Strategie di Poker

Bluffare nel gioco limit

Stratedia di Poker Bluffare nel gioco limitNews del: 22/12/2005

Nel poker una delle caratteristiche più importanti di cui un giocatore deve essere dotato è la capacità  di leggere bene i propri avversari. In stretta relazione con quest’abilità , e sempre più decisiva man mano che giocate a limiti più alti  l’abilità  di valutare che gamma di mani il vostro avversario legga a voi e manipolare di conseguenza il suo giudizio. Una tattica che beneficia direttamente da questo talento è il bluff. Nella maggior parte delle partite a limiti bassi, il bluff viene usato nella sua forma più naturale ed è semplicemente una continuazione dell’aggressione. Per esempio, avete rilanciato AK, due avversari hanno visto e continuate a puntare post-flop pur non avendo migliorato la mano, sperando di farli foldare. Questo tipo di tecnica (chiamata continuation bet ) è molto importante.

Sapere quando restare aggressivi anche se il flop non vi ha aiutato e quando invece lasciar perdere è un elemento fondamentale da imparare per un giocatore di limiti bassi. Ma quando vi spostate verso limiti più alti, si moltiplicano le opportunità  e le modalità  del bluff, oltre ad aumentare la presenza di una tipologia di avversari che ve lo lascerà  fare. Questo tipo di bluff, di solito, sarà  diretto contro un avversario che nella mano ha già  il ruolo di aggressore, per cui non si tratta di semplici e tipici semi-bluff.

Ecco due mani d’esempio che mi sono trovato a giocare personalmente al Wynn’s di Las Vegas.

La partita era Limit Holdem $15-$30. Nella prima mano, ho rilanciato dal cutoff con f un giocatore del posto, timido e passivo, ha fatto call dal bottone, e un altro giocatore piuttosto aggressivo, ma solido, ha controrilanciato 3-bet dallo small blind. Il big blind ha foldato e il flop è stato . Lo small blind ha puntato, io ho rilanciato e il bottone ha foldato. Lo small blind ha fatto 3-bet con una certa sicurezza, io ho chiamato. Con questa puntata, a parte un gioco molto aggressivo di drawing hand (tipo KJ o AK), la gamma di punti più probabili del mio avversario dovrebbe essere una top pair di Q, un tris, un’overpair, o forse anche QT. Con 8 big blind nel piatto, il turn  è stato**f 5* . Il mio avversario ha puntato e io ho chiamato. Al river è arrivato . Il mio avversario ha puntato ancora. Senza troppa esitazione ho rilanciato. Ora, contro la maggior parte dei giocatori ovviamente il rilancio non è la mossa corretta. Tuttavia, bisogna sempre essere in grado di individuare gli avversari che molleranno mani forti nel caso si convincano di essere battuti. Inoltre, giocatori meno aggressivi non rilanciano così spesso 3-bet con una mano come AK o KJ dopo un flop così, per cui contro queste mani non avrei avuto motivo di rilanciare.

La seconda mano è stata giocata nella stessa settimana, sempre al Wynn’s, al Limit $15-$30.

Un giocatore in early position ha fatto limp in, il cutoff ha rilanciato e un giocatore piuttosto bravo ha fatto call dal bottone. Lo small blind ha foldato e io ho chiamato dal big blind con .Anche il primo giocatore ha fatto call e abbiamo visto in quattro il flop: . Tutti check fino al cutoff che punta il bottone rilancia. Questo rilancio nasconde probabilmente una mano come AT, JT, o 88. Ho chiamato rapidamente, e il limper ha foldato. Il cutoff ha fatto call e così siamo rimasti in tre con nel piatto 7 big bets. Turn: . Punto per primo ed entrambi gli avversari foldano, temendo che io abbia chiuso colore. Avendo chiamato due puntate al flop senza troppa esitazione, ho dato l’idea di avere in mano un forte draw, probabilmente un flush draw. (C’è anche un altro concetto dietro la mia decisione al turn, ed è che a volte è meglio puntare per primi al turn o al river, nel caso una puntata la si debba comunque andare a vedere, e nel caso non si abbia troppa paura di un rilancio.) L’abilità  principale nel fare queste giocate è quella di leggere bene le mani degli avversari e, nel contempo, farsi un’idea piuttosto precisa di cosa pensino abbiate voi..

Meglio riuscirete a condizionare i vostri avversari relativamente a una serie di mani possibili e a far pesare queste mani a seconda delle situazioni, meglio stimerete come il vostro avversario possa reagire a ogni mano di quel tipo. Questi tipi di bluff non sempre funzionano, ma per guadagnare è sufficiente che funzionino di quando in quando.

Nella prima mano, ci sono 11 big bets nel piatto quando si arriva al river.. Poichè vi costa due big bets portare avanti il bluff, si tratta si una possibilità di 21:1 di avere successo (all’incirca il 15%), e questo spiega perchè è meglio rilanciare che foldare!

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