News del: 31/07/2008
Negli ultimi anni il poker è diventato talmente aggressivo da sembrare quasi una scheggia impazzita. I tavoli verdi sono così affollati di giocatori “loose aggressive” tanto che il gioco sembra esser più una dimostrazione di forza, che una sfida tra abilità e strategia.
In questa situazione una delle cose più importanti da capire è perché il giocatore è così aggressivo. E' realmente forte? E' solo uno sbruffone o è uno che crede di esser forte, ma in realtà non lo è affatto? Questo tipo d’informazioni sono molto importanti per capire come affrontarlo.
Molti articoli di strategia consigliano di vedere le puntate del giocatore se si tratta di un bullo, questo per poterlo bloccare nei suoi continui rilanci e controrilanci. Questa teoria è molto valida, però è applicabile solo se al tavolo i bulli sono solo uno o due. Il problema è che spesso i tavoli hanno ben più di un paio di giocatori aggressivi. In questo caso la strategia migliore è quella di rilanciare, facendo molta attenzione ad aver interpretato bene le caratteristiche del giocatore, cioè che sia solo uno sbruffone e non un professionista con un punto forte.
Facciamo un esempio: un giocatore al tuo tavolo rilancia sempre e se qualcuno rilancia prima di lui, controrilancia la metà del suo stack. Se poi al suo controrilancio segue un call, allora è facile che al flop vada all-in per forzare il fold dell’avversario. Alcuni giocatori bravi si comportano così nei tavoli deboli, dove sanno di poter spadroneggiare, ma se invece noti che una volta perde una mano con Q-9 suited contro coppia di 7 dell’altro giocatore, dove al flop scende un altro 7 e al turn una Q e al river un’altra Q (quindi tris di Q per lui ma full di 7 e Q per l’altro), allora non è uno squalo e puoi attaccarlo.
E’ fondamentale osservare l’avversario. Un buon giocatore non fa mai una brutta puntata e non sbaglia mai una mano in modo così clamoroso, in un caso come questo avrebbe foldato prima. Questa mano può esser quindi letta così: il giocatore aggressivo è solo un bullo e l’altro con la coppia di 7 ha giocato slowplay per tirarlo nel piatto, sapendo che avrebbe bluffato.
Questa mano, inoltre, ti ha fatto notare che quando il bullo è convinto di avere la mano migliore punta poco, 100 chips, mentre quando non vuole esser chiamato spaventa gli avversari rilanciando tanto, tipo 500 chips. Facciamo un esempio: con i blinds 10/20 hai
e al flop scendono
, punti 60 chips, pari a tre volte il big blind e osservi la reazione del bullo. Questo, come al solito, controrilancia di 500. Normalmente, con un flop così, un giocatore tranquillo folderebbe ma, data la situazione, controrilanci all-in. L’avversario ti insulta con tutti gli appellativi possibili ed immaginabili, poi folda e tu hai vinto un bel piatto.
La chiave di tutto è saper leggere l’avversario, giocare anche in funzione dell’altro giocatore e non solo del board, solo così se ne esce vincenti. L’osservazione è importantissima. Non scoraggiarti. Guarda sempre tutto quel che accade ed inizierai a beccare anche tu i giocatori “aggressive” fasulli. Quando li avrai individuati, non tirarti indietro, ma al momento giusto attaccali e buttali fuori.


