I segreti di Sorel Mizzi: l’importanza della posizione negli heads-up sit'n'go |
| Mercoledì 14 Ottobre 2009 |
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Per farvi capire quanto spesso si vedano errori di posizione, basta che apriate una qualsiasi poker room di vostro interesse, e vi mettiate ad osservare soprattutto le partite a buy-in più bassi. L’atteggiamento più sbagliato che vi capiterà di rilevare è sicuramente la tendenza da parte di tantissimi player a difendere eccessivamente il big blind. Chiariamo subito una cosa: non è possibile vincere in maniera consistente giocando grossi piatti fuori posizione. Non si può pensare di avere successo nel lungo periodo continuando a mettere dentro soldi in spot peggiori rispetto a quelli giocati dagli avversari. La ragione per cui i giocatori low-stakes fanno errori così madornali è semplice: sono là per gamblare e vedere più flop possibili. Foldare diventa noioso, meglio entrare in ogni mano. Non cadete anche voi in questa trappola della curiosità: il range di mani che dovrete considerare di giocare da fuori posizione dovrà necessariamente essere diverso da quello giocato dal bottone. Anche se vi sembrerà monotono dover buttar via molte delle mani che avreste invece giocato da small blind, i risultati vi ripagheranno della vostra pazienza. Quando il livello dei bui renderà gli stack più esigui, il vostro compito sarà di aggiustare lo stile di gioco basandovi meno sulla posizione e di più sulle dinamiche delle singole mani scaturenti dall’history con gli altri giocatori e dalla forza delle carte che avete in mano.
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Il concetto più importante da padroneggiare quando si gioca un heads-up sit'n'go è, in assoluto, quello della posizione. Se non capite l’importanza di essa e di come usarla per ottenere un vantaggio, allora diventerete facile preda dei giocatori più bravi.
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