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Analisi di una mano con Gavin Smith: il gioco aggressivo con A-K

Scritto da
03/11/2009 02:40

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Gavin SmithDa quando il poker è diventato il regno dell’iper-aggressività, una delle mani simbolo di questo stile di gioco è sicuramente A-K. Nessuno dice che non sia un’ottima combinazione di partenza e con un buon valore di showdown, ma ricordiamoci sempre che si tratta di una drawing hand e che in due casi su tre non prenderà nulla al flop.

Pertanto, può spesso rivelarsi una mano difficile da giocare, anche per quelli che sanno molto bene cosa stanno facendo, come ad esempio il giocatore professionista Gavin Smith che ce ne ha offerto un esempio durante il World Poker Tour Championship giocato al Bellagio di Las Vegas nella prima metà del 2009.

Con bui 100$/200$, Smith limpa da early position con A-K offsuit. Adoro fare limp con A-K in queste fasi del torneo”, spiega Gavin, vincitore tra l’altro proprio di un titolo WPT nel 2006. “Siamo tutti deep e quindi rilanciando pre-flop non riesco a far foldare neanche 6-4 offsuit. Inoltre gli stack sono così grandi che non mi va di gonfiare un piatto in cui posso rischiare anche di perdere parecchio”. Allen Cunningham – altro Pro molto rispettato del circuito e vincitore in carriera di ben 5 braccialetti WSOP – rilancia di 800$ da middle-position trovando il flat-call dal bottone di Van Nguyen, altra faccia nota dei tornei internazionali nonchè moglie di Men “The Master”.

“Van poteva agire in quel mondo con un range di mani molto ampio“ spiega Smith, “per cui ho pensato di poter contro-rilanciare fino a 3.200$ in modo da mettere Allen in uno spot difficile perchè neanche lui poteva sapere cosa avesse la Nguyen, e quindi ottenere un doppio fold“. Gavin punta dunque esattemente quell’importo ma i suoi due avversari fanno entrambi call.

Il flop è j 5 5 e i tre decidono per  un check. “Ho pensato che Allen potesse avere una coppia, mentre ho escluso questa possibilità per Van perchè sicuramente avrebbe cercato di difenderla puntando sul flop”.
Il turn è un 9 . Ancora check per Smith e Cunningam, mentre questa volta la Nguyen punta decisa 5000 dollari.
“Poteva provare a prendere il piatto con un sacco di mani. Riflettendoci bene le uniche due carte che pensavo potesse avere erano A-9 suited, ma ero altresì convinto che con quelle hole-cards non avrebbe chiamato il mio rilancio preflop”. Smith decide dunque per il call, mentre Cunningham folda.

Il river porta un 8 ed entrambi fanno check.
“Quando siamo andati allo showdown pensavo di aver vinto il piatto. Invece Van aveva una coppia di 10. Sono rimasto quasi shockato a quella vista. Non riuscivo a credere che avesse giocato quelle carte in quella maniera. Ho perso 8.200$ quanto potevo contenere i danni a soli 800 dollari. Avrei dovuto fare solo call preflop e mettermi sul check-fold in caso di una sua puntata. Non avevo nulla per prendere il piatto e ho fatto un cosa davvero stupida”.

Ma questo è solo uno dei tanti scenari in cui una mano come A-K può rivelarsi foriera di guai, e difatti Gavin conclude la sua analisi con un buon consiglio : “credo davvero che A-K vadano giocati in maniera sicuramente più soft perchè solo in questo modo è possibile incrementarne di molto l’aspettativa di vincita”.

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