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Curiosità

Dan Smith: “High stakes all’Aria? Non mi fanno giocare. Al Bellagio dominano i reg spagnoli dell’online”

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04/01/2017 08:00

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Nel corso del podcast con Joe Ingram, Dan Smith non ha parlato soltanto della poca simpatia che nutre nei confronti di Doug Polk (dopo le sue dichiarazioni, i due si sono sfidati e Doug ha vinto la prop bet). Ha anche spiegato che a questo punto della sua vita, il poker online ha un’importanza nettamente inferiore al poker live. Uno dei motivi è che per cliccare è costretto a spostarsi in Messico o in Canada, ma il principale è un altro: nel poker live ci sono molti più soldi da vincere, oltretutto in partite più facili.

Dan si è reso conto di quanto sia grande il divario tra gli high stakes online e quelli dal vivo quando ha partecipato a una partita di $100-$200 al Bellagio nella quale erano presenti alcuni professionisti spagnoli dell’online. “Non conosco i loro nomi”, ha detto. “Ma so che dal momento in cui è arrivata l’Armata Spagnola al Bellagio, il livello è diventato molto alto”.

Dan ha spiegato che a dicembre si sono presentati improvvisamente questi regular del cash game online mid-stakes per giocare il $100-$200 deep. In altre parole, per sedersi a un tavolo nel quale lo stack medio è superiore ai $50.000.

“Recentemente i tavoli sono stati invasi da questi player spagnoli che sono regular del NL 500 Zoom online“, ha dichiarato il forte torneista statunitense. “Improvvisamente si sono messi a giocare il $100-$200 deep come se nulla fosse. A quel punto la partita è diventata molto difficile, li ho visti puntare molto forte in certi spot, era pazzesco. Cioè, giochi il $2-$5 Zoom online e metti in mezzo $10.000 in ogni mano?”

Dan Smith, una costanza da fenomeno

Dan Smith, una costanza da fenomeno

Dan Smith dice di non ricordare il nome di questi giocatori, ma è probabile che si riferisse a Vicente Delgado e Lander Lijo Bereciartua, due player iberici che durante il WPT Five Diamond (proprio al Bellagio) sono stati visti grindare intensamente i side events, chiudendo subito alle spalle di Cliff Josephy in un evento da $5.200 di buy-in.

Vederli all’opera ha fatto pensare a Dan che non fosse il caso di investire troppi soldi e tempo negli high stakes online: “Se i reg del $2-$5 come questi spagnoli sono così forti, non so quanto posso essere competitivo a certi livelli. Ho praticamente donato soldi al $400-$800 Mixed Games di Pokerstars. Ci ho provato per mettermi alla prova e vedere se potevo fare la transazione al cash game live, ma sono consapevole di commettere troppi errori”.

Giocherà online solo in occasione di grandi festival come lo SCOOP e il WCOOP, mentre nel resto dell’anno Dan Smith si concentrerà soprattutto sul cash game dal vivo. Anche se sarà difficile trovare posto nelle partite interessanti, come ha già denunciato in passato Greg Merson.

Il vero Big Game dell’Aria è una partita privata a tutti gli effetti. Non so a chi spetti la decisione su chi può giocare e chi no, ma so che io non posso entrare“, ha spiegato nel podcast. “Come funziona? Otto giocatori si presentano allo stesso momento e smettono tutti alla stessa ora, ogni giorno. Tutti possono mettersi in lista d’attesa, cosa che ho fatto ogni volta che potevo, ma la speranza è solo che uno di questi otto giocatori decida di voler continuare a giocare anche quando gli altri smettono. Allora puoi creare un nuovo tavolo, ma generalmente non succede”.

Oltre alla varianza altissima del poker live, c’è anche il problema di poter effettivamente sedersi al tavolo. Ma per Dan Smith ci sono altri due grandi ostacoli da superare per poter competere ai massimi livelli nel cash game high stakes: il primo è di natura psicologica, il secondo riguarda le abilità necessarie per vincere in determinate varianti.

Dan Smith

“Quando giochi con regolarità gli high roller turbo rebuy da $25.000 di buy-in, diventa molto difficile giocare concentrato il $20-$40“, dichiara a Ingram. “Ci sarebbe una partita di 10-Game a limiti $1500-$3000 che va avanti no-stop da 6 settimane. Ma non ho le giuste abilità per battere quel livello, nonostante il field sia veramente facile, di questo sono sicuro. Il problema è che ci sono davvero troppi soldi in ballo e so per certo che farò degli errori. Non sono abbastanza bravo negli Stud Games, quindi non mi sento a mio agio a sedermi a quella partita”.

Dopo questa riflessione, Joe Ingram ha chiesto chi fossero i protagonisti nella partita high stakes di 10-Game del Bellagio. Dan ha fatto nomi e cognomi: “Ci sono Scott Seiver, David Oppenheim (che pare stia vincendo bene), Phil Ivey e il mitico Gus Hansen. Poi c’è questo tizio che è poco più vecchio di me eppure dice di non aver mai giocato online nella sua vita. Il che mi sembra incredibile, ma dicono che sia veramente fortissimo nelle varianti”.

A giudicare dalle sue parole, sembra veramente difficile risultare vincenti nel cash game high stakes live. Ma se Dan Smith continua a preferire questo terreno di scontro all’online c’è un motivo ben preciso: “Ero in lista d’attesa per una partita $500-$1000 al Bellagio tutti si sono fiondati lì e io sono rimasto al $100-$200. Improvvisamente la mia partita è diventata la più facile perché tutti i reg erano rimasti fuori per la lista d’attesa dei limiti superiori. Ho vinto molto, tra i $100.000 e i $200.000“.

E non dimentichiamoci che il suo main game sono i tornei, disciplina nella quale ha vinto la bellezza di 15.1 milioni di dollari in carriera.

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