Analisi di una mano con Dave Ulliott: quando osservare gli avversari fa la differenza |
| Lunedì 12 Ottobre 2009 |
|
I migliori giocatori in circolazione possono arrivare a un tale punto di eccellenza da riconoscere situazioni dove anche chiamando con il nulla riescono a portarsi a casa piatti importanti. Ed è proprio quello che ha fatto Dave “The Devilfish” Ulliott, eccentrico professionista britannico, in una mano giocata durante il World Poker Tour Championship – torneo da 25.000$ d’iscrizione, tenutosi al Bellagio qualche mese fa.
Siamo al livello di gioco con blind 50$/100$. Quattro giocatori limpano fino ad Ulliott, che in posizione di cut-off, spilla A-10 offsuit e rilancia di 1100$. “Speravo di prendere il piatto direttamente pre-flop” racconta Dave, vincitore di un braccialetto alle World Series of Poker e di oltre 5 milioni di dollari di premi in carriera. “Non volevo nessuno call. A-10 è una mano che difficilmente becca qualcosa. Voglio dire: non è così male come possono essere A-9 o A-8, ma il meglio che si può fare con queste 2 carte e sperare di chiudere una scala o prendere un flop con un 10 carta più alta.” Ma Devilfish non riesce nel suo intento, ricevendo infatti un call dal player in seat 2 e in early position. Sul flop arrivano J-4-6 rainbow e il giocatore al seat 2 fa check. David mette nel piatto 1200$ e l’altro, senza scomporsi troppo, si adegua alla puntata. Al turn arriva un 8 di fiori ed entrambi checkano. Al river arriva invece un 8 di cuori. “Quell’otto mi è sembrata una carta sicuramente innocua, ma lui è uscito puntando 5000$.” continua Ulliot. “Ho avuto subito l’impressione che stesse cercando di rubarmi il piatto. Poco prima, infatti, mi aveva visto passare due assi su un board che aveva forti possibilità di aver fatto chiudere un full al mio avversario. E sicuramente si ricordava che il mio fold era arrivato dopo una puntata di 4.000$. Probabilmente, forte di quelle informazioni, avrà pensato che fossi talmente nitty da foldare con un certa facilità. Aggiungo poi che, mentre pensavo alla sua azione, lo guardavo e obiettivamente non mi sembrava tanto felice.” Dopo aver elaborato i suoi pensieri, Ulliot decide per il call mostrando niente di più che Asso alta. Con non poca sorpresa per i presenti al tavolo, la mano risulta più che buona visto che l’altro butta prontamente le sue carte nel muck. |
BIGpoker
Sisal Poker
Poker Snai
PartyPoker
PokerStars
Virgin Poker
GDpoker
E’ indubbio che più mani si giocano e più si acquista esperienza. Ed inoltre, come ulteriore conseguenza diretta, l’istinto si affina e si acquisisce una maggiore consapevolezza circa l’interpretazione dei betting patterns e dei comportamenti degli avversari.
Condividi questo articolo su Facebook
Analisi di una mano con Gavin Smith: il gioco aggressivo con A-K
Il teorema di Clarkmeister
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 10° parte: rilanciare al flop non da OR
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 11° parte: il gioco al turn
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 12° parte: gli errori da evitare al turn
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 13° parte: quando check-raisare al turn
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 15° parte: il mindset
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 1° parte
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 2° parte
Misterpoker
PokerClub
Winga Poker















