Tornei - base - Assopoker Poker Online su Assopoker.com, il primo portale sul gioco del poker completamente in italiano, con news aggiornate, strategie base e avanzate, blog live dei tornei, video e interviste, promozioni e bonus esclusivi. http://www.assopoker.com/strategie-di-poker-tornei-base Fri, 30 Jul 2010 07:57:47 +0000 Joomla! 1.5 - Open Source Content Management it-it Strategia MTT: la size delle puntate – parte seconda http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-size-delle-puntate-parte-seconda-5265 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-size-delle-puntate-parte-seconda-5265 Il Pro americano Tony 'Bond18' DunstLa seconda ed ultima parte del capitolo sulla corretta size delle puntate presente all’interno della guida strategica per gli MTT scritta dal Pro Tony “Bond18” Dunst. "Vediamo cosa potrebbe succedere in questa mano se provate a fare i simpatici. L’azione pre-flop è la stessa, ma guardate cosa accade con i calcoli se cercate di puntare poco per valore sul flop.

Con K 7 5 rainbow (il pot  è di 380), il Big Blind fa check e voi bettate 200. L’hi-jack fa call e il BB passa. Il turn è un J e il piatto è di 780 con 2680 ancora negli stack.

Se continuate con la vostra idea di puntare mezzo piatto per valore allora guardate cosa succede: voi mettete 400 e l'altro chiama; il river è un 2 e il pot è di 1580. Ora avete 2280 ancora negli stack. Uno shove rappresenterebbe una overbet che renderebbe alquanto palese la forza della vostra mano, perciò siete costretti a puntare qualcosa come 1000 per valore, perdendo 1280 solo per aver scelto questa linea più morbida.

C'è poi uno schema di puntate inverso a questo. Talvolta dovrete bettare di meno per manipolare l'azione a vostro favore. Eccovi una mano che ho postato molto tempo fa per spiegare un'altra idea, quella di puntare poco per predisporre una particolare giocata.

Stavo partecipando al torneo di PokerStars, il 50 single rebuy con add-on. Ero stato piuttosto aggressivo da late position ed il giocatore sul Big Blind sembrava anche lui piuttosto aggressivo benché non fosse un Pro. Il mio stack era di 9940 e quello del BB di 6700. Con bui 100/200 ricevo **fq* **f9* dal bottone. Tutti foldano fino a me ed io rilancio di 525. Lo small blind passa mentre l’oppo da BB chiama.

Il flop è **p0* **f3* **f6* ed il piatto è di 1150. BB fa check: vediamo l'idea di base in casi del genere. Supponiamo che io esca puntando una somma standard, tipo 700:  se l'altro fa un check-raise per una cifra corretta come 2100 allora avrà probabilmente già investito una parte troppo grossa del suo stack per poter foldare ad una nostra probabile 3-bet. Perciò conviene puntare poco, per manipolare la size del suo check-raise. Ecco come è andata a finire la mano: BB fa check, io punto 450, lui check-raisa a 1400 ed io pusho per 9415, BB folda.

Ora, spesso sconsiglio di puntare meno del rilancio preflop, ma questa mi sembrava un'ottima situazione per farlo. Come "luckychewy" ha scritto discutendo questa mano, "questa piccola under-bet è effettivamente migliore di una più tipica piccola continuation-bet, perché alcuni la percepiranno come un segnale di debolezza e ci blufferanno contro, permettendo in tal modo alla nostra 3-bet di avere molta più fold equity." Siamo entrambi d'accordo, comunque, che una mossa del genere non va fatta contro avversari che capiscono di cosa si tratta (va detto che ,al di fuori di chi frequenta gli MTT a buy-in alti, in realtà i giocatori di questo genere sono una rarità).

Adesso vediamo invece come adattare la size delle puntate alle texture dei board. Anche la continuation-bet più standard deve essere fatta in base al tipo di board (ed ovviamente alla dimensione degli stack). Ecco un esempio molto semplice su quanto appena detto:  siamo di nuovo al nostro freezout da 50$ con stack iniziali di 3000 per tutti e bui 20/40. Avete **qq* **cq* in posizione utg+1 e villain è sconosciuto.

Preflop: utg folda, voi rilanciate a 120 e chiama solo un giocatore in middle position. Sul flop scendono **c0* **q5* **f3* ed il piatto è 300. In una situazione del genere, fate la vostra c-bet standard qualunque size abbia. A me piace puntare circa il 60-75% del piatto nelle prime fasi dei tornei. Nel caso specifico farei 200. Se il flop fosse invece **f6* **f7* **c9* (pot di 300) allora provo a fare qualcosa di leggermente diverso. Credo convenga puntare di più per far pagare chi vuole inseguire dei draw, e se villain rilancia è meglio fare in modo che il suo raise lo committi. Farei 250, e se l'altro rilancia io pusho, dato che nel suo range ci sono molti progetti.

Sostanzialmente, quando il board è più coordinato conviene puntare di più, dato che ci sono più mani con cui l'avversario può chiamarvi o rilanciarvi. Su board meno coordinati, come il 10 5 3 di prima, è meglio far credere all'altro che stiate facendo una c-bet standard, che comprenda il 100% del vostro range e che con una mano come 66-99 o Tx possa chiamarvi o rilanciare.

Vediamo ora come regolarci con la size delle puntate nel late stage dei tornei. Man mano che gli stack diminuiscono rispetto ai bui, le vostre c-bet dovrebbero fare altrettanto. Io scendo dal 70% del piatto, nelle prime fasi del torneo, ad un 55% circa verso la fine. A che punto devo cominciare a ridurle? Per lo più dipenderà dagli stack coinvolti nella mano. Verso la fine del torneo di solito gli stack sono sui 20-35 bb, mentre all’inizio sono 100-200. Quando l’average scende intorno ai 40 BB allora inizio a ricalibrare la mia c-bet. Quando arriviamo sotto i 30 BB allora la mia continuation bet sarà del 55-60% del piatto.  Per meglio spiegare il concetto, eccovi alcuni esempi su come gli stack ed i board influenzano le c-bet.

Supponiamo che lo stack medio nel nostro solito freezout sia sceso a 30bb ed i bui siano 500/1000 con ante di 100. Sia voi che l'avversario avete stack in average e siete ad un tavolo da 9. Ricevete **qa* **fq* da middle e tutti passano prima di voi. Open-raisate a 2.600 e chiama solo il cutoff.

Ora, su quali tipi di flop puntate il 55-60%? Su quali fate di più? A questo punto, anche se correte il rischio di rendervi trasparenti ai giocatori pensanti, gli unici flop su cui punto di più sono quelli su cui ho hittato ma che sono anche drawy. Esempi:

Flop **pk* **p5* **f4* e piatto di 7700: faccio 4200 e foldo ad un shove.
Flop **qq* **p8* **f3*: punto 4200 e prego che l'altro rilanci o mandi i resti.
Flop **qq* **q0* **c9*: punto circa 6000 con l’intenzione di shovare.
Flop **pk* **pj* **p4*: mi metto sul check/fold.

Nei tornei più deep dovete, inoltre, capire cosa il vostro stack vi permetta di fare con bluff o semi-bluff post-flop. Ci sono giocatori che tentano bluff o semibluff con praticamente zero fold equity. Dovete stare attenti a individuare quando un avversario è pot committed, oppure quando la texture del board è tale che non potrete quasi mai indurlo al fold. Ecco un tipico esempio di bluff senza speranze: con bui 500/1000, e ante di 100, ricevete **pk* **qq* dall’hi-jack. Sia voi che l'avversario avete stack da 22.000.

Rilanciate a 2.600 e chiama solo il bottone. Il flop è **qa* **c9* **f4* e il piatto è di 7700: voi puntate 4.200 e l'oppo chiama. Ecco, questa è una situazione dove al turn o al river si potrebbe pushare sperando di far foldare l'avversario. Ma siccome il board non offre nessun draw - ed è raro che il bottone flat-calli con una coppia decente sperando che rinunciate a puntare anche al turn - l'avversario in questo caso ha quasi sicuramente un asso. Soltanto perché avete investito una buona parte del vostro stack non significa che dovete speware in bluff"

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Thu, 22 Jul 2010 06:25:52 +0000
Strategia MTT: la size delle puntate – prima parte http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-size-delle-puntate-prima-parte-5198 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-size-delle-puntate-prima-parte-5198 Nuovo appuntamento con la guida strategica per gli MTT scritta dal professionista americano Tony “Bond18” Dunst. In questo lungo articolo, che per agevolarne la lettura verrà diviso in due parti, ci parlerà della corretta size delle puntate, aggiungendo alla parte teorica anche diverse analisi di mani realmente giocate.

“I giocatori cash game non hanno troppo rispetto per quelli che fanno solo tornei. Ed una delle cause è che gli specialisti degli MTT non capiscono bene il bet-sizing e le diverse linee post-flop. Soltanto di recente sono riuscito a migliorare su quest’ultimo aspetto, grazie all’aiuto di Andrew “Luckychewy” Lichteberger e Noah “NoahSD” Stephens-Davidowitz. Comunque, per meglio farci spiegare le differenze nel bet-sizing tra il cash game ed i tornei, ho pensato di fare intervenire Aaron “Aejones” Jones.

- Di solito il bet sizing dei cash player è migliore di quello dei torneisti per via della profondità di stack con cui possono operare. Nel cash game dovete spesso capire come avere un grosso ammontare di Big Blind nel piatto per valore, oppure usare tutte le chips del vostro arsenale per rappresentare una mano che davvero non avete.

Nel cash game, il bet-sizing è correlato alle dimensioni del piatto. Tutto quello che ne supera la misura viene considerata come una overbet, mentre una puntata pari a circa le dimensioni del piatto è considerata accettabile o comunque normale. A volte, nei tornei, si vedono giocatori tight che rilanciano pre-flop, checkano sul flop e sul turn e poi bettano due volte il piatto sul river.

Un player del genere ha evidentemente un leak spaventoso: probabilmente non ha idea di come gestire il piatto con la sua mano forte e spera che qualcuno peggio di lui lo paghi su una street con qualcosa di leggermente più debole del suo punto. Come si può ovviare ad una linea del genere? Semplice, basta acquisire valore su più street, magari puntando tutte le volte 2/3 del piatto, oppure check-raisando un oppo aggressivo o ancora estraendo valore tramite il variare delle size delle bet.

Un altro errore che mi capita di vedere nei tornei è quello di limitare le puntate all'ammontare che si pensa possa essere pagato. Tipo: “Punterò solo 1/10 del piatto perchè ho il nuts e non credo che l’altro possa avere granchè. Come potrebbe callarmi, altrimenti?” Questa linea è assolutamente fallace, e con uno che fa simili puntate è abbastanza facile giocarci contro. Comunque, per non perdere il filo del discorso vi dico che il bet-sizing di un torneo dovrebbe essere riferito alla texture del board e non alla forza della propria mano. Inoltre bisogna sforzarsi di costruire i piatti considerando anche i giri di puntate successivi. -

Quindi, come possiamo sfruttare quello che ci ha appena spiegato Aejones? Cominciamo innanzitutto col fare delle puntate che ci possano far ottenere specifici risultati nelle street successive perchè dobbiamo sempre considerarle come un tutt’uno invece di qualcosa di indipendente. Facciamo qualche esempio:

L’errore più comune è quello di non riuscire ad estrarre il massimo valore da una mano forte: o perchè la si slowplaya oppure perchè si ha paura che l’avversario possa foldare. Invece l’idea da seguire è quella di aumentare le dimensioni delle puntate (quando ovviamente ne vale la pena) in modo da arrivare a giocarsi l’intero stack - o una grossa porzione di esso – sulle street successive. Ipotizziamo che stiate giocando un torneo freezout da 55 dollari e che abbiate 3.000 chips iniziali. I bui 20/40 e tutti hanno ancora lo stack di partenza. Ricevete 7-7 da middle position e aprite di 120. L’Hi-jack e il Big Blind chiamano mentre tutti gli altri foldano.

Sul flop scendono K 7 5 rainbow: il piatto è di 380 e BB checka. Questo è uno spot dove in parecchi potrebbero perdersi. Potrebbero checkare invece di puntare per paura di fare scappare gli avversari, oppure potrebbero bettare tipo il 40-50% del piatto per essere sicuri di farsi callare. Invece dovete capire questo: in situazioni del genere se una persona ha una mano abbastanza forte da callare 200 allora probabilmente chiamerà anche 300. Più chips riuscite a far mettere nel piatto e meglio sarà.

Diciamo che puntiamo 300: se uno dei due ci rilancia allora questo è il genere di board dove possiamo chiamare con l’intenzione di mandare i resti al turn, visto non non ci sono carte particolarmente pericolose. Ma supponiamo invece che soltanto uno degli altri due decida per il call.  Quindi, il Big Blind checka, noi puntiamo 300, l’Hi-jack vede e l’altro folda. Il turn è un J ed il piatto è di 980.

Con 2580 di stack rimanente, se bettiamo 700 e l’altro chiama nel pot ci sarà 2400 e ci resteranno 1900 chips, cosa che rende lo shove al river quasi naturale. Come già detto prima, questo non è uno spot dove giocare basso per estrarre valore; il vostro obiettivo è avere un sacco di chips nel piatto. Pertanto, puntate 700 e se l’altro vi flat-calla pushate pure su qualsiasi river.”

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Thu, 15 Jul 2010 06:30:55 +0000
Strategia MTT: concentrazione e metagame http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-concentrazione-e-metagame-5140 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-concentrazione-e-metagame-5140 Continuiamo con la traduzione della guida sui Multi-table Tournament scritta da Tony “Bond18” Dunst. Nell’appuntamento di questa settimana, il professionista americano ci parla di metagame e concentrazione al tavolo.

“Per molto tempo non mi sono interessato granchè al metagame. Aprivo 8-12 tavoli e passavo all’auto-pilota, e poi se arrivavo ad un final table allora cominciavo a concentrarmi. Non pensavo troppo agli altri giocatori e tanto meno m’interessava molto come loro mi percepissero. Questo atteggiamento mi capita di averlo anche di questi tempi, soprattutto se ho una tonnellata di tornei aperti, ma comunque cerco di fare uno sforzo per prendere note o per ricordare che tipo di immagine ho in un particolare tavolo che possa poi influire sulle mie decisioni.

Innanzitutto partiamo dalle basi. Per fare del multi-tabling serio servono Pokertracker ed un HUD. Qualcuno dice che prestando la giusta attenzione questi strumenti non servono, ma io non sono d’accordo. Se avete 6 tavoli aperti, è difficile stabilire se un giocatore è tight: potrebbe essere un po’ card dead, oppure davvero un mega nitty. Ma quanto l’HUD ti dice che è un 7/5 su 150 mani allora potete foldare facilmente ai suoi raise in spot dove potevate anche agire in un altro modo. E poi le informazioni finiscono immagazzinate anche per le volte successive: davvero molto utile.

Come seconda cosa, voglio parlarvi di ciò che osservo negli altri giocatori. Molte volte non si sa esattamente cosa scrivere nelle note, ed inserire soltanto ‘loose-aggressive’ oppure ‘tight’ può essere molto vago. Ecco cosa invece segno io:

1. A volte scrivo un’intera mano giocata da villain così che potendola leggere più avanti posso capire parecchie cose su di lui.

2. Osservo sempre con che cosa min-raisano pre-flop e lo segno nelle note. In particolare, guardo quelli da early position (che sono normalmente fatti con mani forti) e quelli da cut-off/bottone (di solito con spazzatura). Fino a prova contraria, considero queste due cose assolutamente vere, ma nel momento in cui posso vedere le loro carte dopo un min-raise segno quello che avevano in mano.

3. Sulla scia del punto 2, segno anche con cosa re-raisano pre-flop. Poichè di solito lo fanno con le monster, devo sapere se sono in grado di 3-bettare anche con un range wide oppure solo che le mani più forti.

4. Sicuramente prendo nota di quali avversari raisano/foldano con 13-20 BB. Non potete sapere su quanti bravi giocatori ho segnato questa cosa. Comunque, quando incontrate al tavolo uno davvero in gamba è raro che accada una cosa del genere.

5. Tengo traccia sempre di quelli capaci di fare un re-steal. Specialmente nei limiti medio-bassi, ci sono tonnellate di giocatori che non hanno questa mossa nel loro arsenale. Perciò, sapere chi sa farlo può essere di grande aiuto nel prosieguo del torneo. Mi segno anche i re-stealer abituali.

6. Guardo quelli che diventano molto aggressivi sul flop senza un piano oppure in spot dove non ha senso farlo. L’esempio più ovvio è quando qualcuno fa un grosso raise/check raise e poi, dopo che ricevono una 3-bet, si bloccano chiedendosi cosa fare oppure lasciando tutto lo stack in brutti spot soltanto perchè si sentivano pot-committed. Contro questi giocatori, agisco più fast perchè mi aspetto che siano più spewy.

7. Quando possibile, mi segno i range di openshove degli avversari. Alcuni con 11 BB, da middle position e con le ante in gioco, pushano tutti i suited connectors, i suited 1 gapper, tutti gli A-x, ogni coppia, ecc. Altri soltanto AJ+/66+. Aiuta decisamente sapere con chi si ha a che fare.

8. Noto come reagisce un oppo ad una mia giocata particolarmente aggressiva e dopo che ha visto le mie carte. Scrivo quindi “villain sa che posso essere molto spewy/aggressivo”, perchè mi può aiutare in situazioni future. Come prima, a volte riporto l’intera mano.

9. Segno quelli che vogliono dominare in zona bolla. Potete punire la loro aggressività con le 3-bet, poichè molti giocatori (compreso me stesso) iniziano a rilanciare parecchio se il tavolo non reagisce in nessun modo.

10. Segno cosa significano le bet size degli altri. Per esempio, ci saranno persone che useranno un certo ammontare quando sono chiaramente per valore. Prendo nota, inoltre, con cosa gli altri overshovano il piatto, poichè per alcuni significa un draw e per altri il nuts. Anche il min-raise sul flop, che tende ad essere o un draw, o un raise per info o – più comunemente – una mano monster (specialmente se fatto sul turn). Sapere cosa vuole ottenere l’avversario con una bet è fondamentale.

Bene, tutto ciò aiuta sicuramente a rimanere concentrati al tavolo. Se invece, mentre giocate, volete continuare a vedere la TV, chattare o altro, sappiate che questo inciderà di molto sui vostri profitti. Essere consapevoli della proprio immagine è una cosa che si acquista con l’esperienza, ma più avanti arrivate in un torneo e maggiore sarà la sua importanza, perchè gli avversari presteranno più attenzione a quello che succede al tavolo.“

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Thu, 08 Jul 2010 06:26:44 +0000
Strategia MTT: cinque bugie nel gioco da torneo http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-cinque-bugie-nel-gioco-da-torneo-5073 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-cinque-bugie-nel-gioco-da-torneo-5073 Tony 'Bond18' DunstNuovo appuntamento con la traduzione della guida per i Multi-table Tournament scritta dal professionista americano Tony “Bond18” Dunst. Questa volta parleremo di bugie: quelle che, secondo Tony, in tanti ci hanno raccontato su alcuni concetti nel gioco da torneo.

“Mi dispiace dirvelo ma vi hanno raccontato un sacco di bugie. In verità non credo che menzogna sia la parola giusta, forse è meglio dire che vi hanno male informato. La verità, infatti, è che alcuni dei concetti, delle strategie e degli approcci mentali più comunemente suggeriti per i tornei di poker sono assolutamente terribili. Ma sono così radicati nella conoscenza popolare del gioco che chiunque li riterrà validi, a meno che non giochi online o abbia un buon mentore ad aprirgli gli occhi. Perciò, permettetemi di dire la mia su alcune delle più grosse bugie che mi hanno raccontato.

- Puoi trovare uno spot migliore
Cosa? Ogni buon spot (ed intendo tutti quelli con EV e cEV positivo) vanno presi al volo. Possono esserci situazioni occasionali dove il cEV è positivo ma l’EV è negativo? Certo! Un esempio ovvio è foldare AA in un satellite dove avete già un seat garantito.

Volete un esempio migliore e meno semplice di questo? Eccovene uno: recentemente ho giocato un torneo a Melbourne da 3.000 dollari di buy-in con 440 iscritti. La struttura era molto deep e lenta. Il 40% del field si era qualificato coi satelliti e forse meno di una dozzina di giocatori era effettivamente brava nei tornei. Se fossi stato di Big Blind nella primissima mano, con uno stack di 20.000, il livello 50/100 e 22 come starting-hand, avrei foldato di fronte allo shove dello small blind con AK suited. Tuttavia questo è soltanto un esempio di quanto estrema debba essere la situazione per farmi passare uno spot con cEV positivo.

- Ma davvero hai rischiato l’eliminazione con quelle carte?
Mi capita di sentire questa frase ad ogni torneo live a cui partecipo. Credo che la gente parli così perchè di solito dal vivo non si riesce a giocare più di un evento al giorno, mentre nel casi dei tornei più grandi magari si è aspettato per mesi oppure per un anno intero.

Ma ciò è relativo, e come per il punto precedente anche qui non ci sono scuse che tengano. I sentimenti non hanno nulla a che vedere con la permanenza in un torneo, perciò smettete di perdere tempo con questa mentalità. Le chips rappresentano l’unica cosa importante. Un buon esempio di come la gente si nittizzi per non mettere a rischio l’uscita in un evento sta nei range di shove e di re-steal in all-in.

Ricordo un torneo delle WSOP da 1.500 dollari di buy-in quando, con ancora 15-20 giocatori prima della zona premi, ho ricevuto J5 offsuit dal bottone. C’erano le ante in gioco e a me rimanevano 11 BB. Entrambi gli oppo sui blind erano weak tight, perciò ho pushato perchè sapevo benissimo che i loro calling-range erano molto stretti, soprattutto in quel momento che mancava poco per arrivare “in the money”.

Bene, il player sul piccolo buio ci ha pensato forse otto minuti prima di chiamare con AQ offsuit, mentre il Big Blind ha foldato “face up” AQ suited. Quando ho girato le mie carte mi sono preso diversi insulti, solamente per aver rischiato tutto il mio stack con J5. Quello che posso dirvi è che la giusta mentalità è quella di essere pronti anche ad andare busted se si crea uno spot a EV+. Soltanto perchè avete aspettato un sacco di tempo prima di partecipare al torneo non significa avere la scusa per giocarlo male.

- Non volevo rischiare di finire in coin-flip
Questa è forse la frase più comune che si può sentire in giro. Eccovi la semplice verità: al punto in cui arrivate a considerare di foldare sapendo di essere probabilmente in coin-flip, allora ci saranno forse già troppe chips nel piatto da non poter davvero più foldare. Se rilanciate AQ offsuit di 3x ed un avversario shova 15-20x con un probabile range AJ+/66+ (siete a circa il 43,5% contro un range piuttosto tight) allora non dovete foldare mai. Non c’è niente di male a flippare fino a quando è una mossa ad EV positivo (spesso lo è per via delle ante).

- I miei avversari sono molto bravi, cercherò di evitare possibili guai
Dovete avere fiducia nei vostri mezzi. Se davvero ritenete di essere circondati da gente più forte di voi allora probabilmente siete nel torneo sbagliato (a meno che non abbiate vinto un satellite o qualcosa del genere). Più facilmente, gli oppo sono tanto forti quanto maggior credito darete loro in base ai risultati precedentemente conseguiti. Va bene se chiudete un po’ il vostro gioco contro avversari più bravi, ma non nittizzatevi al punto che loro se ne accorgano iniziando a darvi addosso senza che voi possiate arginare la loro strategia.

- Nei tornei di poker l’importante è sopravvivere
Proprio per niente. E’ importante invece riuscire ad accumulare chips tramite la creazione di spot con EV positivo.”

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Thu, 01 Jul 2010 06:13:51 +0000
Strategia MTT: la 3bet/4bet http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-3bet-4bet-5009 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-3bet-4bet-5009 Continuiamo la traduzione della guida di base ai tornei mulitavolo scritta da Tony “Bond18” Dunst. In questo nuovo appuntamento il giocatore professionista americano ci parla della 3-bet e della 4-bet, per valore ed in bluff re-steal.

“E’ difficile trovare un buon equilibrio tra il rilanciare troppo pre-flop e il non farlo abbastanza. C’è stato un lungo periodo di tempo in cui 3-bettavo sempre; un po’ per rendere la vita dura ai miei avversari ed un po’ per questione d’immagine. Negli ultimi mesi ho invece rivisto il mio gioco ed ho rallentato un po’ trovando un buon compromesso.

Tendenzialmente posso raggruppare le 3-bet e le 4-bet in due categorie: per valore e come re-steal in bluff. Molto del materiale che vi illustrerò in questo articolo riguarda la 3-bet, poichè si fa decisamente più spesso rispetto ad una 4-bet. Potrebbero passare mesi prima che vi capiti di 4-bettare in bluff, e non sarebbe da considerare un leak, specialmente ai limiti più bassi. Perciò occupiamoci dell’altro aspetto.

La prima cosa importante da considerare per la 3-bet è l’entità dello stack: se avete meno di 27 Big Blind direi che ogni 3-bet deve essere in all-in. C’è tuttavia un’eccezione a questa regola e riguarda il fatto di avere un avversario poco incline a chiamare i push ma abbastanza propenso a callare un re-raise. In questa situazione, se ad esempio il player sul bottone rilancia 3x, e voi siete di Big Blind con una mano forte, allore contro-rilanciate a 9x, e poi check/pushate la maggior parte del flop, a seconda di quanto buoni si presentino per voi. Con una parte così ampia di stack messa pre-flop, non dovreste mai check/foldare sul flop.

Questa mossa si chiama “go and go” e di solito la sia usa con 28-36 BB. L’idea di base è piuttosto semplice: un all-in pre-flop potrebbe sembrare una over-bet, tuttavia la vostra mano è troppo buona per flat-callare soltanto. Perciò vi conviene re-raisare l’ammontare che poi vi permetta di shovare sul flop come se fosse la cosa più naturale possibile.

Ad esempio: avete 35 BB e villain 40 BB. Ricevete **pa* **pq* dal Big Blind e tutti foldano fino all’oppo su cut-off che rilancia 3x. L’errore che fanno spesso in molti è quello di re-raisare troppo poco. 9x potrebbero andar bene, ma in questo spot io farei 11x. Ipotizzando che ci siano anche le ante, se il cut-off decide di chiamare nel piatto ci saranno circa 24 BB e voi ne avrete dietro altrettanti. Su gran parte dei flop dovrete open-shovare, mentre le uniche volte che farete check sarà quando beccherete un “mostro” (nel caso specifico, qualcosa tipo **qa* **p7* **p2*). Qui è decisamente meglio un check/push.

Il secondo fattore da tenere in considerazione riguarda la size della 3-bet. Mi capita spesso di vedere gente al tavolo che contro-rilancia di poco soltanto per paura che l’original raiser foldi. Può andar bene contro quelli scarsi, ma contro i giocatori sensati commettete un grosso errore, perchè non fate altro che informarli sulla forza della vostra mano. Questa cosa si verifica anche ai livelli più alti dove ci sono i giocatori più bravi; sapete quante risate mi faccio ogni volta che qualcuno 3-betta poco con AA e KK contro un altro buon giocatore. Il re-raise non va fatto in base alla forza della mano ma a seconda della misura dello stack.

Adesso parliamo di 3-bet come re-steal. Per metterne a segno una efficace bisogna avere una buona comprensione dei principi del metagame. Avete re-raisato molto precedentemente? Avete 3-bettato e poi mostrato una mano forte allo showdown? Siete prossimi alla zona bolla? In che posizione vi trovate al tavolo? Villan apre un sacco di piatti? Sta attento a tutto quello che succede al tavolo?

Esistono due tipi di re-steal: quello in all-in e quello fatto lasciandosi un po’ di chips dietro con l’intenzione di foldare ad un eventuale push. Vediamo insieme come funzionano entrambi.

All-in: lo stack size ideale è 13-21 BB. Con meno di 13 non avete praticamente fold equity, mentre da 22 in su con un mano sotto la media questa mossa tende ad essere una spewata. La maggior parte dei re-raise in all-in dovrebbero essere fatti su un raise proveniente da hi-jack, cut-off, bottone e small blind. Prima di queste posizione, i giocatori di solito non aprono troppo loose e quindi non folderanno abbastanza spesso. Personalmente preferisco farlo con mani che hanno una certa equity dopo il call, tipo suited connectors, 1-2 gappers, A-x suited, broadway basse. Ci sono degli spot dove è EV+ anche re-stealare ATC (soprattutto in zona bolla), per cui se vi capita non abbiate paura di spingere anche se non avete un granchè.

Con le chips dietro: sicuramente dipende dallo stack size. Poichè odio mettere nel piatto più del 30% delle mie chips pre-flop per poi foldare dopo, non farò quest’azione a meno che gli stack effettivi siano di 35 BB o più. Alcune volte capitano degli spot dove lo faccio anche con meno di 30 BB, ma molto raramente. Inoltre c’è un bella differenza tra l'essere in posizione rispetto a quando sono OOP. In quest’ultimo caso aggiungo al re-raise altre 2-3 BB, in modo da evitare di trovarmi poi a giocare un grosso piatto con una mano debole e da fuori posizione.

Esempio: stack effettivi 40 BB. Ho 5-7 suited in uno spot dove credo valga la pena fare un resteal.

Situazione A – OR è sul cut-off ed io sul bottone. Lui rilancia 3 BB ed io faccio 8,5-9,5 BB. Se villain chiama e io floppo un grosso draw, allora cerco di mettere il resto a prescindere se lui punti o faccia check. Se invece becco un progetto debole e lui fa check, allora checko dietro. Se centro una coppia e lui punta, allora probabilmente foldo. Se invece becco una coppia e lui fa check, la mia decisione dipenderà dalla texture del board e dal tipo di avversario.

Situazione B – OR è sul cut-off ed io sul Big Blind. Villain rilancia 3 BB ed io tendo a fare 10,5-11,5 BB. Se lui chiama ed io centro un big draw, probabilmente faccio una bet di entità vicina alla dimensione del piatto, per fargli capire che non ha fold equity. Se floppo una coppia, deciderò in base al possibile calling-range dell’oppo e alla texture del board. Per tutto il resto faccio molto spesso check con l’intenzione di foldare alla minima aggressione.

Bene, adesso parliamo di 4-bet. Naturalmente sapete tutti come 4-bettare all-in con una mano forte dopo che qualcuno ha re-raisato. Vediamo invece come fare con un range più wide nella speranza di ottenere un fold da villain. Innanzitutto questa è una mossa da usare raramente e che dipende molto dal metagame.

Credo che lo stack ideale per procedere sia compreso tre i 37 e 43 BB. Anche questo fattore dipende dall’avversario, perchè spesso vi 3-betterano con 32 BB di stack effettivo ma con l’intenzione di foldare ad uno shove. In situazioni del genere la conoscenza dell’altro è fondamentale. Ai livelli più bassi ci sono pochissimi giocatore che hanno un’alta percentuale di re-steal, per cui se provate questa mossa la starete effettuando con l’intenzione di far foldare qualcuno che ha 3-bettato con 10-10/A-Q e che poi non sa cosa fare.“

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Thu, 24 Jun 2010 06:06:40 +0000
Strategia MTT: la gestione del bankroll http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-gestione-del-bankroll-4964 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-gestione-del-bankroll-4964 Il nuovo capitolo della guida di base ai tornei multitavolo, scritta dal professionista americano Tony “Bond18” Dunst, si occupa questa volta di uno degli elementi fondamentali per qualsiasi giocatore di poker: la corretta gestione del bankroll.

“Se c’è davvero una cosa che posso insegnare ad un altro giocatore di poker è l’importanza della gestione del bankroll. Ci sono tantissimi player in giro che sono davvero bravi nella loro specialità, ma continuano a rimanere da anni senza un centesimo soltanto perchè non hanno ancora capito come amministrare le proprie finanze.

Comunque, quella che sembra essere diventata una regola standard per chi grinda Multi-table Tournaments è di avere come capitale di gioco almeno 100 volte il valore del buy-in medio. Dico medio perchè così è possibile ogni tanto “shotare” in qualche evento particolare senza trasgredire all’indicazione di base del buon bankroll management.

Riguardo alla cifra massima che volete investire in un singolo torneo, essa dipende molto dalle vostre preferenze; personalmente non riesco ad immaginare di investire più del 5% del mio capitale in unica occasione (tengo a precisare che io, di base, sono molto nitty riguardo al mio bankroll).

Il problema maggiore, che si riscontra quando si gioca al di fuori delle proprio possibilità finanziarie, è che si tende a rimanere troppo coinvolti emotivamente. Costruire pian piano una certa cifra, e poi perderne gran parte per una cattiva gestione, può davvero destabilizzare l’equilibrio mentale, con il risultato che spesso il processo di distruzione viene anche accelerato.

Il mio consiglio è di non provare il level up troppo velocemente ma con la giusta moderazione. Creare un bankroll abbastanza grande vi permetterà di giocare al vostro livello abituale con un rischio quasi nullo di finire broke. Inoltre avrete spazio di manovra per permettervi di tanto in tanto anche qualche colpo a buy-in più elevati.”

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Sat, 19 Jun 2010 07:50:25 +0000
Strategia MTT: l'obiettivo di ogni azione http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-lobiettivo-di-ogni-azione-4877 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-lobiettivo-di-ogni-azione-4877 Nuovo appuntamento con la guida del professionista americano Tony “Bond18” Dunst, scritta con l'obiettivo di trattare i concetti di gioco più importanti per vincere nei multi-table tournament di No Limit Texas Hold’em. Riprendiamo il discorso da un interrogativo: “Qual è lo scopo della nostra azione?”

"In passato ho messo sui forum un sacco di mani su cui avevo dubbi, e di base molti dei poster più esperti mi rispondevano “Cosa stai cercando di fare in quella situazione?” L'errore comune che commettevo postflop era di non pensare abbastanza alle decisioni da prendere, nel senso che non mi sforzavo di capire quali fossero le reali motivazioni dietro ogni mia singola azione.

In realtà di base c'è questo: ogni volta che fate una qualche tipo di mossa in una mano di poker (escluso foldare) dovrete essere certi di aver chiaro l'obiettivo che volete perseguire.

Ad esempio: molto spesso la gente rilancia sul flop ma se subisce un re-raise non sa poi come comportarsi. Se vi trovate in uno spot del genere, dovrete sapere se il vostro raise rappresenta:

  1. Un puro bluff
  2. Un semi bluff
  3. Un value raise con la speranza di essere controrilanciati
  4. Un value raise da foldare di fronte ad un re-raise

La maggior parte delle volte vi ritroverete nella situazione prevista al punto 3, tuttavia ci saranno spot (specialmente sul river) dove raisare per valore ma poi foldare ad un re-raise sarà la giocata più corretta.

Dovrete fare un piano per ogni singola azione. Naturalmente ci può stare anche che dopo una vostra mossa l'avversario reagisca in un modo che non avevate previsto. Ma poiché gran parte di un torneo di poker si gioca da short-stack, un sacco di vostre decisioni, soprattutto pre-flop, dovrebbero essere piuttosto standard. Quando rilanciate da small blind contro un oppo sul Big Blind che ha 15BB, non dovreste trovarvi di fronte ad una decisione difficile quando lui shova.

Dovreste essere in grado di prevedere con largo anticipo che un giocatore con quel numero di chips andrà all-in spesso contro di voi, e quindi dovrete reagire di conseguenza con lo stack appropriato.

Il bet/raise per informazione è raramente una buona opzione, perchè le puntate dovrebbero essere fatte per bluff o come value bet. Ci sono modi migliori per capire come si è messi nella mano rispetto a speware chips per questo unico scopo. Tornerò comunque su questo argomento in un prossimo intervento. Nel frattempo provate a giocare su un paio di tavoli ed ogni volta che tocca a voi agire chiedetevi sempre : “Qual è lo scopo della mia azione?”

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Thu, 10 Jun 2010 09:11:09 +0000
Strategia MTT: la posizione al tavolo http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-posizione-al-tavolo-4817 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-la-posizione-al-tavolo-4817 Riprendiamo la guida del professionista americano Tony “Bond18” Dunst per il secondo appuntamento con i concetti di gioco più importanti per vincere nei multi-table tournament di No Limit Texas Hold’em. Questa volta parliamo di posizione al tavolo e del gioco dai bui.

"Uno degli errori che mi capita di rilevare più spesso riguarda la poca comprensione del concetto di posizione. E’ una cosa che ritrovo praticamente in tutti gli MTT ed ammetto che fino a poco tempo fa anch’io non ero ferratissimo in materia. Anzi, ora ho forse cambiato così tanto il mio approccio da essere diventato perfino troppo tight da out of position.

Comunque, personalmente ritengo che le ragioni per cui un sacco di player (me compreso) non comprendano appieno quanto sia importante la posizione siano essenzialmente due: la prima è che una buona parte dei giocatori di MTT è abbastanza scarsa nel post-flop e non sa come sfruttare il vantaggio di posizione, e poi spesso gli stack sono troppo corti da consentire di avvantaggiarsi su più street con un call da OOP.

Alcune cose da sapere sul call da fuori posizione: innanzitutto sotto i 40 Big Blind ci sono davvero pochissime mani con cui andare a vedere un rilancio, salvo che siate sullo small blind. Da questa posizione, infatti, e con uno stack del genere, quasi ogni mano diventa una 3-bet o fold, anche se c’è qualche spot dove il call è più appropriato. Per esempio: se un giocatore decente e aggressivo vi rilancia da hi-jackcut-off, oppure il raise viene dal bottone e voi avete uno stack sui 30BB, allora mani come K-Qs, K-Js, Q-Js e A-Jo vanno probabilmente bene per fare call, anche se personalmente lo faccio abbastanza di rado, soprattutto se dal Big Blind c’è qualcuno che può squeezare. Oppure, se un buon giocare rilancia da early/middle position e avete qualcosa come A-Q allora il call va bene. Inoltre qualche volta potete anche flat-callare con A-A da SB contro un raise da parte di un avversario che non sa che il vostro calling range è così tight.

Ma in realtà è dalla posizione di Big Blind che le persone commettono più errori, perchè può sembrare che andare a vedere il flop costi di meno. Un buon range per callare da BB contro un raise da late è K-10/K-J/K-Q, Q-10/Q-J, J-10, A-J/A-10, 10-9 suited e forse qualche buon A-x dello stesso seme. Contro un rilancio da early, il mio range si restringe drasticamente a tipo A-Q, A-Js, K-Q, Q-Js, sempre tenendo conto di chi effettua il raise e dei nostri stack. A volte callo più loose, mentre in altre situazioni rimango più tight.

Quando si tratta di giocare in posizione, invece, credo che alcuni giocatori diventino più loose di quanto in realtà pensino. Nel momento in cui entrano in gioco anche le ante, ed ogni volta che tutti foldano e io sono sul bottone, a meno che non sono certo che i blind possano shovare allora aprirò con tantissime mani. Per darvi un’idea, e considerando 30BB di stack per me e per i bui, il range che open-raiso è 2-2+/A-2o+/4-3s+/6-5o+, qualsiasi due carte dall’8 in su e 10-9s+. Se gli stack sono più o meno quelli, tutti foldano e mi ritrovo sul cut-off, allora posso aprire con un range simile, tralasciando magari qualcuno dei connectors offsuited, gli A-x non suited più bassi e anche 10-7s.

Quando rilanciate con un range wide come quello che vi ho appena esposto, i giocatori sui bui cominceranno a prendere delle contromisure, anche se spesso si limiteranno a chiamare maggiormente piuttosto che iniziare a 3-bettare. Prestate grande attenzione a coloro che sono invece capaci di effettuare un re-steal,  ma anche a quelli che flat-callano maggiormente e a coloro che si sono nittizzati. Contro gli avversari che non 3-bettano pre-flop, continuate semplicemente a rilanciare con tutto il vostro range, perchè fino a quando vi chiameranno da OOP sarete in grado di estrarre maggior valore dal post-flop.

Provate ad accompagnare a questo stile molto aggressivo anche una buona percentuale di continuation-bet sul flop, anche se ci sono delle texture che hittano così bene il range di cold call degli avversari che un check behind diventa sicuramente più conveniente. Tenete presente che da BB spesso chiamano con mani che contengono carte dal 9 all’Asso.

Quindi, facciamo l’esempio che il flop sia Q-10-8 e abbiate rilanciato di 55 dal cut-off. Su flop del genere l’avversario avrà beccato qualcosa un sacco di volte, tale da rendere un call od un raise alla vostra continuation bet una cosa molto probabile, per cui checkare dietro diventa ottimale. Le texture di cui dovrete preoccuparvi maggiormente sono del tipo: Q-J-x, Q-10-x, 10-9-8, J-9-8, K-J-9, J-10-x, 10-9-x ed altre dello stesso genere."

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Thu, 03 Jun 2010 08:08:19 +0000
Strategia MTT: le dimensioni dello stack http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-le-dimensioni-dello-stack-4760 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/strategia-mtt-le-dimensioni-dello-stack-4760 Realizzata dal giovane professionista americano Tony “Bond18” Dunst, vi presentiamo una guida a puntate con la quale affronteremo alcuni dei più importanti concetti di gioco necessari per essere vincenti nei multi-table tournament di No Limit Texas Hold’em.

“Quando leggo sul forum la sezione SSMTT (small stakes multi-table tournaments), mi capita d’imbattermi sempre negli stessi errori. Ne trovo tanti anche di quelli che facevo spesso anch’io, per cui vorrei darvi qualche indicazione che possa rispondere almeno alle domande di base. Atteggiamenti errati finiscono col creare dannose abitudini, per cui farò una serie di articoli nel cui tratterò diversi argomenti, che spero vi aiuteranno a comprendere meglio concetti forse non troppo chiari. Iniziamo allora dalla misura degli stack e dalla sua importanza.

1. Fino a 10 Big Blind: praticamente ogni mano giocata con stack simile diventa uno shove, e questa è una cosa universalmente riconosciuta. Con la presenza delle ante, spesso diventa corretto cominciare ad open-pushare anche intorno ai 15 BB.

A proposito dei range di push con le ante, ho cominciato a considerare quelle che chiamo “BB reali”. Ne risulta che le BB effettive sono pari a circa 2/3 del pot iniziale. Per cui se i blind sono 500/1000 e l’ante è di 100, in un tavolo a 10 giocatori il piatto sarà di 2500 e per le “BB reali” dovrete considerare 1666. Se siete sul bottone con una mano come **ca* **c5* e 15 BB, potete tranquillamente open-shovare perchè le BB reali sono sotto i 10.

2. 14-21 BB: la maggior parte delle volte (ma non sempre), avrete uno stack da 14 -20 BB ed in tali condizioni non dovreste rilanciare con una mano che non può callare una 3-bet. Ci saranno sicuramente degli spot  in cui, a causa della presenza di giocatore weak/tight dietro di voi, potrete raise/foldare con tale stack, ma più che per un open-raise una dimensione del genere va meglio per un re-stealing in all-in. Anzi è proprio lo stack ottimale per una simile azione, ma state comunque attenti a quei giocatori che questo lo sanno già.

3. 22-30 BB: con questo stack avrete più spazio di manovra per un open-raise, mentre per un re-steal in all-in forse (ma non sempre) la size è troppo grande. Tony “Bond18” Dunst è uno degli istruttori di PokerSavvyQuando dico re-steal intendo di farlo shovando mani che non vogliono affatto un call. Tuttavia, tornando al discordo di open-raise, vi consiglio di utilizzare un range leggermente più ampio del top 30% (più stretto invece da early position). Comunque, con uno stack del genere gioco molto aggressivo da late, fino a quando però non corro troppi rischi di essere re-stealato. Sui 30 BB la tecnica del “go and go” risulterà spesso la migliore arma a disposizione quando si tratterà di giocare una mano forte (che non sia una coppia) da OOP. Diciamo che avete 32 BB ed un oppo da late rilancia 3x: se avete **fa* **pq* vi conviene 3-bettare 9-12x e poi shovare sulla maggior parte dei flop. Se hittate forte e pensate che l’avversario possa puntare, allora fate check invece di un push.

4. 30-40 BB: una cosa importante da dire è che un sacco di gente proverà un re-steal pre-flop con uno stack di tali dimensioni. Nella maggior parte dei casi, specialmente da fuori posizione, 3-bettare con questo stack con l’intenzione di foldare ad un 4-bet all-in è davvero brutto. Lo si può fare in alcuni spot con più di 30 BB (e preferirei di gran lunga farlo da IP), ma in linea generale se 3-bettate con 35 BB (o meno) avrete investito troppo del vostro stack per gustificare un fold pre-flop, a meno che l’avversario non vi giri prima le carte e scopriate che contro di lui avete soltanto 2 out buone. Con questo stack potete invece open-raisare spesso, specialmente ai livelli più bassi dove gli altri giocatori non vi faranno un re-steal neanche dopo che sono entrate in gioco le ante.

5. Sopra le 40 BB: con uno stack del genere avrete la possibilità di giocare come meglio credete. Potrete provare un re-steal con l’intenzione di foldare, potrete rilanciare pre-flop, e 4-bettare contro un re-raise nel tentativo di ottenere un fold. Potrete flat-callare in posizione e aprire con tutto il vostro range.

Conclusioni ed alcuni pensieri su quello che gli altri sanno circa le dimensioni dello stack: la maggior parte degli avversari sanno che con meno di 10 BB l’azione diventa push/fold. Se vedete qualcuno con 8 o 9 BB che inizia a pushare pre-flop ma poi all’improvviso rilancia 3x, vuol dire che molto spesso avrà una mano fortissima. E’ davvero importante che scopriate quanto gli altri al tavolo comprendano il concetto di stack size, e cosa pushano da short-stack.

A proposito dei re-steal, invece, molti opponent ne hanno un’idea ma ignorano di averla. Lo so, non è molto chiaro ma fatemi spiegare: la maggior parte degli altri giocatori sa che deve shovare 15 BB con un range più ampio contro il vostro raise dal bottone, ma non con 25 BB. Anche se sono scarsi, e non capiscono le ragioni di una simile azione, se glielo chiedete vi risponderanno che 25 BB sono troppe chips. Comunque, alcuni avversari saranno totalmente all’oscuro di ciò e proveranno a re-stealare con mani marginali per un grosso ammontare di BB e specialmente da fuori posizione, perchè giocare un piatto 3-bettato da OOP rappresenta uno dei peggiori incubi per i player deboli.

Infine, un sacco di oppo (anche alcuni di quelli noti), non si rendono conto di quanto brutto sia open-raisare per foldare con 13-20 BB. Per cui, se notate al tavolo qualche giocatore che fa questa cosa allora sappiate che potrete andare di re-steal contro di lui quando gli stack effettivi saranno di quella dimensione.”

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Thu, 27 May 2010 09:14:29 +0000
Poker training: come prepararsi per un grande torneo http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/poker-training-come-prepararsi-per-un-grande-torneo-4756 http://www.assopoker.com/tornei-multi-table-di-texas-holdem-base/poker-training-come-prepararsi-per-un-grande-torneo-4756 Bertrand 'ElkY' GrospellierIl Poker è uno sport? Eterna domanda, che probabilmente resterà senza una risposta definitiva. Di certo il Texas Hold'em ha diversi elementi in comune con un'attività sportiva, e tra questi c'è senza dubbio una corretta preparazione psico-fisica, fondamentale per ben figurare nei grandi tornei, che richiedono spesso un impegno lungo giorni interi.

Prepararsi bene per un grande torneo diventa così un "dettaglio" che fa la differenza soprattutto ad alti livelli, spesso popolati da molti giocatori forti. E proprio uno di questi campioni, Bertrand "ElkY" Grospellier, ci svela il suo modo di preparare gli appuntamenti importanti.

"Non c'è un modo migliore in assoluto per prepararsi ad affrontare un grande torneo live. E' tutto molto soggettivo ed ognuno ha la sua routine. In genere io cerco di dormire molto e bene prima di ogni day 1. Mi alzo almeno due ore prima dell'inizio del torneo, e faccio una colazione abbondante. Partendo con l'intenzione di giocare molte ore, iniziare a stomaco vuoto sarebbe una pessima idea.

Coach
Da un pò di tempo ho assunto un personal coach, che per me è diventato fondamentale. Ha stilato un programma personalizzato, che comprende anche sessioni di allenamento. Inoltre, molta attenzione è posta su una alimentazione bilanciata e anche su alcuni salutari cicli di sonno.
Tutto ciò mi aiuta moltissimo a rimanere concentrato al tavolo, mi conferisce maggiore fiducia in me stesso in quanto mi sento meglio, e mi mette nelle migliori condizioni per esprimere il mio miglior poker.

Mente sgombra
Comunque ognuno si prepari, l'obiettivo principale deve essere quello di presentarsi al tavolo con la mente totalmente sgombra, pronti a giocare il proprio A-game. Io da questo punto di vista sono ormai molto ben allenato, e riesco ad astrarmi da tutto ciò che mi circonda fin dalla prima mano che gioco.

Orari di gioco
ElkY durante l'ultimo EPT SanremoMolto importante è conoscere la struttura e gli orari del torneo che vai a giocare. Un conto è infatti prepararsi per un torneo WSOP, dove giochi da mezzogiorno fino alle 2 del mattino, un altro è farlo per un evento WPT, che prevede solo 5 livelli da 90 minuti ciascuno ogni giorno. Io preferisco in genere tornei più lunghi, dove la mia resistenza psicofisica diventa un ulteriore vantaggio al tavolo.

Dinner breaks
Non amo molto i dinner breaks, in quanto credo sia davvero difficile ritrovare la concentrazione dopo aver mangiato. Se mangi troppo, rischi di faticare a rientrare mentalmente in gioco.

iPod
Uso l'iPod praticamente sempre. Mi aiuta a trovare concentrazione, e dedico del tempo a preparare playlist diverse a seconda del mio umore. L'iPod è utilissimo, soprattutto in presenza di avversari che parlano troppo, o cafoni o fastidiosi: lì alzo il volume e mi immergo nel mio mondo.
Certo, è anche giusto abituarsi a giocare senza iPod, in quanto in alcune circostanze devi necessariamente farne a meno. Parlo dei tavoli televisivi, e soprattutto dei final table dei grandi tornei, che sono poi i momenti nei quali la nostra preparazione precedente deve dare il massimo dei suoi frutti."

Bertrand "ElkY" Grospellier

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Tornei multi-table di Texas Hold'em - base Wed, 26 May 2010 13:01:15 +0000