News del: 18/06/2008
Nella prima parte di questo capitolo sulla lettura del tavolo abbiamo parlato dei Betting Pattern e cioè le puntate, rilanci e quant’altro un giocatore fa durante una partita e come avvantaggiarsi delle informazioni insite in tali azioni. Oggi invece ci occuperemo del corpo o, meglio, degli indizi che il corpo umano può dare durante una partita di poker. Sappiamo tutti che il nostro corpo si comporta e reagisce in base allo stato d’animo provato e più sono forti questi stati d’animo e più le reazioni saranno diverse e incontrollate. Inutile dire che durante una partita le emozioni che si provano sono molte e di conseguenza saranno anche molte le reazioni fisiche ad esse dovute. Anche queste reazioni possono rappresentare degli indizi al fine di individuare il tipo di gioco dell’avversario.
Facciamo un esempio cinematografico. Nel celebre film “The Rounder” (probabilmente il miglior film sul poker mai girato) il pericoloso Teddy KGB (John Malkovich) perde tutta la sua posta nello scontro finale col protagonista, il giovane Mike (Matt Demon) perché quest’ultimo scopre un suo tell. Infatti Teddy, quando si trovava in una mano importante, era solito rompere un biscotto per poi mangiarselo se aveva il punto più forte oppure riporlo nella scatola qualora stesse bluffando. Ed è grazie a questo tell che Mike si salva foldando una doppia coppia contro una scala fatta del suo avversario per poi batterlo definitivamente qualche mano più tardi.
Questo è sicuramente un tell particolare ed estremizzato per il cinema, tuttavia tell del genere sono presenti in ogni tavolo che si rispetti. Giocare con le chips, mettere le mani in un certo modo, la postura del corpo, il modo di puntare e moltissimi altri possono essere tutti indizi delle emozioni che si stanno provando.
Quello dei tell è un argomento che è stato trattato in decine e decine di libri. A tal proposito segnalo la bibbia dei tell fisici, scritta da Mike Caro intitolata “Poker Tells – Psicologia e Body Language nel Poker” nel quale troverete una trattazione elaborata ed approfondita. Qui, oggi, non vogliamo scendere troppo nel dettaglio, vista l’immensità di pagine che occorrerebbero, ma semplicemente dare un paio di consigli su come e cosa guardare, specialmente se non si gioca con dei professionisti.
Le cose a cui si dovrà dare più attenzione, al fine di reperire tell affidabili, sono fondamentalmente tre:
* Espressioni facciali
* Linguaggio generale del corpo
* Movimenti delle mani
Di queste tre le più affidabili sono i movimenti delle mani. Il motivo è semplice, le mani vengono usate di continuo durante una partita per puntare, contare le chips… inoltre un giocatore medio cerca di far caso ai movimenti del suo corpo e alle espressioni del suo viso, ma non sempre (spesso anche i pro incorrono in simili errori) fanno caso a come si muovono le loro mani.
Ma ora che sappiamo cosa guardare in che modo possiamo trarne un vantaggio?
In realtà non ci sono degli elementi universali per tutti i giocatori, non esiste, ad esempio, un particolare movimento della mano, della faccia… dal quale possiamo essere sicuri del punto dell’avversario. “Se chiude l’occhio ha sicuramente A-A” oppure “se punta con il mignolo alzato sta bleffando”. Assolutamente no, ogni tell è specifico da persona a persona (anche se nel libro di Mike Caro vengono trattati dei particolari movimenti e delle posture che, con un buon grado di approssimazione, possono essere specifici di un determinato comportamento).
La chiave di volta è semplice: osservare e memorizzare. Quando notiamo un particolare tell in un avversario dobbiamo innanzitutto capire a cosa esso corrisponde, cosa che può avvenire nel corso della mano e/o allo show down. Esempio: “Quando ha il nut tiene entrambe le mani, separate, sul tavolo e guarda in basso”. Ancora: “Sono due volte che bleffa e quando lo fa si sfrega le mani in attesa della mossa dell’avversario”. Una volta individuato un tell dobbiamo memorizzarlo di modo che, qualora dovesse ripetersi, sapremmo, con un buon margine di accuratezza, cosa quel particolare indica così da poterlo utilizzare a nostro vantaggio.
E’ ovvio che più un giocatore è scarso e più i tell a nostra disposizione saranno molti e affidabili, via via che il livello sale dovremo essere maggiormente attenti e diffidenti; questo perché un tell in un giocatore scarso è normale, ma un tell in un giocatore navigato e di esperienza potrebbe essere volutamente ingannevole.
Per concludere ricordate: Debole significa forte e forte significa debole. Questa legge, ormai divenuta uno dei pilastri del poker, è la prima chiave interpretativa per valutare un giocatore a noi sconosciuto. Il poker è un gioco di inganni e, quando giocano, gli esseri umani vogliono nascondere le loro intenzioni comportandosi in maniera opposta a come avrebbero dovuto fare con le carte in loro possesso. In questo senso saper cogliere ed immagazzinare gli indizi, grazie all’osservazione dei tell fisici e dei betting pattern, diviene indispensabile.


