Poker e tasse: l’IRS a caccia di Michael Mizrachi
Ci mancava soltanto l’Internal Revenue Service (l’Agenzia delle Entrate americana) a turbare i sonni di Michael Mizrachi. Non solo infatti l’ex dealer non vince niente d’importante da diverso tempo, con un 2009 chiuso con appena 340.000 dollari in premi ed un 2010 che conta un attivo di soli 7.485$, ma ora deve vedersela anche col Fisco americano per una richiesta di tasse non pagate corrispondenti a 339.711$.
Per far fronte al debito, “The Grinder” ha già dovuto vendere l’appartamento a Hollywood in Florida acquistato in comproprietà con il fratello Robert, e la settimana prossima toccherà poi ad un altro immobile che Michael possiede a Miramar.
Interrogato a tal proposito dalla stampa, Mizrachi ha spiegato che gli avvenimenti di questi giorni non sono nient’altro che il risultato di una pessima gestione di quanto vinto a poker. “Ho già licenziato il mio commercialista e ne ho assunto uno nuovo” ha poi aggiunto Michael.
In realtà l’errore potrebbe essere nato dal fatto che Mizrachi, come anche tanti altri giocatori, è solito scambiare o acquistare quote di altri per limitare l’inevitabile varianza intrinseca nei tornei di poker live. Il problema di questa pratica è che il prelievo fiscale va poi soltanto a carico del giocatore che ha vinto, mentre gli altri in quota non pagano nulla. E per sua stessa ammissione, dei circa 6,7 milioni di dollari incassati in carriera dal 2004 al 2007, Michael in realtà ne avrebbe presi soltanto 4 con il resto finito nelle tasche di altri player.
L’avvocato di Mizrachi ha intanto già fatto sapere che l’Internal Revenue Service ha capito la situazione e si è mostrato flessibile a riguardo: “Ora chiediamo soltanto il rispetto della privacy di Mr. Mizrachi, in modo che lui possa concentrarsi per le prossime partite di poker.”
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