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Libri

Giocati dal caso: come vincere alla roulette russa della vita

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08/01/2015 11:00

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Malgrado non parli affatto di poker, chiedete ad un professionista d’oltreoceano qualsiasi quali siano i suoi  libri preferiti e fra questi comparirà certamente “Fooled by Randomness“, tradotto in italiano come “Giocati dal Caso” e scritto da Nassim Nicholas Taleb, trader statunitense di origini libanesi da sempre interessato alla probabilità ed alle sue implicazioni.

N0n sorprende quindi che il sottotitolo del volume sia “il ruolo nascosto della casualità nei mercati e nella vita“, così come sfogliando il volume – di cui consigliamo la lettura certamente non solo a chiunque sia appassionato di poker – ci si rende ben presto conto delle ragioni che hanno reso questo libro un bestseller mondiale, grazie ad un linguaggio chiaro ed a tratti garbatamente ironico che non si compiace ma va dritto al sodo, facendo spesso e volentieri centro.

Quante volte, nel mondo del poker, professionisti hanno discusso di colleghi in modo tutt’altro che lusinghiero, domandandosi senza mezzi termini come faccia questo o quel player ad avere ancora soldi e magari addirittura a vincere, visto come gioca? E che dire degli osannati professionisti di estremo successo, di fatto in qualsiasi campo, spesso presentati dai media come dei chiari esemplari di successo da cui prendere esempio?

La convinzione di Taleb è che nel mondo sia pieno di idioti fortunati, persone cioè che pur avendo fatto scelte sbagliate in un’ottica di lungo periodo siano state premiate dai risultati nel breve, e che quindi in definitiva godono di una considerazione di se stessi, professionale e sociale che in realtà non meritano, attribuendo il proprio successo (loro come gli altri) all’abilità e non a casi favorevoli, dunque mutevoli.

roulette-russa

“Immaginiamo che un 25enne giochi una volta l’anno alla roulette russa, e che nel momento in cui sopravviva gli vengano dati 10 milioni di dollari – scrive Taleb – a queste condizioni la probabilità di arrivare a compiere 50 anni sarebbe piuttosto bassa, ma se tutti i 25enni partecipassero dopo anni avremo un pugno di persone estremamente ricche e cimiteri molto popolati”.

Di personaggi simili – lavorando come trader fin dagli anni Ottanta – l’autore ne ha visti parecchi, non di rado spazzati via dalla loro miopia non che da una tragica constatazione, ovvero che la vita (con i suoi rischi intrinseci e le sue ricompense possibili) è un po’ più complicata da comprendere del tamburo di un revolver.

“All’atto pratico, è come se si avesse a che fare con un tamburo che possa contenere centinaia o addirittura migliaia di pallottole, quando in realtà ce n’è una soltanto – immagina – al punto che a furia di premere il grilletto senza che accada nulla di male si possa finire col dimenticare che il proiettile è ancora lì“. Con tutte le conseguenze del caso.

Leggendo scoprirete quindi come fare a sopravvivere alla comparsa di un “cigno nero” – un evento estremamente improbabile ed imprevisto destinato a rovesciare il tavolo sovvertendo le regole del gioco – ed anzi a trarne vantaggio, come l’autore stesso fece in Borsa a cavallo del nuovo millennio.

Leggendo “Giocati dal caso” imparerete anche che Montecarlo non è soltanto una località dove andare a giocare un EPT, e perché – contrariamente a quanto possono avervi suggerito – millantare un’approfondita conoscenza degli scacchi per impressionare un potenziale di lavoro possa rivelarsi davvero una pessima idea, assieme a molte altre cose che starà a voi scoprire.

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