Antonio Esfandiari
Soprannome:
The Magician (Il Mago)Data di nascita:
1978Nato a:
Teheran, IranNazionalità:
United StatesAmir è il vero nome di Antonio Esfandiari, nato a Teheran: la sua famiglia emigro' negli USA quando Antonio aveva sei anni, per consentire a lui e a suo fratello Pasha di vivere una vita migliore.
La famiglia Esfandiari si stabilì in California a San Jose, e si trovò in difficoltà perchè suo padre parlava poco o niente di inglese, mentre Antonio e suo fratello a causa della giovane età conoscevano solo il Farsi, la lingua parlata in Iran.
Il padre di Antonio cercò in tutti i modi di venire incontro alle difficoltà della sua famiglia e si prodigò per dare ai suoi figli un’ottima educazione. Le cose si complicarono quando la madre di Antonio lasciò il padre per far ritorno in Iran.
Da piccoli i fratelli Esfandiari erano presi in giro dai loro coetanei per i loro tratti mediorientali e per la loro pronuncia: decisero così di modificare e americanizzare i propri nomi per annullare le differenze con gli altri bambini. Amir diventò Anthony e Pasha cambiò nome in Paul.
A undici anni, Antonio ottene un lavoro come telemarketer, che gli faceva guadagnare abbastanza soldi per comprarsi vestiti alla moda e uscire con i suoi primi amici, mentre a sedici lavora come cameriere.
Proprio nel suo ristorante, conosce un bartender (un barista che fa evoluzioni con le bottiglie) che gli insegna i primi trucchi con le carte. Antonio ne rimane folgorato e comincia a comprare libri e videocassette per imparare sempre nuovi trucchi. Nei primi tempi si esercita nel locale dove lavora, intrattenendo i clienti, per poi diventare un vero e proprio prestigiatore, animando i party in cui è ingaggiato.
Decide anche di cambiare il suo nome da Anthony all’attuale Antonio, perchè lo reputa più mistico per il suo nuovo lavoro. La sua vita cambia, la nuova carriera di mago lo porta a stare fuori fino a notte tarda e a lavorare a orari impensabili, così decide di lasciare la casa di suo padre a diciassette anni, per stabilirsi con il suo migliore amico. Da qui nasce il suo soprannome, The Magician.
A diciannove anni accompagna un suo amico in una card room di San Jose. Si siede così ad un tavolo di Texas Hold’em No Limit: come era successo con la magia, Antonio subito si innamora del gioco del poker e cerca di imparare il più possibile per riuscire a diventare un professionista e far soldi con le carte.
Antonio comincia a giocare ai tavoli di cash game, e a tornei con un piccolo buy-in, tanto da riuscire ad accumulare un discreto bankroll per prendere parte al Main Event delle WSOP a Las Vegas. Tuttavia, le cose non andarono molto bene e il suo conto in banca si assottigliò, ma non tutto il male viene per nuocere.
Infatti, in una mano al tavolo conobbe Phil Laak e subito i due divennero amici. Phil consolò Antonio per la disastrosa trasferta in Nevada, consigliandoli come tenere a freno la sua foga e avere una migliore gestione delle oscillazioni del proprio bankroll. Facendo tesoro dei consigli del suo amico pro, tornò a San Jose deciso a fare il bello e cattivo tempo ai tavoli delle poker room della sua città.
Nel 2002, Antonio prende parte al suo primo torneo del World Poker Tour a San Francisco giungendo fino al tavolo finale del Main Event, calssificandosi al terzo posto e portando a casa un premio di 44.000 $. L’ottimo risultato ottenuto e la sua faccia che a detta di tutti bucava il video, lo fecero diventare una star del circuito.
Nel 2003 arriva il primo tavolo finale alle WSOP, con un quinto posto in un torneo di No Limit Hold'em, mentre nel 2004 la sua maggiore affermazione: primo al WPT L.A. Poker Classic al Bicycle Casino, con la super vincita di 1.400.000 $. Non contento, il giorno dopo prese parte al Wpt Invitational giungendo sesto.
Nel 2004 torna così a Las Vegas per le WSOP, e vince il braccialetto nel Pot Limit Hold'em, guadagnandosi 185.000 $. Appena due anni prima il suo bankroll era praticamente in rosso, mentre ora è un giocatore affermato e soprattutto vincente. L’unico neo che restava nella vita di Antonio era la reticenza che aveva il padre verso la sua vita da professionista del poker, così un giorno decise di portarlo con sé al tavolo da gioco, per fargli capire che lui non era affatto un malato d’azzardo, ma un giocatore meticoloso e attento.
Il padre restò favorevolmente impressionato, quando vide con quale facilità Antonio riusciva a leggere le carte dei suoi avversarie a sbaragliarli al tavolo.
Da allora Antonio Esfandiari - pur non riuscendo più a ripetersi vincendo tornei importanti - è una presenza costante del circuito ed ha partecipato a numerose edizioni di High Stakes Poker e Poker After Dark. Nuovo volto della poker room Victory Poker, Antonio ha vinto in carriera grazie ad i tornei live circa 3.500.000 $.