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Analisi di una mano con Luca Moschitta: fare pot control con una ‘trash hand’

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12/02/2010 04:22

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Luca MoschittaPer la seconda volta, analizziamo una mano di poker insieme a un top player italiano. Dopo Cristiano Guerra, è la volta di Luca Moschitta. Insieme al giovanissimo catanese, recentemente divenuto il più giovane Supernova Elite nella storia di PokerStars, parliamo di “pot control“, e precisamente di come tenere sotto controllo un piatto avendo in mano una trash hand, sulla base ovviamente di una buona lettura dell’avversario.

Siamo al day 1a dell’EPT di Deauville, al livello 7 che prevede bui 300-600 con ante 50. Luca ha circa 47mila chips, poco sopra average, ed è di grande buio. Il giocatore in utg + 1 – con circa 70mila chips totali – fa semplice call, e dopo un fold generale Luca spilla le sue carte: 93 off suited, tra le peggiori mani di partenza possibili, e dunque il check è quasi scontato. Iniziamo però a vedere come ha ragionato Luca:

“Prima di far girare le carte del flop rifletto sull’azione: il giocatore che ha callato è in utg +1, e con altri 7 giocatori che ancora devono parlare. Quando un giocatore da questa posizione fa solo call lo metto in due range di mani:
a) opzione più probabile: si vuole comprare un flop spendendo meno possibile il che mi porta a pensare che abbia una coppia media o bassa – da 44 a 88 – oppure potrebbe avere dei suited connectors.

b) opzione meno probabile: vuole nascondere una monster, tipo AA o KK, possibilità questa molto difficile soprattutto per come aveva giocato fino a quel momento, per il fatto che aveva un solido stack che non gli dava necessità di inventarsi giocate strane o “tricky”.

Ma veniamo al flop: q 9 2 e Luca fa check. L’avversario punta 2300 e Moschitta fa call. Sentiamo perchè: “Ho centrato la second pair ma sono senza kicker. Faccio check in modo da fare pot control, sperando in uno sviluppo della mano che mi permettesse di andare allo showdown senza mettere più una chip nel piatto. Ma il mio avversario punta 2300!
Ricordando il range di mani su cui lo facevo arrivo alle seguenti considerazioni:
Set – Il suo range di coppie va da 44 a 88, nel flop ci sono un 2 e un 9. Molto difficilmente avrà queste due mani, perchè con 22 – avendo 7 giocatori davanti – avrebbe sicuramente foldato preflop, con 99 – essendo questa una mano buona ma non ottima – se avesse deciso di giocare da quella posizione avrebbe sicuramente fatto un raise. Conclusione: difficilmente avrà settato.

Connectors – gli unici connectors che potrebbe avere per vincere in quella mano possono essere T9, 89, J9, 79..unica opzione con cui mi può stare avanti. Le altre plausibili mani con si potrebbe trovare sopra di me sono: AQ KQ QJ. Estrometto AQ e KQ perchè anche con queste nn avrebbe solo callato, estrometto QJ che è un da fold da quella posizione, e poi il tipo di giocatore che avevo visto fino a quel momento non l’avrebbe mai giocata con solo call preflop. Le uniche mani che mi battono sono le monster che però è molto difficile e improbabile.

Una nota da tenere in considerazione è che ci sono due cuori a terra e potrebbe avere un draw a colore. Decido per il call sapendo probabilmente di aver la mano migliore, ma non potendo prendere il rischio di ingigantire un piatto che mi potrebbe fare del male.”

Turn: q e Luca sceglie ancora il check. L’avversario a questo punto mette nel piatto 5000. Moschitta ci pensa qualche istante e fa ancora call.

La donna di picche chiude ancora di più il range del mio avversario. Adesso è meno probabile che la mia lettura sia sbagliata e lui si trovi con una donna in mano. Inoltre il fatto che punti mi da sempre più convinzione che non abbia nè KK nè AA, perchè un board accoppiato gli avrebbe probabilmente dato qualche perplessità sulla forza della sua mano e parlando per ultimo al turn penso proprio che avrebbe checkato. Non può avere nemmeno due cuori e quindi draw a colore perchè, dopo aver puntato al flop e aver ricevuto il mio call al turn, parlando per ultimo avrebbe quasi sicuramente checkato per comprarsi una carta gratis.

Grazie a questa sua giocata posso restringere ancora di più il suo range: o ha la donna (opzione poco probabile per la lettura preflop) o ha settato i 2 (opzione sempre poco probabile per la lettura preflop) o ha i connectors (unica opzione secondo me plausibile). Sono sempre più sicuro però che si trovi in mano o una coppia tra 44 e 88 o sia in bluff totale. Decido di fare solo call, non ho interesse ad ingrandire un piatto così rischioso, col mio stack sopra average.

Sono cosciente che probabilmente l’unico modo che ho per perdere questa mano sia che al river si giri una carta favorevole a lui, ma non voglio assolutamente compromettere il mio stack per questa ragione.”

River 7 ed entriamo direttamente nella riflessione di Luca Moschitta: “Analizzo a questo punto anche la possibile mano che il mio avversario può fare a me.
Ho callato al flop e al turn con due cuori a terra, il mio avversario mi leggerà probabilmente un possibile colore chiuso con il terzo cuori al river. Se punto probabilmente folderà…se faccio check probabilmente checkerà anche lui. Se punterà sono sicuro di vincere al 70% perchè lo potrà fare solo con full (possibilità molto remota) o per nascondere il suo bluff.

Se checkerà penso di avere il 50% di possibilità di vincere, perchè in questo caso o si accontenterà di checkare con la sua coppia medio-bassa non settata consegnandomi il piatto, o si troverà i connectors e probabilmente vincerà la mano.

Parlo per primo e decido di di checkare di nuovo per evitare di intrappolarmi… decido però già in anticipo di callare sicuramente in caso di un suo bet che però leggevo poco probabile a quel punto. Invece Il mio avversario pensa 5 secondi ed esce davvero “lungo” per circa 17000.

Questo è davvero un proiettile e mi mette non poca paura. Non può avere i connectors perchè se no avrebbe checkato, non può avere chiuso colore perchè se no avrebbe checkato al turn per comprarsi una carta gratis…può essere solo in bluff o avere un full chiuso con la sua ipotetica coppia di 77.
Il piatto è però davvero grande, so che le possibilità che lui sia in bluff a quel punto sono maggiori di quelle che lui si trovi con il full in mano.
A carte coperte so quindi che il vantaggio di vincere un piatto così grande compensa il fatto di perdere una brutta mano e vedere il mio stack ridimensionato a circa 20k.

Dopo qualche minuto di riflessione scelgo di callare..il mio avversario butta i pugni sul tavolo per congratularsi per il call, mucka le sue carte e posso girare il mio 93off.

Successivamente nella pausa dopo il livello lui mi dirà di aver avuto una coppia di 5!!!”

Luca con la Porsche acquistata grazie agli fpp su PokerStars.it

Un ottimo epilogo per il pro catanese, ottenuto peraltro contenendo i rischi al minimo. E’ questo il messaggio che lancia una mano del genere: “Sono riuscito a fare double up senza andare all in, giocando in lettura su check-call fino al river e con una mano – 93off – che se solo il mio avversario avesse raisato preflop avrei ovviamente foldato.

Questa mano è stata molto importante per il mio torneo, e lo è anche in generale per capire come, in situazioni in cui non si vedono per nulla carte preflop, giocarsi bene dei board e magari comprarsi dei flop cercando di spendere il meno possibile possa rivelarsi un’arma eccezionale per non far logorare dai bui il nostro stack durante certe fasi critiche di un torneo, o meglio ancora per incrementarlo!

Sicuramente però questo tipo di gioco necessità un’ottima e avanzata lettura matematica-probabilistica, un’attenta osservazione del gioco dei nostri avversari al tavolo, ma soprattutto il saper giocare la mano dopo il flop, cosa che pochissimi giocatori ancora sanno fare.”

 

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