Assopoker Academy

Come pensano i Pro

Phil Hellmuth e le WSOP: nostalgia del passato

Scritto da Emiliano 'Nimitz' Cocco del .

Nell’ultimo appuntamento con “La mano della settimana”, Phil Hellmuth ricorda con nostalgia la vittoria del suo decimo braccialetto WSOP, conquistato in un emozionante heads-up contro il giocatore finlandese Juha Helppi.

"Le World Series of Poker sono in pieno svolgimento ed io sono a caccia del mio dodicesimo braccialetto. Ricordo quando nel 2006 vinsi il mio decimo titolo WSOP, battendo 1.600 altri giocatori nell’evento di No Limit Hold’em da 1.000 dollari di buy-in. Prima di quel successo, in quell’edizione ero già andato a premi in sei occasioni, con anche un secondo posto. Davvero in molti rimasero sorpresi di quelle mie performance, pur ritenendo che non ci sarei più arriivato così vicino alla vittoria di un altro torneo. Beh, mai fare i conti senza Phil Hellmuth Jr.

Comunque, nel final table per il 10° braccialetto mi ricordo di questa mano in particolare: con bui 8.000/16.000, feci call con qk q5 e sul flop scesero ck qq c9. Un tizio di nome Elio Cabrera fece check, mentre il Pro finlandese Juha Helppi puntò 45.000. Io allora rilanciai fino a 145.000 ed Elio andò all-in istantaneamente, facendo foldare Juha.

Ora, sapevo che Elio aveva la tendenza a giocare un poker molto loose, e quindi pensavo che la mia top pair potesse battere tutte le drawing hand che poteva avere, come cq c0 e qualcosa di simile. Il Pro finlandese Juha HelppiInoltre, dovevo mettere altri 135.000 in un piatto che era già da oltre 500.000. Perciò optai per il call e lui girò fj p0 per la scala, lasciandomi soltanto a sperare in un miracoloso runner runner.

In realtà credevo di aver già perso, ma il dealer girò prima un q2 sul turn e poi un fantastico q7 sul river per un colore a quadri da 650.000 chips!

Dopo quella mano ne arrivò un’altra: Juha rilanciò di 90.000 ed io andai direttamente all-in con f5 p5 per 480.000 totali. Lui chiamò con ca q6 e per la prima volta in due giorni mi trovato a giocarmi un coinflip per la vittoria. Sul flop arrivarono qk qj q5 per il mio set, ma lui aveva un flush draw a quadri. Il turn fu un qq e Helppi centrò il colore facendo un grosso salto di gioia.

Per me non era finita, comunque, perchè c’erano ancora 10 outs buone per vincere: tre Kappa, tre Q, tre Jack ed un cinque. Il turn fu proprio cq e così mi aggiudicai un piatto da 1,2 milioni di chips con un full-house.

Dieci mani dopo i blind erano 15.000/30.000 e aprii di 80.000 con K-K. Juha ci pensò un attimo e poi annunciò l’all-in. Toccò allora a me saltare dalla sedia, girando poi subito le mie carte per il call. Lui aveva rilanciato di oltre 1 milione con A-10, per cui nel piatto ce n’erano circa 2,2. Se avesse vinto lui, il braccialetto WSOP sarebbe finito al suo polso. Ma il board fu Q 8 2 2 7 e Mike Matusow venne ad abbracciarmi come se avessi già trionfato, ma non era finita perchè Juha aveva ancora 290.000 chips.

Tuttavia, quasi subito finimmo ai resti: io con qa cj e lui con fa p9. Board fq f8 q3 pk c6 e potei finalmente alzare le braccia al cielo per il decimo braccialetto WSOP ed un premio da 630.000 dollari. Un’esperienza che non dimenticherò mai."

Phil Hellmuth