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Sheldon Adelson ci riprova: spot TV “terroristico” anti-gioco online

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22/10/2015 14:30

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La battaglia per la legalizzazione del poker online negli Stati Uniti è sempre più una autentica lotta di potere. Uno dei teatri più accesi è in questo momento la Pennsylvania, dove è in fase avanzata una proposta di legge per legalizzare il gioco online e portare così un po’ di ossigeno nelle casse dello Stato, attualmente in pessime condizioni con enorme sofferenza di scuole ed enti pubblici.

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Vi avevamo già raccontato della propaganda a favore da parte del deputato Payne, che usava argomenti piuttosto ridicoli (perchè grossolanamente volti a creare spauracchi) per convincere il suo elettorato della bontà di questa legge, ma non si è fatta attendere la risposta della lobby del no, denominata CSIG (Coalition to Stop Internet Gambling) e capitanata dal solito Sheldon Adelson, magnate dell’industria dei casinò live con diversi interessi anche in Pennsylvania.

Ecco lo spot commissionato dalla CSIG

Sentire parlare di “uso di personaggi simili a dei cartoni della Disney per attirare i bambini verso il gioco d’azzardo” ha un effetto sicuramente comico su di noi e chiunque sappia un minimo come stanno realmente le cose, ma la cosa triste è che anche un terrorismo mediatico così grossolano possa sortire l’effetto e convincere migliaia di persone che “il rapace gioco online” è il principio di tutti i mali.

Sheldon Adelson

Sheldon Adelson

Il vecchio magnate ha trovato stavolta pane per i suoi denti: un web show piuttosto noto negli USA, il “Tim James Show“, aveva già smascherato le contraddizioni di Adelson punto per punto. La campagna della CSIG punta infatti su un argomento forte: con il gioco su internet, i minori sono più esposti (anzi, secondo lo spot letteralmente invogliati) al gioco d’azzardo.

James dimostra l’esatto contrario: con l’aiuto di una ragazza minorenne munita di un documento d’identità contraffatto, mostra quanto sia facile per un minorenne entrare al Venetian, casinò del gruppo Las Vegas Sands (quello di Adelson), giocare a tutti i giochi possibili e immaginabili, incassare i soldi vinti e anche farsi servire dei cocktail alcolici a più riprese.

Quindi, con lo stesso documento contraffatto, James prova a creare un account sul sito WSOP.com (perfettamente legale in Nevada), senza riuscirci perchè il sistema non riconosce (ovviamente) il documento e, non potendo confermare l’identità, nega la possibilità di creare un conto.

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Inoltre, in risposta alle affermazioni di Adelson circa un parallelismo tra gioco online e prostituzione (“entrambi diffusi ma non per questo da legalizzare”), James dimostra anche quanto sia irrisoriamente semplice adescare una escort all’interno del Venetian.

Ecco la puntata del Tim James Show in cui smaschera tutte le ipocrisie di Sheldon Adelson.

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