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Barry Greenstein: “Per me solo cash game, ma sono sempre felice di giocare”

Scritto da Admin del .

Barry GreensteinDa molti definito il Robin Hood del poker per aver devoluto quasi 8 milioni di dollari vinti al tavolo verde alle cause benefiche dei bambini poveri, Barry Greenstein non è soltanto un filantropo, ma anche una leggenda del gioco.

Unico ad aver vinto contemporaneamente almeno tre braccialetti WSOP e tre eventi del World Poker Tour, Greenstein si è sempre distinto anche nel cash game high stakes. PokernewsDaily ha pubblicato in questi giorni una interessante intervista con lui.

 

D: Sei arrivato quinto nel Tournament of Champions di queste WSOP. Raccontaci com'è andata…
R: Ho avuto un'occasione. Sono entrato in the money senza grandi difficoltà, però i premi più interessanti sono per il primo, il secondo e il terzo e io non ho ottenuto nessuno dei tre piazzamenti. La mano più fortunata l'ho avuta contro Huck Seed, dove ho centrato un colpo da cinque out, da quel punto in poi ho capito di avere una seria opportunità per vincere.

D: E poi?
R: E poi è arrivato anche qualche colpo sfortunato. In uno spot contro Howard Lederer ero in una sorta di coinflip al 45% - un gutshot e progetto colore - però non ce l'ho fatta. Credo di aver perso così l'ultima occasione per aspirare ai piani alti.

D: Cosa pensi del fatto che sei stato uno dei 20 giocatori più votati dai fans per il TOC?
R: Non sono mai stato certo del mio posto nell'olimpo del poker. Per la maggior parte mi ritengo un giocatore di cash game e solitamente a questo genere di giocatori vengono riservati meno allori rispetto ai loro colleghi che partecipano costantemente nei tornei. Non sto più giocando per i braccialetti e neppure nei MTT. Non faccio spettacolo davanti alle telecamere. Perciò, sinceramente, non so chi mi abbia votato per quale ragione lo abbia fatto. In ogni caso ringrazio tutti coloro che mi hanno votato.

D: Dicci qualcosa sulle recenti sponsorizzazioni di David Williams e Vanessa Selbst nel team di PokerStars (di cui pure tu fai parte).
R: Ritengo siano due grandi acquisti e i trionfi sia di Vanessa che di David, nei maggiori tornei, sono sotto gli occhi di tutti. Per parecchio tempo non ci sono stati tanti giocatori americani nel nostro team, ma questa è la riprova del fatto che un'ottima performance nei grandi tornei non passa mai inosservata per PokerStars.

D: Hai fatto un pensiero sulla partecipazione al PokerStars NAPT (North American Poker Tour) di novembre?
R: Si tiene a Los Angeles e sono sempre ben felice di partecipare a un torneo senza dover viaggiare. Inoltre, penso che PokerStars stia portando avanti un'opera eccellente per la promozione del poker, permettendo a tanti giocatori di qualificarsi online per eventi di prima classe. I manager di questa poker room hanno pianificato ingenti investimenti che - ne sono certo - restituiranno nuova linfa a tutto il circuito.