Strategie di Poker

Il poker e' maestro di vita - Parte 2

Stratedia di Poker Il poker e' maestro di vita - Parte 2News del: 25/10/2007

Rinunciare a un guadagno significa subire una perdita (e viceversa). Molti economisti hanno dedicato grossa parte dei loro scritti riguardo le problematiche che ci sono dietro una perdita dovuta alla rinuncia di un guadagno. Sfortunatamente, la maggior parte delle persone non legge tali testi e anche se lo facesse, non risulterebbe d’accordo con le loro teorie. Il più delle volte si preferisce rinunciare a un guadagno per paura di incorrere in una perdita.

Il poker ci insegna che rinunciare a un guadagno, anche se minimo, nel lungo termine significa perdere denaro. Ci sono situazioni in cui è necessario chiamare una puntata anche quando siamo pesantemente sfavoriti. Per esempio, se siamo sfavoriti 5 a 1 ma il piatto è favorevole 8 a 1 ( dobbiamo chiamare 1 per vincere 8 ), questa è una giocata positiva e non chiamare significa rinunciare a un guadagno nel lungo termine.


IL POKER CI INSEGNA A ESSERE REALISTI

Ognuno di noi cerca sempre di negare nel modo più drammatico possibile realtà poco gradite riguardo al mondo che ci circonda. Vogliamo credere ciò che meno ci fa male e più ci aggrada. Il poker ci insegna a essere realsiti nel modo più crudele ma efficace possibile. Se neghiamo gli aspetti più ovvi del tavolo quali quelli matematici, le carte, il modo di giocare dei nostri avversari, presto ne pagheremo le conseguenze. In una singola sessione di poker, ci troviamo difronte a centinaia di scelte da prendere in base a quello che ci succede intorno: le nostre carte e quelle che potrebbero avere i nostri avversari, il comportamento degli altri giocatori al tavolo, le probabilità di chiudere un punto e quanto dobbiamo investire perché questo succeda, la nostra posizione, adattare il nostro stile di gioco rispetto a quello del tavolo ecc. Essere realisti ed oggettivi al tavolo da poker può solo ripagare il nostro gioco. Negare l’evidenza, come per esempio sedersi a un tavolo troppo difficile per il nostro livello, comporterà solo una perdita del nostro denaro.


IL POKER CI INSEGNA AD ADATTARCI ALLE VARIE SITUAZIONI

In pochi si chiedono, di fronte a una nuova situazione, “Cosa è cambiato?” Molti continuano a fare semplicemente quello che hanno sempre fatto. Nel poker è necessario chiedersi continuamente se c’è qualcosa da modificare nel proprio stile di gioco perché è un gioco di continui cambiamenti. Una sola carta può cambiare l’esito di una situazione trasformando una mano perdente come 4/5 di colore in un mano imbattibile. Il giocatore con il colore e tutti gli altri coinvolti nel piatto con lui devono immediatamente cambiare il loro gioco: chi ha la mano migliore deve massimizzare le proprie vincite; chi ha la mano peggiore deve minimizzare le perdite. E’ un concetto chiave nel poker.
Il gioco cambia di mano in mano e di tavolo in tavolo. Una mano dopo che siamo sullo Small Blind, avremo il bottone, la posizione migliore. Quando un giocatore si alza e qualcuno prende il suo posto, il gioco cambia. Ogni qual volta qualcuno ci sorprende con un’azione che non ci aspettavamo quale un rilancio, un check o un bet di un certo ammontare, dobbiamo subito aggiustare il nostro gioco e modificarlo al meglio grazie alle nuove informazioni che abbiamo ottenuto.
Adattarsi ai cambiamenti della vita di tutti i giorni è sempre stato necessario, ma ancora di più è diventato indispensabile negli ultimi anni. Ogni anno, la nostra generazione è protagonista di innumerevoli e radicali trasformazioni che in passato avvenivano in decadi e ora sono all’ordine del giorno. Basti vedere i cambiamenti dal punto di vista tecnologico, sociale, morale ed economico che la nostra civiltà sta velocemente subendo. Il poker può insegnarci a convivere seneramente con i frenetici cambiamenti del nostro mondo.


IL POKER INSEGNA AD APPROCIARSI CON OGNI TIPO DI PERSONA
Molte individui hanno poca esperienza nel trattare con persone di diverso ceto e provenienza sociale. I giovani soprattutto vivono per molti anni nei loro paesi di nascita e frequentano per lo più coetanei che non si differenziano molto per origini e provenienza da loro stessi.
In un casinò, oppure quando si gioca online, si è costretti a sedere al tavolo con diverse persone, spesso di origini differenti e dalle vedute completamente diverse rispetto alle nostre. Quando giochiamo a poker, dobbiamo saper affrontare tutte le possibili tipologie di giocatore: dal giocatore aggressivo a quello passivo, quello amichevole o quello scontroso, educato o maleducato, silenzioso o chiacchierone, intelligente o stupido, calmo o impulsivo e così via.
E’ di vitale importanza imparare a capire e aggiustare il proprio gioco in base a ogni tipologia di giocatore che possiamo trovarci davanti. Prima e meglio la facciamo, migliori saranno i nostri risultati.


IL POKER INSEGNA A EVITARE PREGIUDIZI DI NATURA RAZZIALE, SESSUALE O ALTRO

Ogni tipo di pregiudizio è già di per sé sbagliato. Ma è ancora più distruttivo al tavolo da poker. Non bisogna mai sottovalutare o giudicare i nostri avversari se non vogliamo commettere errori che possono essere economicamente cari. Per giocare un buon poker dobbiamo assolutamente ignorare il sesso dei nostri avversari, il colore della loro pelle o qualsiasi altra cosa che possa influenzarci e distrarci dal trarre il maggiore profitto, perché alla fine vincere è una questione di merito.
Il poker è forse l’unico gioco dove chiunque è considerato al pari di qualsiasi altro seduto allo stesso tavolo. Non è possibile per molti di noi poter sfidare Tiger Woods su un campo da golf, ma nessuno ci vieta di sederci a qualsiasi tavolo da poker vogliamo, se ce lo possiamo permettere. Abbiamo la possibilità di sfidare chiunque, dal novizio di turno al giocatore professionista. Se abbiamo le carte giuste e sappiamo giocarle nel migliore dei modi, possiamo vincere. Non importa chi siamo.


IL POKER CI INSEGNA A SUPERARE UNA PERDITA
Molte persone non sono in grado di superare una grossa perdita. Per alcuni, perdere un lavoro, divorziare o subire una pesante delusione amorosa è una tragedia. Non accettano tale dispiacere a tal punto da essere ossessionati e non andare oltre. Diventa un problema esistenziale che non permette a questi individui di guardare avanti.
Il poker d’altro canto ci insegna a superare lo stress dovuto a delle perdite data l’enorme frequenza di esse. Si perdono molte più mani di quelle che si vincono e le sessioni negative o i periodi molto sfortunati sono una parte integrante del gioco. Ne consegue la necessità di abituarsi il prima possibile onde evitare di incorrere nel rischio di giocare per rifarsi. Bisogna accettare una sessione negativa o una bad beat e continuare a giocare un poker solido e paziente. Non è possibile essere un giocatore vincente se non si è in grado di saper accettare una perdita e continuare a mantenere la calma.


IL POKER INSEGNA A NON PRENDERE SUL PERSONALE UN CONFLITTO

In molti prendono troppo sul personale un conflitto con gli altri individui. Succede molto spesso di vedere giocatori accanirsi contro un solo avversario, dediti a “vincere una battaglia invece di vincere la guerra.” Peggio ancora, se poi perdono, prendono la sconfitta in modo così personale da perserverare in un gioco errato nel tentativo di vendicarsi.
Chiunque pratichi sport a livello agonistico o giochi a carte in modo professionale sa bene che è il confronto è parte integrante del gioco ed è inutile prendersela sul personale contro qualcuno che magari è più preparato di noi.
Il poker insegna che è assolutamente controproducente prendere sul personale una sconfitta o una bad beat da parte di un nostro avversario perché è proprio nella natura del gioco il conflitto impersonale tra giocatori. L’obbiettivo è vincere i soldi dei propri avversari e perché qualcuno vinca, ci deve essere un perdente. In ogni sessione.
Il poker ci insegna che subire un bluff, oppure venir smascherati quando siamo noi a bluffare o, più semplicemente venir battuto dal punto di vista tecnico da un giocatore più forte di noi, non è un insulto, ma una prerogativa del gioco. Prendersela personalmente per qualcosa che succede al tavolo, oltre ad essere di cattivo gusto, è anche economicamente dispendioso.
Giocare cercando di vendicarsi di un piatto perso può comportare solo una nostra ulteriore perdita di denaro. Battere il nostro avversario può diventare talmente importante da indurci a giocare mani che invece dovremmo passare, imbarcarci in bluff che hanno chiaramente poche speranze di successo o tentare altre giocate poco credibili e decisamente poco producenti. C’è un proverbio cinese molto efficace per queste situazioni: “Quando ti stai preparando per la vendetta, ricordati di scavare due fosse: una per lui e una per te.”


Continua...

Tratto da: 2+2
Traduzione di Raffy

 

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