Andrew Feldman fa causa al rabbino per le perdite in Borsa
Dalla padella alla brace. Il poker Pro Andrew Feldman sperava di recuperare circa 700.000 sterline perse sui tavoli high stakes, grazie ai consigli di un esperto di finanza, ed invece quest’ultimo gli ha lasciato un debito da saldare pari a 140.000£.
Finita in tribunale, la storia risalirebbe all’ottobre del 2008, quando Simon Nissim – un suo amico rabbino – l’avrebbe convinto ad avventurarsi in speculazioni sull’indice Dow Jones, promettendogli lauti profitti. Peccato però che le cose non siano andate come previsto, ed ora Feldman si rifiuta di accollarsi l’onere dei fallimenti di Mr Nissim.
Pur confermando, tramite i suoi legali, che si sarebbe fatto carico delle eventuali perdite, il Pro di Full Tilt Poker ha chiarito che gli accordi erano di piazzare 4 o massimo cinque operazione al giorno, mentre Nissim avrebbe abusato del credito concessogli dall’amico per arrivare invece a farne 77, ed in un periodo di tempo di sole quattro ore. In pratica l’accusa è che Nissim avrebbe provato a speculare anche per proprio tornaconto utilizzando lo stesso account aperto con Feldman.
La difesa del rabbino, nelle mani dell’avvocato newyorkese Richard Ritchie, ha invece immediatamente chiarito che Nissim informava l’altro degli esiti delle sue operazioni dopo ogni sessione di trading, e che era stato lo stesso Feldman a rassicurarlo su fatto che potesse continuare anche se queste ultime non si erano rivelate vincenti, visto che poteva contare su un capitale di 200.000 sterline.
La parola passa adesso all’Alta Corte di Londra che, dopo aver concluso la prima udienza, farà chiarezza a breve sulla questione attraverso il giudice Richard Snowden. Nel frattempo Feldman, passato in pochissimo tempo dal lavoro di portalettere a Red Pro di una delle poker room più grandi al mondo, è in questi giorni impegnato al WPT Grand Prix de Paris, probabilmente nel tentativo di dare una sana rimpinguata al suo bankroll personale.
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