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La pressione sugli avversari nell’early stage – di Annette Obrestad

Scritto da
15/12/2009 10:29

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Annette ObrestadUltimamente mi sto trovando molto bene con una condotta di gioco che prevede una continua pressione sugli avversari quando i bui sono ancora piuttosto bassi e molti stanno giocano davvero troppo chiusi. Per meglio farvi capire cosa intendo vi voglio raccontare una mano che ho giocato al Day1 di un torneo a Monte Carlo.

Come è mia abitudine stavo naturalmente aggredendo molto, rilanciando tanti piatti. Al mio tavolo eravamo tutti piuttosto deep, infatti con bui 100/200 lo stack medio dei giocatori si assestava tra i 30.000 e i 40.000, tranne che per un ragazzo che aveva circa 15.000. Proprio quest’ultimo aveva perso un grosso piatto contro di me qualche mano prima e, siccome ero stata alquanto fortunata in quell’occasione, lui non l’aveva presa molto bene.

Il dealer mi distribuisce di nuovo le carte e, dopo aver visto 5-3 offsuit, decido di rilanciare da middle-position. L’unico che fa call è proprio quel ragazzo più short che si trovava sul bottone. Al flop arrivano a 10 7 ed io opto velocemente per un check, ma con già l’intenzione di abbandonare il piatto perchè quel board era davvero brutto per pensare di provare a fare una continuation-bet. L’altro però dedice semplicemente di seguirmi e quindi riesco a vedere gratuitamente il turn che è un 10. Mi è venuto subito in mente che quella poteva essere una buona carta per tentare un bluff, potevo infatti rappresentare un dieci, una coppia di Jack, un asso debole e così via. Se il ragazzo aveva un flush draw oppure un asso allora avrebbe sicuramente puntato al flop, mentre invece se aveva un altro dieci l’avrei scoperto subito, perchè probabilmente mi avrebbe rilanciato sopra. Punto quindi metà piatto e lui fa velocemente call. Al river scende un 8 e il board si fa davvero pericoloso visto che c’erano carte per completare un potenziale colore, una scala o anche un full-house. Ma in verità non credevo proprio che lui avesse realmente qualcosa di forte. Più probabilmente aveva un asso con kicker debole ed era spaventato di ritrovarsi coinvolto in un piatto con troppe chips investite. Ho pensato quindi di potergli far passare tutte le mani più deboli mettendo nel piatto 900, ma lui ci ha riflettuto un attimo e poi addirittura mi ha contro-rilanciato fino a 2.450.

Quella mossa non aveva alcun senso: se davvero aveva qualcosa di forte avrebbe sicuramente raisato sulle street precedenti. Le possibilità che avesse chiuso un full-house erano praticamente nulle, a meno che non avesse una coppia di 8 che comunque rappresentavano una parte piccolissima del suo range. Forse poteva aver chiuso un colore debole, ma in quel caso non sarebbe stato troppo propenso a mettere dentro ancora altre chips. L’unica cosa che mi suonava bene è che avesse più che altro trasformato un mano debole in bluff e pertanto, convinta di ciò, decido allora di rilanciare fino a 11.000, un importo che lo avrebbe lasciato con appena 3.000 chips nel caso avesse fatto call e poi perso. Lui naturalmente ci ha pensato per un po’ e poi ha foldato chiedendomi “mi mostri almeno una carta?”. Forse non avrei dovuto farlo, ma alla fine gli ho fatto vedere il 5 e lui è quasi impazzito.

Rianalizzando la mano, in definitiva io l’ho messo sulla decisione di rischiare o meno tutto il suo torneo pensando che avesse in mano un punto debole e lui s’è trovato nella situazione di dover mettere dentro quasi tutto lo stack per scoprire il mio bluff. Anzi, probabilmente l’unica cosa che poteva battere era appunto quella. Da parte mia potevo avere anche un colore medio-alto oppure un full-house. Ho ipotizzato che non c’era parte del suo range con cui avrebbe potuto chiamare al river in maniera tranquilla. L’avevo inoltre visto in azione già in altre occasioni ed ero sicura che non avrebbe mai giocato una monster-hand in quel modo.

In conclusione, quello che voglio dirvi è che innanzitutto occorre conoscere bene l’avversario che si ha di fronte perchè solo in quel modo riusciremo ad avere una migliore lettura su di lui, e poi non bisogna aver paura di mettere pressione già nelle prime fasi di un torneo, perchè nessuno vuole essere eliminato subito e di conseguenza si potranno presentare diverse occasione per mettere a segno sostanziosi bluff.

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