Gestire le proprie emozioni |
| Lunedì 20 Febbraio 2006 |
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Talvolta, questi downswing sembrano avere una durata molto più lunga di quello che si potrebbe pensare e questo spesso dipende dallo stato mentale che comincia ad influire sul gioco e sui processi decisionali. Alti e bassi rappresentano purtroppo troppo spesso la regola piuttosto che l’eccezione, soprattutto per un giocatore professionista di poker. Ecco perché risulta fondamentale la gestione dello stress. Per avere successo bisogna prima di tutto mettersi in gioco, poi saper gestire le proprie emozioni e il proprio bankroll nel lungo termine. Chiunque è positivo quando le cose vanno bene, ma diventa molto più difficile farlo quando queste vanno male. La stragrande maggioranza dei giocatori tende a focalizzare i propri pensieri su una brutta battuta d’arresto (bad beat) influenzando negativamente il proprio gioco di contro quando le cose girano bene (ed anche meglio di come dovrebbero andare) vengono classificate come “normali situazioni di gioco” e la loro prima reazione è di solito quella di dire qualcosa come "oggi ho giocato bene" oppure "ho sofferto solo un paio di bad beat oggi". Questo processo di pensiero illustra esattamente il tipo di preconcetto che può provocare grande frustrazione. Per i professionisti e per coloro i quali basano sul poker il proprio stile di vita, questo extra-stress può avere un grave impatto. Spesso, quando si pensa di giocare male o che si è troppo sfortunati o gli “dei del poker” sono avversi, si tende a giocare in maniera diversa (peggiore), più cautamente e quindi passivamente rispetto al solito. A nessuno piace perdere un grande piatto. Ma se si aspira a diventare ed essere un professionista, si deve imparare a diventare emotivamente distaccati dai risultati di una sessione, non ci si può arrabbiare per le cose che non si possono controllare e più ci si arrabbia più verrà meno la capacità di concentrazione sulla mano successiva. Bisogna ricordarsi che se si subisce una o più bad beats dalla stesso tizio che prende i due o tre outs che ha a disposizione per chiudere il punto, questo non è il demonio ma probabilmente un cliente! |
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Il Poker è un gioco difficile. Chiunque abbia provato a giocare a livello professionistico può certamente attestare questa verità. Il vero ostacolo al successo non è la difficoltà del gioco in se stessa, anche se quando si gioca ai livelli più alti il poker ha certamente varie e diverse sfaccettature, ma il ruolo che svolge in questo la mente. Più in particolare, è la capacità di un giocatore di controllare le proprie emozioni sia durante la mano che lo vede protagonista, e, forse più importante, nel lungo termine a rendere questo gioco così complesso. Quindi per un professionista, sarà necessario trovare il modo di gestire lo stress emotivo e le altalene inerenti al business nel lungo periodo.
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Tony G





