The best call ever |
| Venerdì 29 Febbraio 2008 |
|
Siamo nell’estate del 1992. Il mondo sta scoprendo Kurt Cobain e i suoi Nirvana. Roger Waters fa venire un groppo in gola ai nostalgici dei Pink Floyd con lo splendido CD “Amused to death”, titolo che sembra cucito addosso al nostro amico Stuey, che si aggira per i tavoli delle WSOP, al Binion’s Horseshoe di Las Vegas. Si diverte davvero da morire, Stuey. Al punto che, mentre palleggia i suoi 4 avversari ad un tavolo cash di NLHE $600/$1.200, riesce anche a dare consigli a Chip Reese, che sta giocando Gin Rummy al tavolo accanto. E’ felice adesso, Stuey, perché si è da poco regalato una soddisfazione, il superamento di uno smacco per lui inaccettabile. Ma per questo dobbiamo fare ancora un passo indietro: Due anni prima, un’overdose di cocaina aveva impedito a Stuart Errol Ungar di prender parte al day3 del main event WSOP. Il suo posto vuoto però, era talmente pieno di chips - fino ad allora accumulate - che riuscì a portarlo ugualmente fino ad un incredibile 9° posto per 25.050 $, guadagnati senza giocare più una singola mano!!! Così l’HU inizia, ed inizia bene per Matloubi che si porta in vantaggio. In questo momento Stu ha 40.000$, e Matloubi 60.000. I blinds sono $250/$500. Stuey da SB rilancia fino a 1.600, Matloubi fa call. Flop 3 3 7 rainbow, Mansour checka , Stu punta 6.000$ e Mansour fa call. Turn K, ed entrambi i giocatori fanno check. River Q, Matloubi va direttamente allin per i suoi 32.000$ residui, Stuey si prende solo una manciata di secondi per dichiarare il call aggiungendo ”dovresti avere o 5-6 o 4-5”, e gira 9 T…superfluo aggiungere che Mansour aveva 4-5, e che il call con T high vale a Stuey una rivincita che va al di là della cifra in sè. E' un call che equivale alla distruzione definitiva di un avversario, all’incontrovertibile affermazione di una chiara superiorità. Questo è universalmente riconosciuto come “the best call ever”, ma cerchiamo di entrare (o meglio, ci proviamo) nei processi mentali del compianto Stu, e vedere quali ragionamenti e quali letture può aver effettuato Ungar: entrambi i giocatori erano capaci di raise preflop su un’ampia gamma di mani, per cui non possono dire più di tanto né il raise preflop con 9T, né il call con 45 off suited, visto che due connectors bassi possono rivelarsi letali, su un flop favorevole, e la situazione di stack molto lungo di entrambi (80 BB Ungar, 120 Mansouri) dava amplissimi margini di azione. Il flop è invece decisivo, perché Stu punta quasi due volte il piatto (6.000 su 3.200) dopo il check dell’oppo, costringendolo così a dare importanti informazioni su “dove stia”: innanzitutto un call su un bet del genere esclude un 7 dal calling range di Mansour, che avrebbe giocato una top pair in maniera sicuramente diversa, con un bet diretto o in checkraise. A questo dato va anche aggiunta la mancanza di progetti forti ( di scale bilaterali o colore), riducendo eventuali draws ai soli incastri di scala 4-5, 4-6 o 5-6. Un asso, o una o più overcard avrebbe indotto Mansour, dall’alto del suo stack, a speculare su una puntata importante com’è 6.000 su quel piatto, quindi escludiamo ragionevolmente anche le overcards. L’ultima possibilità è che abbia un 3, e voglia camuffare i suoi trips. Ma questa deve essere una scelta assolutamente minoritaria nei pensieri di Stuey, visto che Matsoubi è un giocatore molto aggressivo e Stu lo sapeva benissimo. Un paradosso del giocatore loose è che deve figurare una mano forte anche quando ce l’ha, in modo da mantenere una credibilità ai suoi frequenti bluffs. Quella del 3 rimane comunque una possibilità, e Stu decide di far ulteriore luce con un check behind al turn.
|
BIGpoker
Sisal Poker
Poker Snai
PartyPoker
PokerStars
Virgin Poker
GDpoker
Siamo nell’estate del 1992. Il mondo sta scoprendo Kurt Cobain e i suoi Nirvana. Roger Waters fa venire un groppo in gola ai nostalgici dei Pink Floyd con lo splendido CD “Amused to death”, titolo che sembra cucito addosso al nostro Stuey, che si aggira per i tavoli delle WSOP...
Condividi questo articolo su Facebook
Stu Ungar: 10 anni, ieri...
Chip Reese, tragedia senza fine
John Phan Player Of The Year 2008
Jon Phan fa il pieno di poker awards
Lutto nel mondo del poker: Chip Reese ci lascia...
WSOP 2008: calendario tornei
Chip Reese
Come giocare AK fuori posizione
Imparare a vincere al tavolo finale
Jean Robert Bellande va broke: niente WSOP per lui?

Misterpoker
PokerClub
Winga Poker















