Poker e TV: una storia lunga 40 anni
Gran parte degli osservatori hanno sempre affermato che la scintilla che scatenò il “Bing Bang”, e la conseguente love story tra il poker e la tv, sia da attribuire alla vittoria del Main Event delle WSOP 2003 di Chris Moneymaker, perfetto sconosciuto qualificatosi grazie ad un torneo satellite online da 39$ che sconvolse il mondo del poker riuscendo ad aggiudicarsi una prima moneta da 2.500.000$.
Ed effettivamente quell'edizione delle WSOP cambiò il corso degli eventi. L'ambiente ricevette una scossa fortissima. Moltissimi provarono ad emulare l'impresa del nativo di Atlanta, che nel frattempo, però, non riesce a inanellare altri risultati di prestigio (quello rimane l'unico braccialetto di campione del mondo vinto da Chris ad oggi). Il boom del poker online comincia proprio dal 2003: tutti vogliono diventare miliardari con l'hold'em spendendo una cifra irrisoria come buy-in. E mentre le poker room si adeguano, il numero di giocatori (anche in Italia) cresce a dismisura.
Ma c'è chi pensa che la svolta definitiva l'abbia data Henry Orenstein, non per il suo gioco – non certo trascurabile considerando il suo miglior piazzamento in carriera, l'ottavo posto nel Main Event delle WSOP 1995 – ma per un'invenzione, apparentemente modesta, che ha rivoluzionato per sempre il poker guardato in TV causando un boom nel poker senza precedenti : la “Hole Card Camera”.
Negli Stati Uniti il Poker iniziò ad essere trasmesso con una certa regolarità sul finire degli anni 70 e la CBS cominciò a produrre televisivamente il tavolo finale delle WSOP nei primi anni 80, non riuscendo, però, ad accaparrarsi in maniera convincente il pubblico americano, in quanto lo spettacolo offerto era abbastanza limitato dal fatto che il pubblico non poteva conoscere le carte personali dei giocatori seduti al tavolo. Questi ultimi infatti, anche in caso di showdown, solitamente preferivano buttare le loro carte nel mucchio. Quest'assenza di informazioni rendeva le trasmissioni noiose, nonostante l'impegno dei telecronisti nel cercare di leggere tutte le chiavi di letture possibili di una determinata mano.
La situazione non cambiò con il passaggio dei diritti televisivi delle WSOP da CBS a ESPN. La copertura rimaneva estremamente scarna, composta solamente da una sola ora registrata e trasmessa in differita dei Main Event ed il commento era affidato a telecronisti presenti sul posto, ma che dovevano continuare a fare i conti con l'assoluta mancanza di informazioni.
Nel 1997 arriva la svolta dettata da Orenstein: una semplice telecamera a livello del tavolo che riprende le hole cards dei giocatori e trasmette le immagini agli schermi televisivi per dare a spettatori e commentatori il quadro generale della situazione al tavolo.
Le Hole Cam arrivarono sui tavoli delle WSOP 2002 – dopo esser state utilizzate in altri importanti eventi come il Poker Million Tournament – e da quel momento in poi le ore destinate dai grandi networks alle produzioni pokeristiche, eventi live ed anche nuovi Format televisivi, aumentarono a dismisura e con essa anche la qualità stessa del broadcast degli eventi, con ESPN che cominciò a migliorare sensibilmente gli standard qualitativi delle produzione, dedicando molte parti tipiche dei programmi sportivi veri e propri quali interviste, grafiche dedicate e quant'altro.
Le WSOP 2002 e 2003, ognuna a suo modo, hanno rivoluzionato in maniera definitiva il business del Poker, che in meno di una decade si è ritrovato ad essere fenomeno planetario. In parte merito di un “giovanotto” di 85 anni e del suo sconfinato ingegno...
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