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Carlo Graziano, imprenditore grazie al poker che si è preso il primo Sunday Special del 2017

Il primo vincitore di Sunday Special del 2017 è "dr.niunnau", al secolo Carlo Graziano. Il 34enne catanese è una vecchia conoscenza del mondo del poker, che ha investito i suoi guadagni in una start-up di successo: Split-it. Scopriamo la sua storia.

Scritto da
03/01/2017 18:30

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Carlo in una delle sue (rare) puntate nel poker live, dove vanta un final table alla prima Notte del Poker (2007)

Carlo in una delle sue rare puntate nel poker live, dove vanta un final table alla prima Notte del Poker (2007)

Sei mesi. Un periodo abbastanza ristretto in una vita, ma che può essere un’infinità nel poker. Da tanto Carlo Graziano alias “dr.niunnau” non apriva un client di poker online, nonostante sia stato proprio il giochino a dare il “la” ad una carriera imprenditoriale che oggi è decisamente lanciata.

Nei primi anni del .it, infatti, Carlo era uno di quelli che “pestavano” forte, accumulando guadagni stellari sia nella fase pre-cash game che in quella post cash game. Headsuppista di gran lusso, si è tolto la soddisfazione di vincere parecchio anche in MTT, come nel caso di uno SCOOP che gli valse ben 50.000€, oltre alla prima intervista.

Replichiamo oggi, per farci raccontare “come è andata a finire” nei tanti interessi che Carlo coltiva. E anche del Sunday Special che ha appena vinto.

Seriamente: da quando non aprivi il client di PokerStars.it?
Onestamente prima di questo Special avevo aperto qualche heads up cash per passare il tempo durante le vacanze di Natale. Ma prima di allora credo sia stato allo scorso SCOOP, dove feci tre tornei e altrettanti itm. Almeno 6 mesi, quindi.

Come è l’impatto per uno che è sempre stato un vincente in un gioco che è in continua evoluzione?
Il poker non è qualcosa che si dimentica. Battute a parte, ho notato un’evoluzione nella gestione delle mani overall, molto più aggressive rispetto a qualche anno fa, con molte più 3bet e 4bet finte. In realtà però, rispetto alle mie idee, non c’era molto da aggiustare, esclusa qualche size. Il livello dei tornei mi pare comunque migliorato, anche se devo dire che il field del day 2 è stato “fortunato” per me, in particolare nel final table. Inoltre, cosa importante, non ho sentito stanchezza ed era una cosa che invece un po’ mi aspettavo.

Detto da un pallanuotista professionista sembra un po’ strano. A proposito, hai ripreso con l’attività agonistica?
Non parlavo di stanchezza fisica ovviamente, ma soprattutto mentale. Prima, quando giocavo molto, i tornei dopo un po’ mi annoiavano. Ora, invece, giocando meno lo faccio con molto più piacere. In realtà la pallanuoto non l’ho mai mollata, ero sceso in serie B per dedicarmi un po’ di più a Splitit, ma quest’anno sono tornato in serie A e in una società molto ambiziosa.

Carlo Graziano mentre difende la porta in allenamento

Carlo Graziano mentre difende la porta in allenamento

Hai parlato di Splitit e qui bisogna aprire una parentesi, perchè chi ci legge non sa che sei stato fra i primissimi poker pro italiani ad avere l’intuizione di reinvestire i guadagni in attività extra poker. Ci racconti come è nata?
Splitit è nata quando ancora giocavo a poker per professione e precisamente in Australia, dove ho vissuto per 4 anni e dove ho studiato e giocato a pallanuoto.
L’idea era quella di agevolare e rendere digitale una cosa che si faceva quotidianamente ma non online: raccogliere denaro tra amici o conoscenti. Poi, come ogni idea e ogni storia, si è evoluta adesso in una piattaforma che si adatta a liste regalo online, raccolte fondi per tornei sportivi, per progetti editoriali etc

In questo momento Splitit è l’unica forma di crowdfunding del genere, che mi piace chiamare “no-restrictions crowdfunding”. In realtà è stato un ragazzo di Bari che ha scritto la tesi di laurea su di noi, a chiamarla così. Mi è piaciuto e ho sposato subito il termine.

Il poker un po’ ti è rimasto dentro, però…
Scherzi? Il poker mi ha dato tantissimo, aiutandomi a competere in un mondo difficile come quello imprenditoriale, in particolare nel campo digitale. Dal poker mi sono portato dietro la capacità di non mollare nei momenti di difficoltà, di superare le bad run imprenditoriali contando su un planning vario, oltre ad essermi d’aiuto nella gestione di varie situazioni. Ovviamente il giochino mi ha dato anche il denaro per iniziare. E poi se non ci fosse stato il poker non sarei andato in Australia e non avrei creato Splitit…

Tu ti occupi di gestire la divisione in quote: come vedi il mercato della compravendita e/o scambio di quote nei tornei live?
Lo staking, se inteso come coaching in cambio di quota, credo sia un bene in quanto prevede che si instauri un rapporto di fiducia: io ti faccio da coach e ti aiuto a migliorare il tuo gioco, tu in cambio mi dai una percentuale dei tuoi profit.

Alcuni vendono quote maggiorate, ma forse non tutti a ragion veduta…
Vendere quote maggiorate è più che giusto, se si ritiene di avere un edge su quel determinato field. Certo, se vedo uno che ha giocato solo in Italia chiedere maggiorazione per le quote di un EPT dove sarà carne da macello allora è diverso. Però ti dirò, se riesce a venderle allora bravo lui…

Chiudiamo con una pubblicità doverosa. So che nei mesi scorsi hai messo gratuitamente a disposizione il tuo sito per la raccolta fondi “SOS Capricchia”, organizzata da Cristiano Guerra. Come sta andando?
Sta andando bene e nonostante sia passato un po’ di tempo la gente continua a donare. Sono felice che si siano trovati bene con noi e non posso che dire altrettanto. Speriamo continui così.

Qui il link per donare

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