Doyle Brunson Blog: quanto sono divertenti i tornei di poker?
“Due cose importanti non si possono mai recuperare: una parola dopo che è stata detta e il tempo dopo che è passato”. Così comincia il nuovo post di Doyle Brunson, dalle pagine del suo seguitissimo blog personale.
“Finora ho giocato 6 tornei alle World Series of Poker. Sono arrivato al Day 2 soltanto in alcuni casi, ma poi sono uscito perchè sempre card dead. Ho fatto 10 giorni ai tavoli, sono sopravvissuto ad oltre 1000 giocatori, ma non ancora fatto un solo piazzamento a premi. Non sono divertenti i tornei di poker? Comunque me ne restano 2 o 3 a cui voglio partecipare, e non vedo l’ora che riparta il cash game.
Vorrei che la gente non parlasse più del mio scontro con Annette Obrestad. Non c’è niente di cui discutere: l’unica cosa offensiva che ha detto, nell’intervista al canale televisivo ESPN, è stata che i giocatori live hanno un ego troppo grande per mettersi in discussione mentre quelli dell’online lo lasciano da parte per cercare sempre di migliorarsi. Su questo si potrebbe dibattere all’infinito, quindi è meglio lasciar perdere.
Ultimamente sto avendo problemi con alcuni lettori che vedono commenti razzisti da tutte le parti. Su Twitter avevo detto di conoscere una signora di colore che porta lo stesso mio cognome e che, probabilmente, in passato era stata in schiavitù. A quei tempi non era affatto raro che prendessero poi il cognome dei loro padroni. Che c’è di razzista in questo? Conosco almeno tre grandi atleti di colore che si chiamano Brunson. E comunque ho amici neri da una vita. Vado d’accordo pure con Phil Ivey, basta che non ci costringano ad usare lo stesso bagno... :-)"
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