Big Slick: mano pericolosa |
| Venerdì 30 Dicembre 2005 |
|
Nel No-Limit Hold ’em molti amano A-K perché è una mano che, finendo all-in in heads up, raramente è di molto inferiore al 50% di chance di vittoria. Questo è vero, ma è vero anche il contrario: allo showdown, difficilmente vi troverete in una situazione migliore di 50-50 per vincere. Ma allora perché A-K è considerata una mano di partenza tanto forte? La risposta è: per il valore delle mani foldate. Nelle giuste condizioni, potete far lievitare ben oltre il 50% le vostre chance di vincere la mano, costringendo gli avversari a foldare in situazioni in cui non dovrebbero. Vediamo un possibile scenario: i blind sono $200-$400 e Jennifer Harman (che ha $12,000 in chips) rilancia di $1,200 in middle position con in mano TT. Voi controrilanciate all-in di $6,000 con A-K dal bottone. Qui Jennifer ha un call piuttosto difficile da fare, perché, pur sospettando che abbiate in mano A-K, si rende anche conto che avreste fatto lo stesso gioco con A-A, K-K, Q-Q o J-J. Che fare? Giocarsi la metà dello stack in uno showdown che si prospetta, nel migliore dei casi, con un 57% di possibilità di vittoria? Voi, d’altra parte, siete fiduciosi che, eccetto due fra le mani possibili (AA o KK), non potete avere meno del 43% di possibilità di vittoria, se Jennifer decidesse di chiamare. A meno che Jen non riesca a leggere qualche tell in voi, sarà forzata a foldare una mano che è effettivamente migliore del vostro A-K, anche se di poco. Ma c’è di più: l’;avrete anche costretta a rinunciare alle extra chips presenti nel piatto (per lo più sue), che le davano ottime pot odds per fare il call. Varianti di questo scenario si presentano molto spesso nel No-Limit Hold ’em. Mettendo l’avversario sotto la pressione di una scelta forzata in cui prima deve vedere la vostra puntata e poi battervi allo showdown, potete trasformare una mano che ha solo il 50% di chance di vittoria all-in pre-flop in una favorita del 75% o più. L’errore che fanno molti principianti è di non lasciare agli avversari l’opportunità di foldare. Spillano A-K e non vedono l’ora di buttarsi all-in in qualsiasi situazione. Tuttavia, come abbiamo visto nel precedente esempio, la forza di A-K pre-flop deriva in realtà dal “valore aggiunto delle mani foldate”, che si realizza quando riuscite a far mollare all’avversario una mano che non folderebbe certo se sapesse che carte avete in mano. Ecco allora i tre punti da ricordare per sfruttare al massimo A-K pre-flop: 1) Giocate aggressivi con A-K, ma non fate call sugli all-in degli avversari. 2) Il vostro raise deve essere abbastanza ingente da invitare i vostri avversari al fold. 3) Tuttavia, non rilanciate troppo, altrimenti verranno a vedervi solo mani da cui siete dominati (A-A e K-K). Per agire con facilità secondo queste direttive, è importante tenere a mente la proporzione dei blind rispetto allo stack dell’avversario e al vostro. A-K perde gran parte del suo valore quando un avversario è short-stacked o pot committed – cioè praticamente forzato a non foldare – o quando i blind sono ancora troppo piccoli rispetto agli stack. Questi principi si applicano sia ai ring game che ai tornei . Ma torniamo al mio amico che finiva fuori nelle prime mani dei tornei con A-K... Nelle fasi iniziali di un torneo, i blind sono molto piccoli rispetto alla misura generale degli stack. Ma in realtà il mio amico ha violato non uno, ma tutti e tre i principi che abbiamo delineato: (1) Ha chiamato all-in avversari e si è trovato contro prevedibili pocket pair. (2) Ha giocato aggressivo troppo tardi, quando l’avversario era ormai pot-committed. (3) Dopo ripetute batoste subite con A-K, ha iniziato a fare rilanci troppo ingenti per “proteggere” la propria mano, ma in questo modo veniva chiamato solo da mani sicuramente vincenti. Questo è un caso in cui analizzare i risultati a breve termine può aiutare a migliorare il proprio gioco sul lungo termine. |
BIGpoker
Sisal Poker
Poker Snai
PartyPoker
PokerStars
Virgin Poker
GDpoker
Una cosa che dico spesso è che soffrire risultati negativi sul breve termine non è un buon motivo per cambiare il proprio stile di gioco, anzi, si tratta di una buona opportunità per studiare e analizzare a fondo le mani giocate. Poco tempo fa, un amico mi ha raccontato tristemente che in tutti gli ultimi tornei che aveva giocato era stato sbattuto fuori con A-K aveva il sospetto di stare sbagliando qualcosa. Mi ha spiegato che la cosa capitava sempre nelle fasi iniziali del torneo: finiva all-in pre-flop con A-K contro delle coppie e non aveva mai fortuna. Questa è una lamentela piuttosto familiare.
Condividi questo articolo su Facebook
Misterpoker
PokerClub
Winga Poker















