Il Dimensionamento del Bluff |
| Lunedì 03 Marzo 2008 |
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David Sklansky è solito dire: “Punta abbastanza per fare il lavoro, ma non di più”. Gli elementi di un buon bluff sono fondamentalmente due: cercare di intuire quale mano (o ventaglio di mani) potrebbe avere il nostro avversario e puntare abbastanza per farlo foldare qualora avesse esattamente quello che pensiamo. Non si bleffa semplicemente per far foldare l’avversario, ma si bleffa per fargli foldare quello che pensiamo lui possa avere. E’ ovvio che se il nostro avversario avesse i nuts non ci sarebbe modo di farlo foldare. Ed è per questo che è indispensabile fermarsi a riflettere su cosa potrebbe avere in mano, in base al tipo di giocatore che ci troviamo di fronte, a come ha giocato fino ad ora, alle sue puntate… Nel caso pensassimo di trovarci di fronte non ad un punto mostruoso ma medio, ecco che allora il bluff diviene un utile strumento per portarsi via il piatto. Tuttavia bisogna essere molto attenti a non rischiare più del necessario e quindi ad imparare a dimensionare il nostro bluff, in base alle nostre chips, alle chips del nostro avversario ma, soprattutto, in base alle dimensioni del piatto. Facciamo un esempio di errato dimensionamento del bluff. Finale delle World Series Of Poker del 1979, heads-up, Hal Fowler (nella foto qui a sinistra) contro Bobby Hoff. Entrambi con circa $200.000 dollari davanti. Prima del flop un raise ed un call, piatto di $20.000, ecco il flop: Come commentò Sklansky, “…questa mano è andata persa nei meandri della storia proprio perché Hoff non aveva un jack, se l’avesse avuto questa giocata sarebbe oggi ricordata come uno dei più grossolani errori in una finale delle WSOP”. |
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Il bluff è uno degli elementi più rischiosi e, di conseguenza, più affascinanti del gioco del poker. Nessun giocatore degno di questo nome vi dirà di non essersene mai avvalso, anzi. A volte riesce, a volte no, ma quando riesce ci si sente dei campioni. Quante volte avrete sentito “sono andato all-in e lui ha foldato e io non avevo niente”. Di per sé sembra tutto corretto, ma la vera domanda è: il bluff è stato fatto nel giusto modo? Quanto c’era nel piatto? Quante chips ha rischiato il giocatore che ha poi vinto la mano?
. Check di entrambi, turn:
. Ancora check e check, river:
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