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Analisi di una mano con John Juanda: il gioco dal Big Blind

Scritto da
20/05/2010 06:45

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John JuandaPoichè è obbligatorio mettere i bui, prima che in una partita di Texas Hold’em vengano distribuite le carte, alcuni giocatori ritengono che gli avversari di posizione sui blind abbiano automaticamente mani deboli. E se qualcuno difende i bui forse in maniera eccessiva, giocando troppo aggressivo, spesso il tutto viene interpretato come un mero tentativo di steal.

“Questo non è proprio vero” spiega il noto Pro John Juanda. “Dal Big Blind si hanno le stesse probabilità di beccare una mano come chiunque altro”. E quando poi si viene favoriti dalla sorte, bisogna avere una solida lettura sugli avversari per estrarre valore dalla mano, così come ci dimostra lo stesso Juanda in questo spot del Main Event delle World Series of Poker 2009.

Con bui 50/100, tutti foldano fino al giocatore sul bottone, che decide di limpare invece di rilanciare. “Era il primo livello, e tutti stavano giocando tight pre-flop” racconta John, che di braccialetti WSOP ne ha vinti ben quattro.

L’oppo sullo small blind fa fold mentre Juanda, in posizione di Big Blind e con k 2 , decide per un check. Sul flop arrivano k 8 6 ed il Pro di Full Tilt Poker becca dunque una top-pair ma con un kicker alquanto debole. “Non ero sicuro se la mia mano potesse essere buona oppure no. Più probabilmente ero avanti, ma ho fatto check per apparire debole”. Il player dal bottone agisce allo stesso modo indicando che forse non ce l’ha un K, perchè altrimenti avrebbe puntato per rendersi almeno conto di com’era la situazione. Sicuramente poteva avere anche due carte a quadri, oppure un progetto di scala, ma evidentemente la sua idea era quella di chiudere un qualche punto prima di investire altre chips.

Sul turn scende un q : “Dopo il check sul flop ero abbastanza sicuro di avere la mano migliore” continua Juanda, “ed allora ho puntato 275 che lui ha callato”. Il river è infine un k e John chiude dunque un trips senza che sul board ci siano possibilità di colore o di scala. “Ero ragionevolmente certo che mi avrebbe pagato almeno un’altra bet con un Q, ma in tal caso non potevo puntare troppo. Quindi ho fatto 550. La size sarebbe stata invece diversa se avessi intuito che anche lui poteva avere un trips di K ma con il mio kicker migliore del suo.”

Come previsto, comunque, l’opponent effettua il call ma poi fa muck di fronte alle carte di Juanda. “Di solito l’ammontare della puntata dipende da quello che credete possa avere l’avversario. Se ad esempio avete chiuso il nut flush e pensate che l’altro possa avere in mano il secondo miglior colore, allora dovete puntare parecchio. Ma se lui ha soltanto la seconda coppia, il vostro obiettivo è fare una size che lui possa pagarvi.”

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