Annette Obrestad: “Le mie prime WSOP”
Annette Obrestad vanta già un braccialetto ottenuto alle World Series of Poker Europe, ma per ragioni anagrafiche soltanto quest'anno ha potuto partecipare all'edizione di Las Vegas. In una intervista rilasciata nei giorni scorsi per Full Tilt Poker, la campionessa norvegese ha commentato l'andamento degli eventi a cui ha partecipato raccontando le sue impressioni a caldo.
D: Allora, com'è andato il tuo esordio?
R: E' andato meglio di quanto mi aspettassi. Anzi, a dire il vero sono stata io a impormi aspettative basse, per non finire delusa. Purtroppo in tornei importanti e dal field così numeroso devi cercare di non aspettarti niente, perché è facilissimo incappare in un po' di varianza e doversi poi rammaricare di non aver centrato gli obiettivi prefissati. Ad ogni modo non ho brillato. Ho centrato quattro ITM, di cui un 11° posto. Ho sperato molto in un final table, ma non è arrivato.
D: L'11° posto è venuto da un torneo shootout, vero?
R: Sì. Il Day1 e il Day2 prevedevano una bella ripartizione dei livelli e la dotazione iniziale era di 120 bui. Al tavolo ho incontrato un mucchio di giocatori mediocri e ho accumulato dei bei piatti. Nell'ultimo giorno del torneo, invece, eravamo rimasti in 14 ripartiti su due tavoli. Gli stack erano di appena 75 bui, cosa che ho trovato veramente stupida. Perché mai si dovrebbe incrementare la varianza proprio nella parte conclusiva di un torneo, quando si comincia a giocare sul serio? Insomma, la cosa mi ha fatto tiltare un po', ma non credo abbia influenzato il mio risultato.
D: Come sei uscita?
R: Avevo raddoppiato il mio stack subito, ma ad un certo punto ho perso due coinflip contro lo stesso avversario. Così mi sono ritrovata short, in una mano in cui avevo A-7 da piccolo buio. Un giocatore aggressivo ha raisato, io gli sono andata sopra, e il Big Blind dopo una lunga attesa ha fatto call. A quel punto l'original raiser è andato all-in. Ho capito subito di essere in cattive acque, ma ormai non restava nulla da fare. Uno dei due aveva A-Q e l'altro 10-10 e la mia mano è stata presto drawing dead.
D: Hai avuto buone carte? Sul tuo Twitter hai scritto di aver incontrato tavoli molto tosti...
R: Non è nel mio carattere lamentarmi, né ho voglia di farmi compatire. Comunque, sì, è girato tutto storto. Molto al di sotto di quanto sperassi. Specie nei primi eventi a cui ho preso parte, non sono riuscita a vincere neppure un all-in e sono andata incontro a una serie di cooler sfortunati. Come ho scritto su Twitter, ho trovato tavoli difficili e quelle volte che invece ho pescato qualche tavolo più abbordabile avevo sempre ottimi giocatori alla mia sinistra. Ma questo è il poker!
D: Hai giocato anche qualche partita cash game?
R: Certo, ne ho giocate diverse da 5$/10$ al Venetian e sono andata sopra di circa 15,000$.
D: C'è davvero il tempo di giocare anche tra un evento e l'altro?
R: In genere giocavo dopo i tornei ufficiali e nei miei giorni di riposo. Sono un po' malata di poker perciò le mie energie sono inesauribili. Solitamente rientravo al mio appartamento intorno alle 6.00 del mattino quando il portiere aveva appena preso a lavorare. Lui mi salutava con "Buongiorno" e io, ogni volta, rispondevo "Buona notte".
D: Ti è capitato di giocare anche online?
R: Non in queste tre settimane.
D: Sei uscita dal Main Event e tornerai in Norvegia tra qualche giorno. Fai il tifo per qualcuno ancora in corsa nel torneo?
R: Ci sono tre giocatori, due li ho stakati 80/20, mentre un altro l'ho coperto al 50%. In passato ho avuto poca fortuna e da tutti quelli che ho stakato per il Main Event non mi è mai tornato nulla. Penso di aver perso circa 80.000$ così. Spero di avere miglior fortuna in futuro. A parte questo, spero ci sia almeno il nome di un gran Pro nel final table. Non importa chi, basta ce ne sia uno, com'è successo l'altro anno con Phil Ivey.
D: E se non ci sarà nessuno dei famosi, al tavolo finale?
R: In tal caso, credo proprio che non lo guarderò.
"Reraisare" nell'omaha h/l
Analisi di una mano con Kenny Tran: il poker in TV e alcuni concetti mal interpretati
Sit’n’go e l’heads-up finale: SAGE, Nash e Chubukov – parte 2
"Dal Texas Hold'em a Las Vegas": Luca Pagano presenta il suo libro
"For Richer, For Poorer: A love Affair with Poker": il nuovo libro di Victoria Coren
"Heads-up No-Limit Hold’em" di Collin Moshman
"Lucky You" il film!
"Poker: the real deal", il nuovo libro di Phil Gordon
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 10° parte: rilanciare al flop non da OR
"Ryan Fee's 6-Max NL Strategy Guide" in italiano - 11° parte: il gioco al turn