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Strategie short stack: lo ‘stop-and-go’ e il ‘limp-and-go’

Scritto da
09/01/2013 08:13

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L’espressione “Stop-and-Go” è stata coniata qualche anno fa da Greg “The Fossilman” Raymer – WSOP Main Event Champion 2004 – per meglio descrivere una particolare tecnica di gioco da adottare nei tornei multi-tavolo. L’idea generale è che, invece di procedere ad un re-raise da fuori posizione, flattiamo il rilancio altrui con l’intenzione di andare all-in sulla quasi totalità dei flop.

Anche se pensato per i tornei, lo Stop-and-Go si presta naturalmente anche ai sit’n’go, soprattuto in zona bolla. Vediamo subito un esempio per chiarire meglio il concetto: ricevete AK offsuit in early position. Tre players sono stati eliminati e siete rimasti in sei a contendervi i soldi delle prime tre posizioni. Aprite con un raise di 3 volte il big blind e il giocatore subito dopo di voi, re-raisa a 5 Big Blind. Tutti gli altri foldano.

Siete in heads-up con l’avversario e avete una decisione da prendere. Escludiamo subito il fold, questa è una mano che non si può assolutamente passare. Le opzioni rimanenti sono quindi l’all-in o il call. Se effettuate la chiamata, però, siete pot-committed e l’altro giocatore ha posizione su di voi. Questa è allora una delle situazioni dove lo Stop-and-Go può risultare molto efficace. E’ consigliabile, quindi, procedere con il call e poi, essendo i primi a parlare, andare direttamente all-in qualsiasi sia il flop. Questa tecnica può offrirvi diversi vantaggi rispetto ad un push pre-flop. Se l’avversario rilancia con un coppia bassa o media tipo 77, allora non esiterà un istante a chiamare il vostro all-in. Se, invece, chiamate solo il suo raise e al flop scendono ad esempio KJ5 allora ci penserà a lungo prima di fare call al vostro push post-flop.

Essenzialmente, ogni carta alta sul flop lo farà tentennare nella decisione. Mani come Ax verranno probabilmente foldate, così come tutte le coppie sotto il J. Se capitate invece contro una monster hand come AA o KK allora beh, probabilmente avreste perso in ogni caso.

Lo Stop-and-Go – che come avete visto, vi offre la possibilità di vincere in più modi un piatto al quale avreste comunque partecipato – può essere usato al meglio nelle fasi finali di un torneo, quando mani come appunto AK non possono essere passate ma i bui sono così grandi da rendervi pot-committed dopo il raise pre-flop. E’ molto vantaggioso anche quando siete voi ad avere una coppia bassa o media su flop che non presentano assi. Il vostro push risulterà vincente molto spesso.

il “Limp and Go”
Una variante molto simile, ideata da Jon “PearlJammed” Turner per i tornei, si chiama “Limp and go”. Si può attuare in condizioni di estremo short stack nella speranza di far foldare il big blind davanti a un flop mancato. Anche questa tecnica, come lo stop&go, ha molte chance in più di funzionare in zona bolla, quando la maggior parte dei giocatori pensa alla sopravvivenza.

A differenza dello Stop & go, qui si effettua un semplice call dallo small blind in previsione di andare allin su qualsiasi flop (o nel caso si venga rilanciati). Il limp & go funziona con uno stack dai 4 ai 6 big blinds circa, ma in caso di tornei turbo può (raramente) risultare sufficiente anche uno stack di soli 3 big blinds. L’idea di fondo è dare la possibilità, all’avversario su cui non avremmo fold equity “mandando” preflop”, di foldare di fronte ad un flop che magari ha mancato, anche se in possesso di una starting hand migliore della vostra.

Ricordate che il punto fondamentale di queste tecniche è che siate voi i primi a parlare dopo il flop. Se siete secondi nell’azione e qualcuno punta prima di voi, il tutto perde ogni efficacia.

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