Strategie di Poker

Il metagame

Stratedia di Poker Il metagameNews del: 01/08/2008

Tempo fa, TexasLimitKing è salito alla ribalta per aver battuto con relativa facilità il Limit Hold’em high stakes di Full Tilt. Con il suo gioco incalzante aveva battuto campioni del calibro di Phil Ivey, Dustin Wolff, David Benyamine, portando a casa l’incredibile cifra di $$$ in poco tempo. Durante quei giorni, su Assopoker si è discusso a lungo del suo modo di giocare. Il mio amico Alberto Franceschini ha accennato al metagame, ma molti utenti sono rimasti perplessi di fronte a questa terminologia.

La domanda ricorrente che si fraintendeva nelle discussioni successive, era “Ma cos’è il metagame?”. In questo articolo mi ripropongo di analizzare l’argomento insieme a voi.

Un gioco organizzato
Il metagame è una componente fondamentale di ogni giocatore. Senza di esso non esiste un criterio logico con cui affrontare il gioco. Ogni giocatore, sia consciamente che inconsciamente, lo utilizza in ogni sessione di gioco. Ma cos’è il metagame?

Cercando di dare una definizione semplicistica, il metagame è la metodologia di comportamento che ogni giocatore applica in determinate situazioni di gioco. Non la strategia, ma la metodologia. Infatti la strategia è l’approccio ad una particolare situazione generale. Per esempio, se vado alle WSOP, sapendo di trovarmi di fronte ad un pubblico molto vario i primi giorni, adotterò un gioco chiuso il primo giorno, e man mano che i giocatori inesperti usciranno, il mio gioco diventerà più aggressivo. Questo è un esempio di strategia. Andando a giocare a Sanremo, con una struttura di torneo differente e giocatori differenti, dovrò adottare una strategia differente.

Il metagame è invece il metodo con cui mi comporto di fronte ad una determinata situazione di gioco. Come dicevo prima ogni giocatore possiede un metagame, sia consciamente sia inconsciamente. Per esempio; ogni giocatore che abbia un minimo d’esperienza sa che, giocando a hold’em, se le proprie pocket cards sono AA, è corretto rilanciare e se è già stato fatto un rilancio, è corretto contro-rilanciare. Questo comportamento di gioco è applicato alla coppia AA. Organizzando i vari comportamenti da tenere con le pocket cards, il giocatore sta a tutti gli effetti impostando il suo metagame.

Non confondiamo il metagame con lo stile di gioco. Lo stile è aggressivo, loose, tight. Non confondiamolo con la strategia, di cui abbiamo visto sopra un esempio. Il metagame è il piano di battaglia da eseguire durante la guerra.

L’imprinting iniziale
L’imprinting, per chi non lo sapesse, è il comportamento che la madre trasmette al proprio figlio quando questo è piccolo. Come tanti piccoli pulcini, quando cominciamo a giocare a poker, ci affidiamo a chi ne sa più di noi. Alcuni giocatori pensano, non avendo letto alcun libro, di non avere un imprinting, ma in realtà lo hanno acquisito da altri giocatori anche solo parlandone o leggendo i forum e gli articoli come potete fare su Assopoker.

Tornando al nostro neofita, quando questi si avvicina al gioco inizialmente, assorbe il metagame che studia o che gli viene insegnato. Tutti sappiamo che genericamente si deve fare raise con AK ma si deve fare fold con 72. Questo è il primo metagame con cui entriamo in contatto. Insieme con il metagame, il giocatore impara anche nozioni di strategia, per esempio non giocare troppo loose all’inizio di un torneo.

L’evoluzione del metagame
Nel tempo, con l’esperienza e lo studio, il giocatore inizia a sviluppare un suo metagame che è confacente alla propria natura ed al gioco. Arrivati ad un certo punto però, si sente il bisogno di “canonizzare” questo metagame, di renderlo più organico in modo da diventare un valido strumento per aiutarci a prendere decisioni corrette in ogni situazione di gioco. E per farlo bisogna lavorarci sopra.

Creare il proprio metagame.
Vediamo quali sono i fattori da considerare per la creazione del proprio metagame.
Per poterlo creare, dobbiamo vagliare svariati elementi. Queste elementi sono raggruppabili in cinque grandi famiglie:

• L’ambiente di gioco
• Il livello di gioco, e conseguentemente degli avversari
• La propensione al rischio
• Il capitale a disposizione
• Il tipo di gioco (limit, no limit, hold’em, omaha)

L’ambiente di gioco
Tutti sanno che vi sono enormi differenze tra il gioco live e online. Ma non tutti si accorgono che ci sono ulteriori differenze anche tra questi. Per esempio, giocare live in un casinò inglese è ben diverso che giocare live in un casinò americano. Un satellite organizzato in Italia sarà ben diverso da un sit-n-go organizzato in famiglia.

Anche online vi sono differenze, per esempio se la room è frequentata in prevalenza da americani, di solito tecnicamente più validi, oppure da europei, l’ora in cui si gioca, ed altri ancora.

Il livello di gioco
Il livello di gioco è un fattore importantissimo su cui costruire il proprio metagame. Il giocatore neofita adegua il suo metagame ai micro limiti, mentre il giocatore professionista basa il suo ai tavoli high stakes. Quante volte avrete sentito dire che i giocatori high stakes non “possono battere i tavoli low limit”. Il motivo è che il loro metagame si basa su alcuni fondamenti quali, per esempio, il fatto che di fronte ad un rilancio ci si trova raramente in più di due giocatori, mentre ad un tavolo low limit è frequente che un rilancio venga chiamato da quattro giocatori.

La propensione al rischio
Un giocatore conservativo è portato a creare un metagame che non lo metta in situazioni marginali, e quindi di difficile gestione, mentre uno aggressivo cercherà un elevato rendimento giocando più mani confidando nella sua capacità di lettura del gioco e degli avversari.

Il capitale a disposizione
Molto collegato al punto precedente, il capitale a disposizione influenza anche il metagame. Un giocatore con un capitale adeguato sentirà meno le fluttuazioni del gioco, e tenderà a prendere più rischi di un giocatore con un capitale inadeguato, fermo restando che quest’ultimo non sia il classico “kamikaze”.

Il tipo di gioco

Spesso mi accorgo che la stragrande maggioranza dei giocatori sottintende, nelle loro discussioni, che il gioco sia il No Limit Texas Hold’em (NLHE). E’ vero invece che vi sono altre varianti interessanti e che il metagame sviluppato per il NLHE non può sempre andare bene per il Fixed Limit Hold’em (FLHE) o per il Pot Limit Hold’em (PLHE).

Sviluppare un metagame
La prima cosa da comprendere è che sviluppare un metagame non è un lavoro nè veloce, nè facile; ci vuole studio, dedizione e soprattutto pazienza. Inoltre non si dovrebbe mai impiegare al tavolo un metagame sviluppato solo sulla carta con la presunzione che vinca subito.

È infatti necessario prima verificarne la validità tecnica, e poi simularlo. Io personalmente uso diversi strumenti, alcuni scritti da me, altri acquistati sul mercato, altri disponibili gratuitamente, tra cui un simulatore di mani ed un simulatore di gioco con bot dotati d’intelligenza artificiale. E’ altresì ovvio che non è possibile testare un metagame tarato per un tavolo NLHE $5/$10 ad un tavolo NLHE $1/$2.

Di una cosa potete essere certi, però. Quando arriverete in fondo allo sviluppo del vostro metagame, lo sforzo sarà molto ben ricompensato.

Costruiamo un metagame
Ovviamente essendo qui lo spazio limitato, non è possibile creare un metagame completo, ma possiamo cominciare insieme, e poi voi potete proseguire il cammino.

Nel nostro esempio useremo il NLHE Shorthanded 1/2. Da questo primo elemento possiamo immediatamente trarre alcune importanti conclusioni. La prima è che il gioco sarà necessariamente loose. Infatti le blind, che per loro natura hanno una equity negativa, corrono rapidamente e quindi, per sopperire a questo inesorabile salasso, dobbiamo necessariamente giocare più mani. Questo vale per noi come per gli avversari, quindi il gioco sarà loose.

Dato che il gioco sarà loose, e stiamo giocando low limit, ci possiamo aspettare sempre molta azione dai nostri giocatori, quindi dobbiamo giocare loose ma non troppo perché è facile che in piatti multiway (con almeno tre giocatori) ci siano in giro mani molto marginali ma anche mani con risvolti inaspettati.

Ricapitolando: gioco loose ma non esagerato, giocatori loose che tendono ad inseguire, rischio di capitale basso. Inoltre dobbiamo essere aggressivi per limitare il campo.

Cominciamo a darci alcune regole di fondo.
• Dobbiamo limitare il campo il più possibile e stabilire un’immagine aggressiva, quindi se entriamo in una mano, lo faremo con un rilancio di 4 big blind da qualsiasi posizione (lo so, è un po’ riduttiva come regola, ma avevamo detto che era un esempio no?)
• Indipendentemente dalla posizione entreremo in gioco con tutti gli assi suited e con gli assi non suited a partire da A8 in su, tutte le coppie ed i suited connector (carte consecutive dello stesso seme) a partire da T9 in su.

Ed ecco il nostro primo metagame di abbozzo per il gioco preflop. Adesso dobbiamo costruirci un metagame postflop.

Diciamo che:
• Ho fatto raise, chi mi chiama o ha una mano decente o è dietro.
• Faccio una puntata di continuazione (continuation bet) di mezzo pot il 50% delle volte se non prendo niente.
• Se prendo almeno la middle pair faccio mezzo piatto il 50% delle volte e l’altro 50% il piatto intero.
• Non faccio mai slowplay
A questo punto abbiamo un metagame primitivo ma funzionante. Molto aggressivo, abbastanza loose. Come dicevo prima è necessario fare delle simulazioni e verificare che sia valido.

Non andate al tavolo con questo sistema però. Quanto sopra è solo illustrativo, non prendetela come una strategia!

Prossimi passi
Adesso che avete compreso cosa sia un metagame, siete a buon punto. Ora dovete adeguarlo:
• Al vostro stile
• Al vostro bankroll
• Al livello di gioco a cui giocate
• Ai vostri avversari

Campioni non si nasce, si diventa. Tutti i campioni ci hanno messo del tempo e dello studio per arrivare dove sono arrivati. Il colpo di fortuna capita a tutti, ma alla lunga solo i migliori vincono con costanza. Se riuscirete a sviluppare un metagame serio ed efficiente, che tenga conto di tutti i fattori sopra elencati, allora anche voi potrete vincere come TexasLimitKing!

Buon poker!
Spinwing


Spinwing è informatico di lunga esperienza, e si diletta da quasi due anni nel gioco del poker. Si interessa di tutte le varianti più diffuse, ed in particolare dall’HORSE e dall’Omaha H/L. Spinwing fa parte del team di Assopoker.com. Potete discutere con lui sia sul forum di Assopoker, sia per email presso: spinwing@assopoker.com

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