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Assopoker intervista Jennifer Harman

Scritto da Domenico 'Stee Catsy' Gioffrè del .

Uno dei personaggi piu' carismatici ed affascinanti del poker si confessa con noi. Jennifer Harman Traniello, la nota campionessa americana, ha trascorso parte delle vacanze estive in Italia, a Gaeta, paese natio dell'amato marito e collega Marco. Il nostro "dottore007" non si è lasciato sfuggire l'occasione e l'ha intervistata, mettendo a segno così una prestigiosa "doppietta: nella primavera scorsa toccò infatti a Marco Traniello (leggi qui l'intervista). Il giovane e bravo moderatore del nostro Forum ha dovuto vincere l'emozione, trovandosi di fronte ad una delle cash players più forti al mondo, oltre ad una donna sempre molto "charming". Allora vediamo cosa ci ha raccontato il nostro "dottore":

Dottore007 (da adesso D): Ciao Jennifer! Partiamo dagli albori: quando hai conosciuto il poker?
Jennifer Harman (da adesso J): Da sempre! Vidi il gioco per la prima volta a 5 anni mentre i miei genitori si dilettavano in una partita di poker. Rimasi subito colpita ed iniziai a giocarlo a 8 anni.

D: Hai qualche ricordo delle prime partite di poker?
J: Mio padre organizzava spesso un “pokerino” con gli amici ed il mio compito era quello di osservare il gioco e cercare di apprendere il più possibile. Una sera, decise addirittura di farmi continuare la partita al suo posto, visto che era tutta la sera che non gli girava per niente bene. Fu il mio debutto al tavolo coi “grandi”, avevo solo 13 anni. Riuscii a portare la sessione in positivo, lasciando il tavolo in un divertente stato di shock.

D: Raccontaci un aneddoto della tua adolescenza.
J: Good!... a 16 anni giocavo nei casinò con documenti falsi, il mio aspetto fisico me lo permetteva, visto che sembravo molto più grande! Avevo un amico che sapeva come procurarli e così, dopo scuola, mi accompagnavano ai tavoli. Ovviamente i miei genitori ne erano all’oscuro … ahaha che follia!!!

D: Arriviamo al professionismo, quando è avvenuto il passaggio?
J: Professionismo? Io non mi considero una professionista, gioco quando ne ho voglia e nonostante le vincite, ancora devo trovarmi un lavoro!!!


Ecco il nostro "dottore007" tra la Harman e il marito Marco


D:
Quale variante del Poker ti ha subito colpita e in quale hai “investito” più tempo?
J: Per anni ho sempre giocato il Limit Hold’em, ma ora non riesco più a rimanere seduta giocando per ore ad un solo tipo di gioco. A meno che non debba farlo per contratto! Sostanzialmente preferisco il Mixed Game, anche se ho particolari abilità nel seven card stud 8 or better, omaha 8 e razz.

D: Quale consideri il tuo traguardo più importante?
J: Giocare bene con i migliori players del mondo. Ho sempre voluto essere tra i migliori ed ora ho raggiunto questo obiettivo; questo è ciò che ho sempre sognato, sin dall’inizio…

D: Ormai sei una “regular” della Bobby’s Room del Bellagio a Las Vegas: che aria si respira e quanto tempo ci trascorri?
J: Quando gioco ho bisogno di tranquillità e sicurezza, la Bobby’s room è l’ambiente ideale. Ci si conosce tutti e si gioca un ottimo poker. Solitamente, frequento la room tre volte a settimana, ma durante le WSOP vado tutti i giorni, vista la molta “dead money” proveniente dai ricchi turisti. Il massimo che ho perso è stato 350000$, mentre la vincita più alta è stata di 500000$...ovviamente parlo di sessioni giornaliere.

D: Hai mai vissuto momenti di crisi nella tua carriera?
J: Tutti ne hanno. Agli inizi sono andata broke per tre volte, quando il bankroll non era ancora alto (40000/50000$). Questo mi demoralizzò,e non sapendo se quello che stavo facendo fosse giusto o sbagliato, decisi di darmi un’ultima possibilità. In caso di mancata riuscita, promisi a me stessa di trovarmi un lavoro e di cambiare stile di vita. Fortunatamente le cose andarono bene e riuscii a realizzarmi!

D: Quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti col poker?
J: Le WSOPE, con l’obiettivo di vincere un braccialetto d'oro e qualche evento del WPT.

D: Chi sono i migliori attualmente nel Poker?
J: Phil Ivey, al momento, è il player numero uno e il più completo del circuito. Anche David Oppenheimer è un ottimo giocatore, non è molto conosciuto ma sta vincendo spesso ai tavoli cash. Infine Doyle Brunson, ha 76 anni ma gioca ancora benissimo … è una vera leggenda!

D: Quanto “poker mindset” serve avere nella vita di tutti i giorni?
J: Capire i i tells al tavolo verde, aiuta anche nella vita di tutti i giorni, poiché riesci a capire chi “hai davanti”.


ecco la coppia più bella del poker in un momento di relax


D:
C'è qualcosa di Italiano (modi di fare, di dire, caratteriali) che hai acquisito da Marco?
J: ahahahah…si,dico spesso:”Che culo!” quando qualcuno “scula”.

D: Chi sono i giocatori italiani che possono far strada?
J: Ritengo mio marito un ottimo torneista e sono convinta che farà strada. Dario Minieri è molto forte, il ragazzo ha la stoffa per stare tra i migliori.

D: Hai realizzato qualche sogno, a livello economico, col poker?
J: Il Poker mi ha permesso di fare la vita che volevo e soprattutto ciò che volevo. Ho una bellissima famiglia e sono felice.

D: Un giorno,hai intenzione di smettere e di riporre le carte nel “cassetto”?
J: Assolutamente no… “IT’S MY LIFE!”

Tra un drink e una battuta siamo arrivati al termine della nostra chiacchierata. Un ringraziamento particolare a Marco per il costante supporto nel dialogo, causa “leggere” incomprensioni linguistiche.
Da Gaeta è tutto, Il vostro Dottore007 e la “Traniello’s Family” vi salutano!

ildottore007