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Faker, il più forte giocatore di League of Legends di tutti i tempi: la storia di ‘The God’

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25/04/2016 15:30

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Ogni sport ha le proprie leggende: Michael Jordan per il basket, Pelè per il calcio, Ayrton Senna per la Formula 1, e così via. Naturalmente, anche ogni eSports ha le proprie: oggi vogliamo raccontarvi la storia di Faker, considerato da tutti il miglior giocatore di League of Legends di tutti i tempi. Non a caso, l’ancor giovanissimo gamer si è guadagnato semplicemente il soprannome di The God.

faker league of legends

Lee Sang-hyeok, in arte Faker

Da timido ragazzino introverso a fenomeno: nasce Faker

Siamo in Corea del Sud, Lee Sang-hyeok è un ragazzino come tanti. Ma ha qualcosa di diverso: è più sensibile, quasi più intrinsecamente adulto rispetto ai suoi coetanei. Non ha molti amici, parla poco, ama tantissimo i puzzle e quando scopre i videogiochi se ne innamora in maniera viscerale.

Warcraft III prima, DotA poi, fin quando nel 2011 si avvicina a League of Legends, oggi l’eSport più famoso e seguito del pianeta. Faker inizia a giocare per divertirsi, ma ben presto arriva la noia: non c’è nessuno in grado di batterlo. Così passa alle partite che attribuiscono punti per la classifica: anche lì, ‘GoJeonPa’ – come si fa chiamare inizialmente – non ha rivali.

Passa pochissimo e Faker è già il miglior giocatore della Corea del Sud, tanto che i team professionistici di League of Legends fanno a gara per accaparrarselo. Ci riescono gli SK Telecom T1, che lo fanno esordire ancora diciassettenne agli Olympus Champion Spring, uno dei tornei più importanti in Corea.

L’esordio è da urlo: Faker gioca benissimo e grazie a lui gli SK Telecom T1 battono i favoriti del torneo, i CJ Entus Blaze. La squadra di Faker si fermerà però in semifinale contro i futuri vincitori, gli MVP Ozone. Poco importa, perché Faker ha rotto il ghiaccio.

Faker vs Ryu come Ali vs Frazier

Ogni sport ha le proprie leggende, dicevamo, ma anche le proprie rivalità. Faker vs Ryu è senza dubbio il duello più epico nella seppur ancora breve storia di League of Legends, roba da milioni di visualizzazioni su YouTube – come potete vedere qui sotto.

Sempre nel 2013, all’HOT6iX Champions Summer, torneo che garantisce l’ingresso ai Worlds 2013 – i Mondiali di League of Legends, Faker guida il suo team nelle fasi preliminari: percorso netto, senza sconfitte, rivincita contro gli MVP Ozone inclusa.

In finale, Faker piazza un numero da capogiro contro Ryu: i due usano lo stesso personaggio, Zed, ed in un momento fondamentale del match l’eroe di Faker sta quasi per morire. Ryu va per finirlo, ma la velocità d’esecuzione di Faker e l’uso di alcuni potenziamenti gli permettono di far fuori l’avversario prima che questi possa rendersene conto.

Una giocata che ancora oggi è definita come la più incredibile nella storia di League of Legends, talmente veloce e precisa che persino i commentatori, in tempo reale, non furono in grado di capire cosa fosse successo.

All’inferno e ritorno

Ormai, per tutti, Faker è ‘The God’: fioccano sponsorizzazioni ed elogi da parte dei colleghi e della stampa di settore. Faker sembra invincibile, ma come tutti gli eroi, prima o poi arriva il momento in cui quell’aura di insuperabilità si rompe. E come spesso succede agli eroi, il peggior nemico di Faker è Faker stesso.

Arrivano le prime sconfitte, i primi colpi di scena, tanto che gli SK Telecom T1 non riescono a qualificarsi per i Mondiali 2014. Qualcuno comincia a mettere in dubbio le abilità di Faker, a chiedersi se forse il ragazzo non abbia cominciato a pensare di poter vincere solo perché si chiama, appunto, Faker.

Qui il coach degli SK Telecom T1, Kim Jeong-gyun, fa il capolavoro: ingaggia Lee ‘Easyhoon’ Ji-hoon, considerato da tutti l’erede di Faker, dando vita a una sorta di dualismo tra i due, che si scambiano il ruolo di titolari per un po’. Sì, Faker viene spesso messo in panchina a inizio 2015.

In lui però scatta qualcosa. Probabilmente il peso delle aspettative, la consapevolezza di essere il giocatore da cui il team dipendeva, lo aveva schiacciato. ‘Easyhoon’ contribuisce a sollevarlo da tale peso, tanto che Faker torna a giocare come sa.

Gli SK Telecom T1 si qualificano così ai Worlds 2015, dove arrivano in finale senza aver neppure perso un match. Nemmeno i KOO Tigers riescono ad arrestarne la furia, riuscendo a strappare soltanto un round.

Il protagonista, manco a dirlo, è ancora una volta Faker, che a 19 anni si laurea bi-campione del mondo. Diventando a tutti gli effetti la leggenda vivente di League of Legends.

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