con top kicker. David fa check: “Pensavo che se avessi leadato lui avrebbe foldato le mani che battevo” racconta il Pro del team di PokerStars. “Se aveva qualcosa di meglio avrebbe invece rilanciato o flattato di nuovo. Ritenevo che la linea migliore fosse di checkare e di lasciare che lui bettasse con mani che partivano da dietro.”
L’opponent decide per 30.000 e Williams chiama: “Ho pensato di check-raisare, perché in tal modo potevo scoprire se i miei AJ non erano sufficienti nel caso mi avesse rilanciato ancora. Ma, comunque, ritenevo che la mia mano era abbastanza nascosta e che potevo giocarla un po’ tricky. Check/callando, lui poteva pensare che una coppia di dieci o anche KJ erano buoni.”
Il turn è un
: “Quella carta era
davvero ottima per me” continua Williams. “Perdevo soltanto contro un set floppato di 4 o di 7 pur se non pensavo che l’altro avrebbe aperto con coppia di quattro o di sette da early position. Comunque, in caso di tris lui avrebbe probabilmente checkato al flop. Il mio piano era dunque di checkare turn, callare la sua puntata e poi check-raisarlo al river.”
L’avversario però non punta ed il dealer distribuisce un
come ultima carta comune. David esce puntando di 45.000 ma l’altro decide di foldare. “Non mi ha pagato al river ma il pot control al flop mi ha permesso di vincere delle chips che forse avrei potuto invece perdere con un’azione più aggressiva.”

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