La febbre del poker contagia anche Pete Sampras
Sulle orme di Boris Becker e Yevgeniy Kafelnikov, anche Pete Sampras pare aver trovato nel poker la sua nuova passione. Dopo aver dominato il lungo e largo il tennis degli anni 90, con uno stile di gioco aggressivo e potente capace di proiettarlo sul tetto del mondo per ben 286 settimane e di fargli conquistare la vittoria in 64 tornei ATP tra cui 14 titoli del Grande Slam, Sampras aveva poi deciso di dare l’addio all’attività agonistica nel 2003, in una commovente cerimonia tenutasi dopo la sua ultima partita ufficiale agli Us Open.
Ora, forse in cerca di nuove emozioni e probabilmente mosso da uno spirito di competizione mai sopito, Pete si sarebbe da poco avvicinato al Texas Hold’em, confermandone personalmente la notizia qualche sera fa durante una partita di esibizione tenutasi nell’imponente HP Pavillon di San Jose in California, struttura multi-funzione che oltre ad ospitare eventi sportivi di tutti i generi è anche spesso teatro di mega concerti, come quello recente dei Metallica giunti lì il 12 dicembre scorso con il loro World Magnetic Tour.
Sampras, dopo aver partecipato ad un match di tennis contro l’attuale n° 11 al mondo Fernando Verdasco, perdendo 6-3, 7-6 e dimostrando un comprensibile calo fisico dovuto ovviamente agli ormai diversi anni d’inattività, ha poi preso parte ad una cena per soli VIP durante la quale – almeno secondo quanto riportato dal quotidiano locale San Jose Mercury News - avrebbe raccontato ad alcuni suoi commensali di aver scoperto da un po’ di tempo il poker e di star giocando davvero spesso, anche in partite con buy-in di 30.000 dollari.
Confidando poi di essersi un po’ stupito di quanto ricche siano le persone che si siedono di solito con lui al tavolo, Pete ha in seguito tranquillamente ammesso che finora il suo bilancio è decisamente negativo, ma che ci sarebbe tutta l’intenzione di migliorare quanto prima per riportare il conto almeno in pari.
Tuttavia, anche se sono già diversi gli ex-campioni di altre discipline che si sono tuffati nel poker – uno su tutti la vecchia gloria inglese Teddy Sheringham – e pur se proprio qualche giorno fa vi raccontavamo delle convinzioni del pilota di Formula 1 Giancarlo Fisichella circa la possibilità di poter trasferire al poker le abilità necessarie per primeggiare in altri sport, Sampras pare non voglia cimentarsi nei tornei più importanti e costosi del panorama internazionale, pur se in possesso di un consistente ed adeguato bankroll; il tennista americano, infatti, nella sua strepitosa carriera ha vinto in premi oltre 43 milioni di dollari.
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