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Copper · Sit & Go

I sit’n’go sono un gioco risolto? (2° parte)

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16/06/2011 06:15

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Come sappiamo, molta della semplicità nella strategia per i sit’n’go risiede nella scarsa profondità degli stack. Pertanto, il momento migliore per allenarsi a cercare l’edge sarà nell’early stage, dove la dotazione di chips è di solito ancora troppo deep per considerare l’ICM.

Nei primi livelli di gioco, potete avere delle buone occasioni per accumulare gettoni, specialmente contro gli avversari più scarsi che entrano in azione con troppe mani ed hanno una buona probabilità di essere eliminati abbastanza presto. Se vi limitate a giocare tight aspettando che salgano i bui, vi ritroverete ad affrontare gente più skillata nel late stage e con meno chips a disposizione.

Fold, raise e push
Una volta che gli stack si sono assottigliati, un ulteriore elemento di abilità farà la sua comparsa nella partita. Con 10-15 big blind vi troverete spesso a dover decidere in situazioni dove potreste ragionevolmente shovare, foldare od optare per un raise di size ridotta. In molte di queste situazioni, comunque, pushare sarà maggiormente profittevole rispetto a foldare.

Tuttavia, con mani che non performano troppo bene in all-in, come un Asso accompagnato da una carta bassa, è meglio procedere con un piccolo rilancio per foldare ad uno shove se avete una buona idea di quale possa essere il pushing range dell’avversario. Potete inoltre bilanciare la vostra azione rilanciando di poco con roba molte forte nella speranza di ricevere action. Naturalmente, potete sempre pushare con le mani medie del vostro range così da spingere al fold altre che hanno una equity simile. Decidere quando e di quanto raisare costituirà una skill necessaria per affrontare le partite più dure.

Quando gli stack scendono su una media di 10 bb, l’ICM diventa più importante, soprattutto in zona bolla. Tuttavia, anche in questa fase dovrete essere bravi a stimare i range degli avversari poiché software come SitNGo Wizard spesso ne considerano di poco realistici come default e molti player giocheranno in maniera diversa da quella che viene considerata l’azione ottimale. Così come in tutte la specialità del poker, sapere se un avversario è particolarmente tight oppure loose potrà aiutarvi enormemente nelle decisioni close, e ciò andrà a costituire una parte significativa del vostro profitto.” (continua)

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