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Come pensano i Pro

Scott Clements e l’approccio passivo al World Poker Tour

Scritto da Emiliano 'Nimitz' Cocco del .

Potrebbe sembrare controintuitivo ma talvolta la mossa migliore può essere quella di puntare quando non si ha una made hand e invece di checkare nel caso contrario.

“Se non ho niente, è probabile che l’avversario abbia dunque la mano migliore, per cui faccio una puntata per indurlo al fold” spiega il professionista americano Scott Clements. “Quando invece ho hittato qualcosa, preferisco checkare e pot controllare. Lascio che l’altro valuebetti con un punteggio che posso battere.”

Vediamo allora un esempio pratico di quanto appena detto in questa mano giocata da Scott al WPT Doyle Brunson World Poker Classic tenutosi al Bellagio di Las Vegas nel 2010.

Con bui 400/800 e ante di 100, Clements rilancia di 2.200 da middle position con qk fq. L’aggressivo Kirk Morrison chiama dal cutoff e lo stesso fa il giocatore dal big blind. Il flop porta f2 p5 fj ed il grande buio decide di checkare.

Scott punta invece 4.000 con due overcard: “Quello era un buono spot per una continuation bet perché c’erano un sacco di carte che potevano darmi più outs” spiega Scott che in carriera ha vinto due braccialetti delle World Series of Poker. “Pertanto, anche se loro avevano un Jack io potevo beccare qualche carta con cui effettuare una double barrel in bluff. Ho puntato al flop perché se nella successiva community card trovavo un 10 allora mi si apriva un progetto di scala bilaterale. Se arrivava un 9 oppure un Asso, avevo un gutshot, ed inoltre andavano bene anche un K ed un Q.”

Morrison decide di chiamare mentre l’altro giocatore opta per un fold. Il turn è un qq: “Dopo quella carta, la miglior mossa da fare era check/callare una sua eventuale puntata” continua Clements che fa parte del team di professionisti di Full Tilt Poker. “Avevo top pair con un buon kicker ma la mia mano non è era così forte da andarci rotto.”

Kirk punta 6.000 e Clements si adegua per il call: “Non credevo che avesse QJ troppo spesso in quella situazione” continua Scott. “Poteva avere un flush draw oppure una coppia, ed a mente sua poteva ritenere che avessi c-bettato con un sacco di mani che poteva appunto battere con una sola coppia. Magari pensava che avessi un progetto a colore e stava forse proteggendo qualcosa come 88 o TT.”

Il river è infine un c9 che completa un’improbabile scala. “Poteva aver giocato con fk f0 ma io volevo lasciarlo puntare. Poteva valuebettare un Jack mentre non penso che con solo quest'ultimo avrebbe fatto call ad una mia puntata.” Morrison checka dietro e poi butta via le carte nel muck alla vista della coppia di donne di Clements.