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Poker bot, la confessione: “Mi hanno fatto vincere 30.000$ in 6 mesi”

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24/07/2016 11:19

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Esattamente una settimana fa su Twoplustwo è scoppiato uno scandalo enorme sui poker bot. Come è facile intuire, quello dei bot programmati per macinare un’infinità di mani e vincere ai tavoli online è un problema di primaria importanza tanto per i giocatori quanto per le poker room. Proprio su Twoplustwo si era parlato più volte dell’utilizzo di questi programmi, ma il 17 luglio c’è stata la prima confessione pubblica da parte di una persona che ha programmato e utilizzato bot per diverso tempo, vincendo ai tavoli e truffando decine di avversari.

L’utente si chiama “themadbotter” e per ovvie ragioni vuole mantenere l’anonimato più assoluto. Ha iniziato il thread spiegando il motivo per cui ha deciso di confessare: “Ho scelto di ritirarmi dal mondo dei bot e focalizzare le mie energie su qualcosa di più significativo. Ho ottenuto un lavoro molto importante e quindi non voglio più dedicarmi a un’attività impegnativa come quella dei poker bot. Ho pensato quando postare questo messaggio dopo aver prelevato tutti i miei fondi da Americas Cardroom. Spero di fare luce sulla attuale economia dei bot e aiutare le persone a comprendere le relazioni tra bot e poker room”.

Fin dall’inizio, “themadbotter” mette in chiaro che tutta la sua esperienza con l’utilizzo dei bot è riferita esclusivamente ad Americas Cardroom, una poker room offshore che offre illegalmente il gioco negli Stati Uniti. Rispondendo alle molte domande ricevute nella discussione, specifica che “Pokerstars è considerata off-limits da tutti tranne i migliori programmatori di bot al mondo perché il loro software è estremamente sensibile nell’individuazione dei bot“.

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Anche dopo il Black Friday, Americas Cardroom ha continuato a offrire il gioco negli USA

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Anche se non ha operato sulla poker room più popolare al mondo, “themadbotter” è comunque riuscito a ottenere un ottimo profitto dal suo bot: “Negli ultimi sei mesi il mio bot ha giocato più di 500.000 mani, soprattutto al NL 50$ e NL 100$. Grazie a promo e bonus vari, ha generato circa 30.000$ di profitto“.

Successivamente ha stilato una lista di bot attualmente in vendita sul web in specifici marketplace del Deep Web, ma i mod di Twoplustwo hanno giustamente censurato il tutto. “themadbotter” ha comunque spiegato che al giorno d’oggi tutti i bot hanno una “tecnologia stealth” che gli permette di essere invisibili agli strumenti di monitoraggio delle poker room.

È infatti noto che ogni poker room ha la possibilità di sapere quali programmi sono in funzione mentre il client è aperto, ma questo non è un problema per i bot del giorno d’oggi, che “vengono mostrati come processi nondescript in attività in background”. In parole povere,  la security di una poker room può individuare i bot solo attraverso il modo in cui sono state giocate le mani.

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Anche da questo punto di vista, comunque, i bot sono diventati molto difficili da scoprire. “Se costruisci un bot decente, è impossibile che gli altri giocatori sospettino del bot“, ha spiegato “themadbotter” nel lungo post. “Per esempio, in aggiunta alla tecnologia stealth, il mio bot si mette in sit-out a intervalli randomici e si alza dal tavolo ogni due ore, non gioca mai più di sei ora di fila, cambia spesso tavolo e si iscrive alle waiting list. Ogni tanto fa dei misclick volontari e in rare occasioni è programmato per scrivere brevi commenti nella chat“.

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A giudicare dalle sue parole sembrerebbe che programmare un poker bot sia molto complesso ma “themadbotter” assicura che non è così: “Trovare o costruire un bot è la parte facile. Ciò che impiega più tempo è fare in modo che il bot giochi bene. Esistono dei profili acquistabili sul web che si possono caricare sul bot per giocare in un certo modo. La maggior parte di questi, però, è in grado di vincere al massimo ai freeroll. La miglior soluzione resta quella di costruirti il tuo profilo da solo, anche se programmare un bot in grado di giocare estremamente bene richiede moltissimo tempo. Io ci ho messo una settimana a creare un bot in grado di battere il NL 10$ e un mese per un bot del NL 50$”.

Un utente chiede in maniera maliziosa perché ha deciso di smettere visti i profitti e la quasi certezza di non essere scoperto. La risposta di “themadbotter” è molto chiara: oltre ad essere un’attività molto impegnativa, oltre un certo livello non era più in grado di sviluppare il bot affinché continuasse a vincere. “Configurare il bot per vincere al NL 50$ è stata una passeggiata, e al NL 100$ il profilo era ancora profittevole, anche se in misura inferiore. Non ho mai provato a salire fino al NL 200$ perché il field è più piccolo, la percentuale di regular è più alta e in linea di massima i giocatori sono migliori. Tutto ciò mi ha spinto a non tentare di buttare il mio bot nella mischia del NL 200$ perché: 1) avrei dovuto mettere moltissime ore nella riconfigurazione del profilo per aggiustare il gioco contro i reg che si adattavano al mio; 2) perché un pool più piccolo di regular avrebbe aumentato le possibilità che il mio bot venisse scoperto“.

Doug Polk

L’anno scorso Doug Polk e altri tre professionisti hanno sconfitto un bot appositamente studiato per battere il No-Limit Hold’em

“themadbotter” ha messo in chiaro più volte che per lui non è mai stata una questione di soldi: in quanto programmatore, la sua era una sfida informatica. Riuscire a costruire un bot in grado di battere giocatori umani era il suo fine e per questo motivo non si sente minimamente in colpa di aver infranto in maniera gravissima il regolamento della poker room: “Inizialmente volevo solo dimostrare che si poteva fare. Sono contento di ciò che sono riuscito ad ottenere e ho deciso di smettere per passare alla prossima fase della mia vita. Per un po’ ho pensato di vendere il mio bot vincente ma poi ho cambiato idea. Se mi sento in colpa per ciò che ho fatto? Assolutamente NO. Non mi considero un baro. Non ho fatto collusion, non sono parte di un team che si dice le carte. Probabilmente ho messo più studio e fatica io rispetto al 90% dei giocatori vincenti. Costruire un bot è semplice, costruire un bot vincente non lo è per niente”.

Queste parole hanno fatto infuriare (giustamente) decine di utenti, che hanno attaccato duramente “themadbotter”: indipendentemente da come giudichi la situazione, ciò che ha fatto è illegale, antisportivo e soprattutto è il miglior modo per fomentare le voci sulla irregolarità del poker online. Non importa che lo stesso “themadbotter” abbia ammesso di essere riuscito a far funzionare i bot solo sulla oscura Americas Cardroom: grazie al suo comportamento ci andranno in mezzo anche tutte le poker room che investono pesantemente nell’individuazione dei bot.

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