Strategie di Poker

Puntare al river nel Limit

Stratedia di Poker Puntare al river nel LimitNews del: 18/01/2006

Tutti sanno fare una value bet o una bluff bet. Ma esiste anche un’altra ragione per puntare al river, e molti giocatori se la lasciano sfuggire. Il processo mentale attraverso cui un giocatore decide se e quanto puntare al river è indicativo della sua abilità nel fare scelte in situazioni difficili. Man mano che ci si sposta dai limiti bassi a quelli medi, è normale incontrare situazioni postflop sempre più complesse. In The Theory of Poker , David Sklansky discute le ragioni per cui un giocatore può decidere di puntare al river.

Le due ragioni “classiche” per puntare al river sono perché si ha un punto in mano ( value bet ) o perché si vuole portare a casa il piatto in bluff ( bluff bet ).

Quando facciamo una value bet , speriamo che l’avversario venga a vederci. Più precisamente, fare una value bet significa ritenere di avere una mano migliore di quella dell’avversario almeno nel 50% dei casi in cui essi possano fare call.

Si ha invece una bluff bet quando speriamo che l’avversario foldi. Non riteniamo che la nostra mano sia la più forte in gioco, tuttavia valutiamo che l’avversario folderà una mano migliore abbastanza spesso da rendere la puntata la scelta più conveniente.

Eppure, c’è un altro caso in cui dovreste puntare al river. Non perché volete che l’avversario vi segua né perché pensate che folderà una mano migliore della vostra, ma solo perché si tratta della giocata migliore rispetto alle altre opzioni . Questo significa, per esempio, che contro un giocatore aggressivo sarà preferibile puntare al river, piuttosto che fare check e subire la sua puntata. Ma il concetto si può applicare anche ad altre situazioni postflop.

Nella specifica situazione che vogliamo affrontare qui, dovranno quasi sempre essere in atto tutte queste quattro condizioni:

1. siete fuori posizione nei confronti di almeno uno degli avversari in gioco nella mano (di solito l’aggressore)

2. la vostra mano è buona abbastanza spesso da giustificare il call di una puntata

3. con una mano peggiore gli avversari faranno più spesso call piuttosto che puntare

4. potete tranquillamente foldare su un raise.

Ecco un esempio pratico.

Voi siete in late position e avete in mano: . Fate raise contro un giocatore che ha fatto limp in early position. Il bottone fa call, al flop siete tre giocatori: . Voi puntate, il bottone fa raise e il limper fa call. Anche voi fate call. Il turn è l’. Sia voi che il limper fate check-call sulla puntata del bottone. Il river è il , il limper fa check. Qui dovete puntare . Probabilmente, la vostra mano non sarà la migliore almeno il 50% delle volte che verrete visti. Tuttavia, in questo caso, la puntata è comunque la migliore fra le possibili opzioni. Con in mano una doppia coppia peggiore (AT, QT e QJ sono mani ragionevolmente possibili qui), soprattutto in partite a limiti bassi, qui la maggior parte dei giocatori chiamerebbe la vostra bet, mentre su un vostro check farebbe probabilmente check. Poiché fare fold al river su una sola puntata sarebbe un errore (infatti, qui dovreste probabilmente seguire con un call anche nel caso in cui il bottone rilanciasse e il limper vedesse), le vostre uniche opzioni sono:

• fare check e poi fare call su un’eventuale puntata

• puntare direttamente e foldare in caso di raise.

Puntare è un’opzione chiaramente migliore del check-call, poiché ci sono molte possibili mani peggiori che chiameranno la vostra puntata, ma farebbero check se gliene lasciaste la possibilità. Visto che su un raise potete semplicemente foldare, la decisione di puntare al river comporta il rischio di un’unica big bet. (E’ veramente raro vedere qualcuno fare un bluff raise al river in situazioni simili, specialmente contro un giocatore che nella mano non ha il ruolo di aggressore).

Nell’esempio proposto, non abbiamo considerato il caso in cui il bottone voglia puntare al river in bluff, il che vi darebbe ragione nel fare check-call piuttosto che puntare per primi. Tuttavia, da come si è svolto il gioco, è molto improbabile che il bottone stia portando avanti una mano in semi-bluff che al river non sia migliorata in alcun modo.

Questo concetto generale, puntare semplicemente perché è la migliore fra le opzioni possibili , può essere applicato anche ad altre situazioni, come per esempio quando decidete di puntare in semi-bluff al turn, solo perché è un modo chiaramente migliore di pagare una bet che fare check-call. Questo tipo di situazioni, come ho scritto in precedenza, non si verifica poi così spesso, e in realtà la differenza fra il check-call e la puntata è piuttosto sottile. Tuttavia, abituarsi ad analizzare una mano del genere in maniera completa e coerente può essere di grande aiuto in molte altre situazioni postflop anomale o complesse. Inoltre, va tenuto presente che, a partire dai tavoli con limiti medi, un solido gioco postflop è condizione necessaria per riuscire a guadagnare con costanza e sicurezza.

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